Femmina di capriolo incinta viene uccisa e smembrata a Vicenza

Non è che ci siano grandi parole da dire verso un mostro che ha potuto fare questa cosa deplorevole, disumana e raccapricciante.

La violenza subita da questo animale va oltre ogni limite, una mamma uccisa smembrata, decapitata e il suo “cucciolo mai nato” lasciato morire accanto alla testa della madre.

La vicenda è accaduta a Vicenza, il guardiacaccia Moreno Pevere si è trovato davanti ad una scena degna di un pessimo film horror.

Un cacciatore (ma diciamo che non credo che neppure il peggiore dei cacciatori voglia essere accostato a questo essere che ha fatto questa cosa) ha ucciso una femmina di capriolo incinta, l’ha smembrata, decapitata, ha strappato dal suo ventre il cucciolo che era in procinto di partorire e li ha abbanfonati così nel bosco.

Questa la testimonianza scioccata del guardiacaccia Pevere: “Non ho parole per manifestare la più risentita protesta quando mi sono trovato di fronte a questa cena disgustosa. Una testa di capriolo femmina era stata abbandonata sul terreno. Vicino ad essa il corpicino di un bambi, appoggiato alla testa e a quanto rimaneva del corpo della capriola. Il resto dell’animale era stato portato via, lasciando sul posto i visceri. Cioè tutto quello che non serviva per uso alimentare. La capriola aveva circa tre anni e dalla testa si può capire che era anche un bell’esemplare”.

A mio avviso era prossima al parto”, conclude il guardiacaccia, “visto che il feto era ben formato. Il bracconiere responsabile di questo atto appare dotato di una perizia e abilità non occasionale nel maneggiare il coltello”.

Che dire, una bestia, ma non nel senso di animale ma di essere immondo.

Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 10/06/2013
Categoria/e: Animalismo, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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