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Tag: aborto

Bambini arcobaleno: chi sono i bambini della speranza?

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bambini arcobaleno

Perché sono chiamati “bambini arcobaleno”?

Come spesso avviene dopo la tempesta e il temporale, giunge l’arcobaleno con i suoi colori che solcano il cielo in segno di vittoria dopo le dure prove della vita. E nella vita di una mamma, ci sono dolori che possono far credere che la luce del sole non risplenderà mai più, come dopo aver perso il proprio figlio, per esempio. Ecco che dopo un aborto, sembra di essere schiacciati sotto le nube più nere finché giunge un piccolo arcobaleno, un sorriso capace di riportare la gioia nei cuori più tristi.

bambini arcobaleno

Lasciata Sola a Partorire nel Bagno, Erano Tutti Obiettori

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Valentina Magnanti ha solo 28 anni, insieme a suo marito desiderava tanto un figlio. Un figlio che potesse avere una speranza di vita, perchè lei è affetta da una terribile e rara malattia genetica. Eppure il suo sogno è stato infranto nei bagni dell’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Valentina, magra, segnata dalla vita, ha raccontato il suo calvario a LaRepubblica.

Le venne diagnosticata questa tremenda patologia genetica nel 2006 e nel 2010 rimase incinta, qualcosa che non potrà mai più scordare…

Le donne registrano i loro corpi: è la protesta contro la riforma spagnola dell’aborto

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In Spagna sta passando una legge che consentirà l’aborto solo in caso di stupro o di grave rischio per la salute della donna.

Le donne però non sono favorevoli a questa riforma: proprio per questo hanno deciso di protestare in un modo davvero insolito. Centinaia di loro si sono posizionate in fila negli uffici adibiti al registro delle proprietà per poter registrare ognuna il proprio corpo.

6 le città spagnole interessate all’iniziativa: Madrid, Bilbao, Barcelona, Pamplona, Siviglia e Pontevedra. E per ogni città le donne in fila, di ogni età, erano circa una quarantina.

Aborto: 8 donne su 10 sotto anestesia totale, contro le direttive internazionali dell’OMS

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Periodicamente in Italia vengono ignorate le direttive internazionali sull’aborto, infatti, ben 8 donne su 10 lo eseguono in anestesia totale.

Pensate che l’82% delle “interruzioni volontarie di gravidanza” nel nostro Paese avviene in anestesia generale contrariamente a quelle che sono le direttive internazionali dell’OMS (Organizzazione mondiale per la sanità) e dell’ISS (Istituto superiore di sanità) sull’aborto.

A dichiarare come queste indicazioni internazionali non vengono prese in considerazione è la relazione annuale sull’attuazione della legge 194 del 1978 per la quale il ministro della Salute dichiara al Parlamento italiano.

Cina: donna obbligata con la forza ad abortire al nono mese

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Probabilmente avrete già letto questa notizia che arriva dalla stampa internazionale asiatica, una donna appartenente alla comunità mussulmana cinese è stata costretta ad abortire in un ospedale della provincia di Xinjiang quando era ormai entrata nel nono mese di gravidanza. La comunità cinese mussulmana degli uighuri non è vincolata al limite del figlio unico, il governo cinese gli ha concesso di poter avere fino a tre figli, se vivono nelle campagne (situazione verosimile per la maggior parte dei membri della comunità che di rado si spostano nelle città) ed un massimo di due figli se vivono in città.

Aborto: “In Italia è una Tortura”. Parole di un Uomo

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La testimonianza è quella di Davide, un uomo che ha sentito la necessità di raccontare la vicenda che ha dovuto vivere con sua moglie.

La moglie di Davide ha avuto un incidente, da questo ha scoperto di essere incinta di un mese, purtroppo dopo varie analisi e controlli hanno scoperto che il feto aveva gravi malattie genetiche, problemi cormosomici seri.

Testimonianza choc: parla una donna che doveva essere abortita [Video]

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Gianna Jessen è un’attivista statunitense che merita di essere ascoltata.

E’ nata nel 1977 alla trentesima settimana di gravidanza di sua madre che allora aveva solo 17 anni e che tentò di abortirla mediante un‘iniezione di soluzione salina. Ma l‘aborto non andò a buon fine ed il feto fu espulso vivo nonostante le circa 18 ore di esposizione alla soluzione.

Il tentativo di abortirla le causò una paralisi cerebrale e muscolare. Una volta adottata all’età di 3 anni riuscì a superare con coraggio e fatica le sue difficoltà motorie: ancora oggi, però, porta il segno fisico e mentale di quel rifiuto materno.

Legge 194: fin dove può arrivare l’obiezione di coscienza?

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Tutto parte da un fatto avvenuto in una notte nel reparto di ostetricia e ginecologia di un ospedale della provincia di Pordenone.

Una paziente si sente male in seguito ad un’interruzione volontaria di gravidanza. L’ostetrica chiede aiuto alla dottoressa di turno perchè teme vi possa essere un’emorragia ma la dottoressa in questione si appella all‘obiezione di coscienza e non cura la paziente. Deve così intervenire il primario.

Cina: obbligata ad abortire al 7° mese. Il papà pubblica sul web la foto del bimbo morto per protesta

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Una giovane coppia cinese era in attesa del secondo figlio. La gravidanza è arrivata inaspettatamente ma accolta con amore da mamma e papà. Purtroppo però in Cina non è possibile avere più di un figlio: una legge del 1980 obbliga tutti i cinesi ad avere un unico figlio per risolvere l’eccessiva crescita demografica.

La coppia ha cercato di nascondere la gravidanza sperando che nessuno se ne accorgesse. Purtroppo, però, un vicino ha denunciato la cosa: egli è stato ricompensato dallo Stato e gli ufficiali della pianificazione familiare sono intervenuti.

Aborto: aumentano i medici obiettori di coscienza

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Dalla Relazione 2012 sulla legge 194  firmata e inviata ai presidenti di Camera e Senato da parte del ministro della Salute Renato Balduzzi, emergono dati che impongono una riflessione.

Riguardo alla spinosa questione dell’aborto, crescono i ginecologi obiettori: si parla addirittura di un aumento dell’85% in regioni come la Basilicata, il Molise e la Campania. Anche per gli anestesisti vi è una crescita, soprattutto al Sud: 75% in Molise e in Campania e 78,1% in Sicilia.

Ma cosa s’intende con il termine obiettore? E’ una persona (in questo caso un medico) che rifiuta di ottemperare a un proprio dovere lavorativo o comunque imposto dall’ordinamento giuridico perchè va contro alle proprie convinzioni ideologiche, morali o religiose. Un medico che rifiuta di praticare l’aborto perchè contrario ai propri principi.