L’Artico è conosciuto come l’ultimo continente incontaminato. Ben presto però non sarà più così!

Le trivelle della Shell arriveranno ben presto anche in questo paradiso del ghiaccio.

Perchè nel Polo Nord? Per cercare il petrolio, il così detto “oro nero“: si stima infatti che sotto all’Artico ve ne sia una quantità grandissima. Alcune stime sostengono che il 13% delle riserve di petrolio mondiale e il 30% di quelle di gas si trovano proprio nel Polo Nord.

Le operazioni di trivellazione hanno avuto il via libera dal governo Usa dopo ben 6 anni di attesa ed una spesa di circa 4 miliardi di dollari.

Il segretario americano Ken Salazar ha dichiarato: “La Shell può iniziare le operazioni nel mare di Chukchi piazzando 500 metri di alloggiamenti per il sistema che previene le fuoriuscite di petrolio, un dispositivo che chiude il pozzo se si perde il controllo. Ogni altra attivita’ che approveremo in futuro sara’ improntata alla massima sicurezza e protezione ambientale”.

Un’affermazione che fa rabbrividire: come si può proteggere la natura con la sua flora e la sua fauna mediante un’invasione così violenta? Non era forse il caso di lasciare in pace l’Artico (che ha già le sue difficoltà a causa dei ghiacci che si stanno ritirando e di alcune specie già a rischio d’estinzione) e focalizzarsi su altre risorse più sostenibili?

 

Fonte: Ansa.it