Psicologia

Essere empatici con lo sguardo: quando non servono parole per capirsi

Di Elena Bernabè - 11 Febbraio 2022

Gli occhi, si sa, sono lo specchio dell’anima: sono le porte della nostra interiorità, le bocche delle nostre verità. Ecco perché riescono ad esprimere e a comunicare molto di più delle parole.

Non è facile riuscire a sostenere per un lungo tempo lo sguardo reciproco e questo avviene perché sappiamo che non possiamo mentire con gli occhi, siamo nudi di fronte all’altro, non possiamo assumere maschere, recitare la nostra parte preferita, fuggire se non distogliendo lo sguardo.

Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano.
(Paulo Coelho)

Empatia e sguardo

Sviluppare l’empatia vuol dire riuscire a sentire con il cuore dell’altro. Non è un processo semplice da vivere e sperimentare e, spesso, appartiene in modo innato solo alle persone sensibili che si ritrovano addirittura a dover creare delle vere e proprie barriere per “non sentire troppo”.

Chi invece fa fatica a mettersi nei panni dell’altro potrebbe provare a mettere in gioco il proprio sguardo, strumento potente di connessione con l’interiorità altrui. Guardare, infatti, intensamente negli occhi una persona anche solo per alcuni minuti ci conduce a vedere parti dell’altro che non riusciremmo mai a scorgere in altro modo.

Se poi iniziamo a chiederci: come sono gli occhi di chi ho davanti? Mi appaiono tristi, gioiosi o spenti? Cosa mi vogliono comunicare? Riuscirò io a dire con i miei occhi quello che provo?

Tutte queste domande non hanno necessariamente bisogno di risposta ma ci conducono in una connessione con l’altro diversa dal solito, dove la parola non ci distrae con il suo rumore, dove sono i silenzi a comunicare, dove l’obiettivo non è avere ragione o giudicare ma conoscersi, comprendersi e rispettare il sacro scambio che sta avvenendo.

Leggi anche —> Guardarsi negli occhi significa aprire le porte del proprio mondo interiore

Capirsi con gli occhi è il più alto livello di empatia

Si baciavano di sguardi quei due.
(Alessandro Baricco)

coppia che si guarda negli occhi

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© Pexels

Solo gli amanti, le madri con i propri bambini, le amicizie vere riescono a comunicare con gli occhi: l’amore che lega queste coppie le porta naturalmente ad un livello di relazione così profondo da capirsi al volo, solo con lo sguardo.

Se in questi casi diviene semplice essere empatici solo guardandosi, con persone più lontane dal nostro sentire o che non ci sono particolarmente simpatiche o anche solo con estranei si fa fatica a trovare un punto di incontro con lo sguardo. Questo avviene per varie motivazioni: non vogliamo far emergere la nostra unicità con tutti oppure non ci fa piacere avere uno scambio così intimo. Se queste motivazioni sono ben comprensibili è però nostro dovere provare a parlare non solo con le parole ma anche e soprattutto con gli occhi, per comunicare meglio le nostre emozioni e per comprendere maggiormente chi abbiamo di fronte.

Non con tutti riusciremmo ad avere un così alto livello di empatia ma almeno provarci potrebbe farci aprire strade che pensavamo sbarrate.

Si limitò a guardarmi. Quello sguardo mi disse tutto quello che c’era da dire.
(Charles Bukowski)

Come essere empatici solo con lo sguardo

Eccovi dei consigli per provare a sperimentare questo tipo di empatia, più sottile ma allo stesso tempo più profonda:

  1. Durante una conversazione provate a soffermarvi sugli occhi della persona che avete di fronte e fermatevi ad osservare i pensieri e le emozioni che quello sguardo suscita in voi. Le sensazioni sono messaggi che la nostra anima riceve ed è importante accoglierle e dar loro la giusta attenzione.
  2. Cercate anche voi di comunicare con gli occhi, lasciando alla parola poco spazio di espressione. Spesso, se si crea una sintonia profonda, si scopre di saper comunicare benissimo solo con gli occhi e i pensieri che abbiamo nella mente vengono verbalizzati come per magia dall’altro.
  3. Provate ad osservare due persone che parlano e soffermatevi a guardare i loro occhi e come interagiscono tra loro. Da osservatore esterno si possono scorgere dinamiche e realtà non visibili in altro modo e si possono apprendere modalità comunicative corporee affascinanti e interessanti.

Parlare con gli occhi è un esperimento di vita che può arricchirci molto, che ci può far anche divertire e ci conduce ad una relazione con l’altro diversa, misteriosa e profonda. Iniziamo ad usare gli occhi, non solo per vedere di sfuggita ma per soffermarsi a lungo sulle manifestazioni della vita.

Non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.
(Galileo Galilei)

Leggi anche —> Simbologia dell’occhio: cosa significa nelle diverse culture e tradizioni

Elena Bernabè





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