Spiritualità

Un anno in simboli: creare la propria ruota dell’anima

Di Sandra Saporito - 29 Dicembre 2025

Non è facile rintracciare le origini della ruota dell’anima. Questo simbolo potente non è solo un’immagine ma un portale verso la comprensione del nostro viaggio interiore, ricco di significati universali che attraversano le tradizioni indigene, le antiche filosofie orientali e la psicologia del profondo, creando una nostra mappa interiore di una rara profondità.

Nella sua concezione originaria, la ruota sacra non è solo una bussola, né una rappresentazione spaziale o temporale del mondo, ma uno strumento stratificato e complesso che illustra il mondo e le sue dinamiche. Possiamo quindi permettere a questa figura universale di farsi messaggera dei nostri moti interiori in un tempo di soglia come lo è Capodanno.

Creare la propria ruota dell’anima che ripercorre simbolicamente le 12 tappe dell’anno, in un tempo di passaggio tra il vecchio e il nuovo può essere un rito di capodanno capace di donarci una visione più chiara, ricca e profonda di ciò che si muove dentro di noi, delle forze interiori che indirizzano i nostri desideri, sostengono i nostri progetti, e aiutano nel percorso di conoscenza di sé.

Simboli, archetipi e intuizioni: un viaggio dentro di sé

Per poter riconoscere la profondità dei significati della nostra ruota dell’anima personale, può essere utile osservare prima i significati delle ruote originarie nei loro contesti spirituali. La ruota, intesa come strumento di evoluzione si basa su un archetipo universale, motivo per il quale la creazione e la comunicazione al livello inconscio con la nostra ruota personale può essere particolarmente feconda.

La ruota nelle diverse culture

La ruota rappresenta una delle forme geometriche più antiche conosciute dall’umanità. Partecipa al cerchio, di cui è la definizione esterna bidimensionale: definisce il mondo conosciuto, il tempo, lo spazio, l’ordine, l’armonia, l’universo conosciuto iscritto in un quadro inafferrabile.

Mandala nelle culture orientali come strumento di comunicazione col divino

Fonte: Pexels.com

Partecipa anche alla spirale, un simbolo antico di evoluzione, crescita, connessione col divino, soprattutto quando viene contemplata la dimensione di movimento.

Nella tradizione buddhista, troviamo la Ruota del Dharma (Dharmacakra), un cerchio a otto raggi che simboleggia il Nobile Ottuplice Sentiero: retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retta sussistenza, retto sforzo, retta consapevolezza e retta concentrazione. Questa ruota sacra ha la funzione di distruggere gli ostacoli che impediscono la liberazione dal dolore e della sofferenza, il raggiungimento del Nirvana. Esiste anche la Ruota del Tempo o dell’esistenza: il Kālacakra, una ruota complessa che include simboli e archetipi ricchi di significato per guidare il praticante verso la liberazione.

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Per le nazioni Lakota, Cheyenne e Ojibwe, la Ruota di Medicina (Medicine Wheel), è uno strumento sacro che rappresenta la struttura e l’armonia dell’universo. La ruota ha 4 raggi. Ogni parte indica una direzione (Est, Sud, Ovest, Nord), un elemento (Aria, Acqua, Terra, Fuoco) ed è caratterizzata da un colore, un animale e una fase della vita (nel micro e macrocosmo). È una bussola sacra nella quale converge il tempo e lo spazio.

I mandala tibetani sono anch’essi cerchi, ruote sacre che rappresentano l’universo. Diventano il luogo dove il praticante ha la facoltà di connettersi con la divinità e raggiungere l’illuminazione.

Anche l’Occidente custodisce la memoria delle sue ruote sacre. Ne sono esempi frequenti i rosoni delle cattedrali, le strutture di alcuni templi antichi (Antica Grecia, Roma, Etruria,…) e dei labirinti circolari.

Ritroviamo questa raffigurazione sacra universale anche nella Rosa dei Venti che indica non solo le direzioni ma anche la sottile conoscenza del tempo legato alle correnti, così utile sia per la navigazione che nell’agricoltura ( e quindi, la vita).

In tutte queste rappresentazioni circolari, è possibile delineare 3 punti fondamentali:

• La struttura circolare che delimita il confine tra interno e esterno.
• La divisione interna, mediazione tra divino e umano. Varia in base ai significati (4, 5, 12 raggi).
• L’enfasi del centro: nucleo sacro per antonomasia, con la funzione di Axis Mundi.

La ruota dell’anima come specchio del nostro cammino interiore

La natura ci insegna che la vita è un ciclo. Esiste un ritmo antico e saggio che governa il mondo naturale, fatto di crescita, riposo, morte e rinascita. Anche la nostra vita interiore segue le proprie stagioni personali. Riconoscere i cicli interiori è un passo fondamentale nell’accogliere la nostra natura, permettendoci di onorare i propri tempi, il proprio processo di crescita e evoluzione senza battagliare contro i nostri moti interiori, fondamentale per trovare una pace profonda e una crescita sostenibile.

Disegno ispirato alle ruote sacre e ai mandala come strumenti di introspezione

Fonte: Pexels.com

La rappresentazione ciclica di queste dinamiche che muovono sia il mondo esterno che il nostro mondo interiore si traduce in maniera universale attraverso una forma precisa: il cerchio, la ruota.

Se la rappresentazione della ruota ha origini antichissime in molte culture del mondo, la proiezione grafica di questa figura rappresenta spesso uno strumento di lettura interiore capace di riflettere il proprio cosmo interiore, definendone i contorni e i contenuti simbolici.

Carl G. Jung osservò durante la sua pratica che i pazienti erano naturalmente portati a disegnare dei mandala nei periodi di crisi. Ciò lo portò a considerare il mandala non solo come un disegno, ma come archetipo universale che rappresentava la totalità psichica, l’ordine interiore e il Sé che non appartenevano soltanto al singolo ma s’iscrivevano in un contesto più ampio, di relazione tra il soggetto e la totalità.

“Queste figurazioni non sono semplici invenzioni libere, ma sono regolate da leggi e procedono da un modello extra-personale (archetipo) che è già presente prima di ogni realizzazione individuale. […] Esse non sono inventate, ma sono piuttosto ‘trovate’.”
(Carl G. Jung)

La ruota dell’Anima nella sua forma mandalica diventa in questo senso uno strumento di auto-rivelazione.

→ Leggi anche: Mandala, lo strumento benefico per entrare nella nostra interiorità

Costruire la propria ruota dell’anima come atto creativo e spirituale

La ruota dell’anima, in cui lasciamo libera espressione alla voce simbolica che ci abita nella cornice definita dell’anno trascorso, può offrirci un riflesso della nostra natura profonda, essere una forma di auto-esplorazione.

In questo contesto, ci soffermeremo principalmente su una ruota con 12 raggi per simboleggiare l’anno appena trascorso. La nostra ruota dell’anima rispecchierà la nostra ruota dell’anno, per permetterci di individuare e cogliere, grazie ai simboli che lasceremo emergere liberamente, il nostro potenziale ancora inespresso.

Per costruire la propria ruota dell’anima non servono competenze artistiche ma un genuino intento di scoperta e una gioiosa apertura verso la propria libera espressione.

Ruota dell'anima come simbolo di chiusura dell’anno e nuovo inizio

Fonte: Pexels.com

Il mio consiglio è di iniziare sollevando la mano e poggiandola sul cuore, per ritrovare il nostro centro e comunicare alla nostra interiorità che siamo presenti, in ascolto.

Qui, facciamo 4 respiri profondi: uno per ogni direzione, uno per ogni stagione. Poi, iniziamo a tracciare un cerchio ampio al centro del foglio. Questo definirà il nostro spazio sacro, il nostro Temenos.

Dopodiché, segniamo il centro del cerchio con un punto o un piccolo simbolo che rappresenta la nostra essenza, chi sentiamo di essere nel nostro profondo.

Suddividiamo poi in 12 spicchi che rappresentano i 12 mesi dell’anno.

Senza pensarci troppo, iniziamo a riempire il cerchio con forme, colori, simboli che emergono spontaneamente. Lasciamo che la mano sia guidata dall’intuizione piuttosto che dalla mente razionale.

Quando sentiremo di aver completato la nostra opera, fermiamoci un istante. Chiudiamo gli occhi e ringraziamoci per questa espressione genuina, per questo importante atto creativo e spirituale.

Solo poi, osserviamo il nostro mandala, la nostra ruota dell’anima, con rispetto e gentilezza. Cosa ci comunica? Come si presenta il centro? Osserviamo i 12 spicchi della ruota e permettiamoci di cogliere il messaggio del nostro inconscio senza giudicarlo. Ogni messaggio è un dono prezioso, il seme dell’anno che verrà.

Al termine, possiamo scrivere le nostre impressioni e poi archiviarlo. Svolto anno dopo anno, creeremo il libro della nostra vita dove ogni ruota simboleggerà un capitolo importante della nostra esistenza.

→ Leggi anche: Costruire e colorare un Mandala, i meravigliosi effetti benefici di un simbolo antico

Fonti e approfondimenti:

• Eliade Mircea, Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri. 1976.
Talè Chiara, I mandala e il visionario viaggio di Jung, Quaderno n. 5 di «AGON» (ISSN 2384-9045), Supplemento al n. 9 (aprile-giugno2016).
• Tucci Giuseppe, Teoria e pratica del Mandala, Astrolabio-Ubaldini. 1949.

Sandra Saporito





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