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Abbigliamento in pelle: ecco perchè è da evitare!

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La pelle è uno dei prodotti che indossiamo abitualmente; borse, scarpe e giubbotti abbondano nei nostri guardaroba, per non parlare poi dei costosi divani che riempiono i nostri salotti e delle presidenziali poltrone finemente rivestite, simbolo di potere per uomini e donne in carriera.

Sarà forse l’abitudine, sarà che è una parola tanto usata quando si parla di abbigliamento, ma indossare la pelle animale non ci inquieta come accade, ad esempio, con le pellicce.

Fondamentalmente, però, il concetto è lo stesso, sia pelli che pellicce sono rivestimenti animali; è vero che il processo di produzione è completamente differente ma entrambi comportano gravi sofferenze per le vittime di quest’industria.

Produzione della seta: quando la bellezza nasconde una verità terribile!

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Morbidezza e splendore contraddistinguono da sempre la seta; tessuto delicato e antico, ha riempito i mercati di ogni luogo, ha viaggiato da un paese all’altro, ha reso fruttuoso il commercio orientale.

È un prodotto nobile e la sua bellezza lo dimostra ma sappiamo bene che, spesso, ciò che per noi è nobile e pregiato ha alle spalle una violenta storia di sofferenza; si tratta di una bellezza indubbia e vistosa ma che riguarda l’apparenza del prodotto e nient’altro perché, se guardiamo più in profondità, scompare la bellezza per far spazio a verità e consapevolezza.

Abbigliamento cruelty-free: la lista delle aziende non violente!

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Mentre l’autunno si mette al lavoro e ci scatena contro venti e piogge, noi ci occupiamo del cambio stagione e ci accorgiamo che forse è il caso di fare un salto per le vie del centro per dedicarci un po’ allo shopping.

Scarpe, maglioni, sciarpe e cappotti sono necessari, acquistiamo ciò che più ci piace, cerchiamo occasioni e prezzi moderati e torniamo a casa felici, rigenerati perché spesso andare per negozi è rilassante e terapeutico.

Ma ci siamo mai chiesti cos’è davvero ciò che stiamo comprando?

Infinity Dress: un capo, mille modi per indossarlo

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Che bello sarebbe avere solo una paio di capi nell’armadio che vadano bene in ogni occasione, che potessero trasformarsi in un capo sempre nuovo… Ma è possibile! Si chiamano Infinity Dress e sono capi di vestiario che possono essere indossati in diversi modi a seconda dell’occasione e del momento. Un notevole risparmio di soldi e spazio.

Il primo capo che volevo farvi conoscere è di un’azienda tutta italiana e si chiama 10in1, come dice la parola stessa è 10 capi in 1; nato per avere un solo abito che soddisfi 10 esigenze diverse, ridurre lo scarto e lo spreco. In vendita è possibile trovarlo in lana di pecora, ma considerando lo sfruttamento degli animali allevati per la lana, possiamo pensare che visto che è una capo facile da fare, possiamo realizzarlo in cotone, con fibre sintetiche, con la fettuccia o anche con la ciniglia.

Cambogia: intossicati 118 operai, coinvolte Adidas e Puma

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Incremento dell’economia per il governo più vantaggio economico per la multinazionale, uguale l’ennesimo caso di sfruttamento degli operai, l’ennesimo caso di intossicazioni, malattie, qualità di vita pari a zero dovuto a questo mix incredibile dell’era moderna, un cocktail tanto affascinante quanto letale che ha per ingredienti l’ambizione economica delle multinazionali ed il disperato bisogno di incrementare l’economia dei governi del sud est asiatico e dei paesi in via di sviluppo in genere.

Come fare l’orlo dei Jeans in modo veloce e semplice

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Avete comprato un paio di jeans nuovi ma sono un po’ lunghi? Niente paura non c’è bisogno di una sarta esperta per fare l’orlo!

Servono degli spilli, ago e filo, un buon paio di forbici e un ferro da stiro!

Prima di tutto bisogna misurarli, prendete le scarpe con i quali indosserete il pantalone e guardatevi allo specchio, ora un pezzetto per volta arrotolate all’interno e tirate bene il fondo del pantalone in modo da avere l’orlo che “batta” sul tacco, almeno a me piacciono così ma voi potete accorciarli quanto preferite.

Abbigliamento di peli di topo: sequestrati un milione di capi

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Una frode commerciale davvero incredibile!

Capi di abbigliamento etichettati come vestiario di puro cachemire, lana merinos, seta e pashmina erano invece realizzati da un misto di acrilico, viscosa e peli di topo.

14 le persone denunciate, tutte di nazionalità cinese.

Tutto è partito da un’indagine avviata circa un anno fa: i finanzieri hanno fatto analizzare i capi poichè il prezzo dell’abbigliamento era notevolmente inferiore rispetto a quello realizzato davvero con i materiali pregiati come il cachemire. E così si è scoperto l’inganno.

Il fornitore di questi capi distribuiva in tutta Italia abbigliamento “made in China”.

Miniconf Dice Addio Alle Pellicce

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L’azienda Miniconf S.P.A. leader nel settore dell’abbigliamento per la moda per bambini, con marchi come Sarabanda, Dodipetto e iCom, ha deciso di diventare un’azienda fur free, cioè non userà più pellicce di animali per confezionare i propri abiti. Ricordiamo che le pellicce per essere conciate hanno bisogno dell’utilizzo di sostanze nocive che rimanendo sul capo mettono a rischio salute e ambiente.

Usare materiali alternativi di origine naturale e  sintetica, che risultano del tutto simili alle pellicce naturale, non comportano nessuno sfruttamento e nessuna uccisione animale.

Le pellicce per bambini sono pericolose per la loro salute: la denuncia della Lav

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La LAV denuncia cinque marchi famosi di abbigliamento per bambiniIl Gufo, Miss Blumarine, Fix Design, Gucci e Brums.

Il motivo?

Sono state esaminate le pellicce di capi per l’infanzia ed i risultati rivelano la contaminazione di sostanze chimiche potenzialmente pericolose per la salute umana.

La Lav si batte ormai da tempo per contrastare l’uso delle pellicce animali e lo fa soprattutto per tre motivi: il primo è senza dubbio quello etico-animalista, poi c’è quello ambientale ed ora, grazie anche a questa indagine, si aggiunge la pericolosità per la salute dell’uomo.

Sostanze tossiche negli abiti: Zara dice no!

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Abbiamo di recente scritto un articolo riguardo la denuncia di Greenpeace sull’abbigliamento di grandi e famosi marchi contaminati da sostanze tossiche. Potete leggere l’articolo al seguente link https://www.eticamente.net/6469/sostanze-tossiche-negli-abiti-dei-grandi-marchi.html

In seguito allo scalpore suscitato dall’associazione ambientalista proprio ieri la nota azienda di abbigliamento Zara ha dichiarato che non userà più sostanze tossiche nei propri prodotti entro il 2020.

Questo il commento di Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia:”I consumatori hanno il diritto di sapere come e quanto i fiumi sono inquinati dalle sostanze chimiche pericolose presenti nei nostri vestiti. L’impegno di Zara ad agire con più trasparenza è una pietra miliare nella produzione tessile e sarà la chiave di volta per convincere gli altri marchi a impegnarsi verso l’azzeramento delle emissioni di sostanze pericolose entro il 2020″ .