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Ascoltare il bambino senza pregiudizio: consigli Montessori

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Child being Scolded

Mother scolding her 9 years old daughter.

Catene invisibili ci tengono ancorati ad un modo ormai obsoleto di vedere le cose. Sono passati migliaia di anni ma ancora a volte vedo scene da clava e caverna, che se allora potevano avere anche un senso, oggi di sicuro non lo hanno più.

SalvaBimbi: l’Applicazione Indispensabile

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SalvaBambini

“…dedicata a Giulio, un bimbo di 3 anni volato in cielo troppo presto, a Bari, il 20 agosto 2013, che ha aspettato i soccorsi per troppo tempo, a poco più di un chilometro dall’ospedale più vicino… e nessuno lo aveva detto ai genitori”

SalvaBimbi 7

Si chiama SalvaBimbi e per ora è disponibile solo per sistemi Android, presto lo sarà anche per Ios, è gratuita e indispensabile.

Troppe volte accadono incidenti ai bambini con conseguenze troppe volte terribili, come quella di Giulio, morto a 3 anni per un mancato pronto intervento, ed è a lui che è dedicata questa applicazione nata da una idea del Dott. Marco Squicciarini, progettata dal SEO Cristiano Capobianco, realizzata dalla Università ELIS (Opus Dei), sponsorizzata dalla Multinazionale ITALTEL.

Aperta la Prima Ludoteca d’Italia con Spunti Montessori

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Domenica 7 Giugno 2015 è stata inaugurata a Vigliano Biellese, in provincia di Biella, la prima ludoteca italiana creata seguendo gli spunti della pedagogia montessoriana.

Noi di Eticamente abbiamo voluto essere presenti a questo importante evento per due motivi principali. Innanzitutto perchè la titolare della ludoteca è la nostra redattrice Manuela Griso, autrice dei seguitissimi articoli sull’educazione Montessori ed era doveroso per noi essere presenti a questo suo importante progetto lavorativo.

Inoltre ci teniamo tantissimo a diffondere un’idea di ludoteca diversa, dove il bambino trascorre il proprio tempo giocando, lavorando, imparando, crescendo in modo creativo ed educativo e dove i genitori non sono solo ed esclusivamente accompagnatori passivi ma compagni di tempo prezioso.

Lo sviluppo del disegno libero nel bambino: il significato dell’uomo, della pianta e della casa

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Nel primo settennio, la rappresentazione dominante nelle espressioni grafiche del bambino è l’uomo. Solo pian piano egli arriva però a raffigurarlo in modo completo; il primo abbozzo viene chiamato “uomo-pianta”, proprio perché proviene dalla percezione delle sue forze vitali che accomunano appunto l’uomo e il regno vegetale.

Inizialmente, si concentrano le forze circolari espresse nel “gomitolo di vortici” con le linee rette, che ancora sono fuse e sospese; successivamente, queste si separano, portandosi verso l’alto le prime e verso il basso le seconde, come a formare una sorta di chioma e di tronco.

Babies, 4 modi diversi di essere mamma

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In un altro articolo vi ho parlato di Babies, un film documentario dalla nascita ai primi passi dei bambini in diverse culture, precisamente: africana, giapponese, asiatica e americana.

Per poter vedere il documentario guardate —> Babies on Vimeo

Non vi racconterò tutto il film ovviamente perché mi auguro che lo guardiate voi nelle vostre case con i vostri bambini, ma vorrei parlare con voi delle considerazioni che ho avuto nel guardarlo. Il film comincia con due bambini africani che battono due pietre… Uno dei loro giochi preferiti. A mio avviso molto montessoriano!

I messaggi segreti nel disegno libero del bambino

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Il disegno libero del bambino, è un mezzo di comunicazione profonda, un linguaggio non verbale in cui egli esprime spontaneamente e liberamente il mondo del suo sentire.

Ogni genitore o adulto che abbia a che fare con bambini sa quanto sia importante per loro disegnare; spesso però si chiede loro di disegnare qualcosa di ben preciso e altrettanto fa poi il bambino con l’adulto, osservandolo mentre traccia semplici e spesso stilizzate linee di contorno di forme, omini sorridenti, macchine, treni etc.
Oppure ancora, si disegna una forma, o gli si sottopone qualche apposito libricino, e si chiede al bambino di colorare il suo interno, magari “con il giusto colore”, finendo spesso in battibecchi insensati se le cose non sono come ce le aspettiamo.

Per educare un bambino bisogna prima educare se stessi

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sgridare-bambina

Per educare un bambino bisogna prima educare se stessi e questo lo dicono in tutte le pedagogie del mondo (ad eccezione del mondo televisivo!).

“L’adulto non ha compreso il bambino e l’adolescente e perciò è in continua lotta con lui: il rimedio non è che l’adulto impari qualcosa intellettualmente o che integri una cultura manchevole. No: è diversa la base da cui bisogna partire. Occorre che l’adulto trovi in sè l’errore ancora ignoto che gli impedisce di vedere il bambino” Maria Montessori ne “il segreto dell’infanzia”

Montessori: Sbagliare è Umano, Correggere è Diabolico

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Una delle cose che, in ogni modo, l’insegnante non deve fare, è di interferire per lodare, per punire o correggere errori. Sembra a molti educatori un principio sbagliato ed essi sono contrari al nostro metodo sempre su questo punto. Dicono: “Come potete far progredire il bambino se non ne correggete gli errori?”. Nell’educazione comune il compito fondamentale dell’insegnante è quello di correggere, tanto nel campo morale che in quello intellettuale; l’educazione cammina secondo due direttive: dare premi o dare punizioni; ma se un bimbo riceve premi o punizioni, significa che non ha l’energia di guidarsi e che egli si rimette alla continua direzione dell’insegnante. I premi e le punizioni, in quanto estranei al travaglio spontaneo dello sviluppo del bambino, sopprimono e offendono la spontaneità dello spirito. Non possono perciò aver luogo nelle scuole, come le nostre, dove si vuol rendere possibile e difendere la spontaneità. I bambini lasciati liberi, sono assolutamente indifferenti a premi e castighi.

Vivere l’autismo con il sorriso è possibile: ecco come!

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In Italia stanno aumentando in modo esponenziale i casi diagnosticati di autismo. Non si tratta di un disturbo, come si è sempre pensato, di origine solo genetica. Gli ultimi studi sulla tematica fanno riflettere: esistono tipi diversi di autismo proprio perché le cause sono diverse.

Le cause ipotetiche vanno dalle intolleranze alimentari a fattori ambientali a interazione con le vaccinazioni e si parla anche di infezioni.
Partendo da questo presupposto capiamo anche perché le diagnosi sono difficoltose da effettuare.

Le tribù indios degli Yequana provano vera gioia. Il segreto è nel continuum

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Jean Liedloff, psicoteraupeta nata e vissuta a New York, intorno agli anni sessanta ha avuto l’occasione di condividere parte del suo tempo con popolazioni dell’“età della pietra”; è convivendo, in particolare con le tribù indios degli Yequana, che ha elaborato e reso noto il rispetto per le esigenze legate al continuum di ogni individuo.

Per continuum si intendono quelle aspettative insite in ciascun neonato che, se assecondate, permettono lo sviluppo di una personalità completa, serena e appagata. Le osservazioni sul vissuto degli Yequana, il loro profondo rispetto per le individualità di ciascuno, siano essi adulti o bambini, ed il loro benessere quotidiano, ha portato la Liedloff a comparare il loro modo di vivere con il nostro mondo civilizzato e ad individuare nel loro modo di rapportarsi col bambino, il miglior modello possibile da seguire.