Psicologia

Malattie psicosomatiche genitali: quando il corpo parla

Di Cristina Rubano - 14 Marzo 2022

Le malattie psicosomatiche genitali sono problematiche più comuni di quanto non si creda. Soffrire di una problematica di natura psicosomatica significa sperimentare un malessere a livello corporeo, un disturbo somatico o un problema infiammatorio le cui cause non sono di natura fisica ma psicologica.

Questo tipo di disturbi creano ancora più disagio quando interessano la sfera intima poiché le malattie psicosomatiche genitali vanno a coinvolgere la sfera dell’identità della sessualità e dell’affettività.

“Quando le cose non funzionano bene in camera da letto, non funzionano bene neanche in soggiorno.”

(William H. Masters)

Disturbi psicosomatici e sessualità

Solitamente, un disturbo emozionale si esprime mediante la sfera corporea, invece che quella psichica, quando sovrasta le capacità di elaborazione della persona e la sua portata emozionale non può essere tollerata psicologicamente. Alcune persone hanno una cronica modalità somatizzante, anche nell’area genitale, e sperimentano in questo modo molti dei disagi emozionali di cui non arrivano neanche ad essere coscienti. Altre possono somatizzare un disagio solo occasionalmente. A questo proposito l’area genitale è una delle più colpite da manifestazioni psicosomatiche urogenitali poiché la sessualità, più di altre esperienze umane, chiama in direttamente in causa corpo e mente. Ne consegue che l’area genitale è fortemente investita di significati affettivi e identitari. Disagi inerenti l’identità sessuale, la sfera affettiva o la sessualità si rifletteranno molto facilmente in disturbi psicosomatici della sessualità.

Basti pensare a quanto la sessualità ci coinvolge su un piano di intimità, della fiducia, del abbandonarsi, del dare e ricevere, del desiderio nostro e dell’altro, del rapporto con il corpo, con vissuti di vergogna, con l’autostima.

La sfera della sessualità può essere vissuta in maniera problematica e dare origine a malattie psicosomatiche genitali in diverse circostanze. O a causa di conflitti e problematiche individuali relative alla sessualità, al corpo o a traumi del passato. O per cause più contingenti relative ad aspetti insoddisfacenti della relazione di coppia, problemi non risolti o non affrontati fra i partner.

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Quali sono le malattie psicosomatiche genitali

Credit foto © Pexels

Nei disturbi ai genitali di origine psicosomatica il corpo si fa espressione di un disagio emozionale che non trova strade per essere sperimentato a livello psichico e verbalizzato a parole. La consapevolezza di questi fenomeni è sempre più diffusa non solo fra gli specialisti della salute mentale, ma anche fra medici, urologi e ginecologi tanto che in alcune sedi si allude a una vera e propria ginecologia psicosomatica così come molte problematiche sessuali maschili vengono inquadrate anche in quest’ottica.

Le disfunzioni sessuali di origine psicosomatica più comuni sono le seguenti.

  • Calo del desiderio. La persona vive una cronica mancanza di interesse ed eccitazione sessuale verso qualsiasi potenziale partner tale da causargli un significativo disagio che va a compromettere la stima di sé, le relazioni affettive, l’intimità vissuta col partner. Non stiamo parlando di persone che per scelta si riconoscono in un orientamento asessuale, ma di soggetti che sperimentano un marcato disagio per l’assenza di desiderio sessuale.
  • Vaginismo, dispareunia e vulvodinia. Questi disturbi rendono per la donne impossibile o doloroso l’atto sessuale influendo in maniera importante sul desiderio, l’autostima, il benessere di coppia.
  • Disfunzioni erettili. Si tratta di problemi ricorrenti che persistono nel tempo (occasionali  sporadici cali della risposta erettile sono assolutamente fisiologici e non dovrebbero allarmare i partner) e che possono riguardare un unico/a partner o più. Rischiano di compromettere l’autostima e la qualità del rapporto di coppia.
  • Eiaculazione precoce. Anche in questo caso bisogna attentamente distinguere episodi assolutamente occasionali e fisiologici da un disturbo più cronico e persistente.
  • Anorgasmia. L’incapacità di raggiungere l’orgasmo in uno dei due partner può essere legata a inibizioni, traumi o abusi o a problematiche e conflitti vissuti nel rapporto di coppia. Anche in questo caso è bene fare un distinguo: non raggiungere necessariamente l’orgasmo durante un rapporto sessuale non connota di per sé tale situazione come un disturbo. Lo diventa quando questo si configura come un blocco che limita l’espressione della sessualità dell’individuo e influenza negativamente l’approccio all’attività sessuale.

In questi casi è sempre necessario escludere possibili cause o componenti di natura medica che andranno affronta tre nelle sedi opportune.

Se si ravvisa un’effettiva componente psicosomatica sarà opportuno che la persona o la coppia accedano a duna consulenza sessuologica.

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