Per i Nativi americani i corvi erano anticamente i più begli uccelli del mondo: si narra infatti che un tempo le loro piume avevano i colori dell’arcobaleno e il loro canto era talmente celestiale da spingere gli dei stessi a fermarsi ad ascoltarli.

Siamo ben lontani quindi dagli uccelli neri dallo sgraziato gracchiare che conosciamo oggi ma secondo la leggenda di Rainbow Crow quasi sconosciuta in Italia, erroneamente attribuita alla tribù Leni Lenape del Canada (si tratterebbe in realtà di un antico mito Cherokee), il loro piumaggio nero e la loro voce rauca sarebbero i segni dell’enorme sacrificio che fece a suo tempo il grande Corvo Arcobaleno per salvare la vita di tutte le creature della Terra, divenuto poi simbolo di altruismo ed abnegazione.

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La  leggenda del Corvo Arcobaleno, ovvero come i corvi sono diventati neri

Un giorno, il freddo calò sul mondo. La neve iniziò a cadere costantemente e il ghiaccio ricoprì tutte le acque. Gli animali non avevano mai visto la neve prima. All’inizio era una novità, qualcosa con cui giocare ma il freddo aumentò così tanto che iniziarono a preoccuparsi. Presto tutto sarebbe stato inghiottito dal freddo.

“Dobbiamo inviare un messaggero a Kijiamuh Ka’ong, il Creatore che crea pensando“, disse Gufo Saggio. “Dobbiamo chiedergli di pensare che il mondo sia di nuovo caldo in modo che lo Spirito della Neve ci lasci in pace!”

Gli animali concordarono con lui e cominciarono a discutere tra loro, cercando di decidere chi mandare da lui. Gufo Saggio non poteva vedere bene durante il giorno, quindi non poteva andare. Coyote si distraeva facilmente e gli piaceva fare brutti scherzi, quindi non ci si poteva fidare di lui. Tartaruga era stabile e solida, ma camminava troppo lentamente. Allora, fu scelto il più bello di tutti gli uccelli per andare a Kijiamuh Ka’ong: aveva piume dalle bellissime sfumature di arcobaleno e una voce meravigliosa, era Rainbow crow, il Corvo Arcobaleno.

Fu un viaggio arduo che durò tre giorni di salita nei cieli, oltre gli alberi e le nuvole, oltre il sole e la luna, oltre le stelle. Rainbow Crow fu sbattuto dai venti, senza avere un posto dove riposare, ma proseguì coraggiosamente fino a raggiungere il Cielo più alto. Quando Rainbow Crow lo raggiunse, chiamò il Creatore, ma non ricevette risposta. Il Creatore era troppo impegnato a pensare per notare anche il più bello degli uccelli. Così Rainbow Crow iniziò a cantare la sua più bella canzone per attirare la sua attenzione.

Il Creatore fu rapito da quel meraviglioso canto e si diresse verso Rainbow Crow e gli chiese quale regalo poteva fare al nobile uccello in cambio del suo canto. Rainbow Crow chiese al Creatore di non pensare alla neve, in modo che gli animali della Terra non venissero uccisi dal freddo. Ma il Creatore rispose che la neve e il ghiaccio avevano Spiriti propri e che non potevano essere distrutti.

“Cosa faremo allora?” chiese il Corvo Arcobaleno. “Ci congeleremo o soffocheremo tutti sotto la neve!”

“Non congelerai”, lo rassicurò il Creatore, “perché penserò al Fuoco, qualcosa che riscalderà tutte le creature durante i tempi freddi”.

Dicendo queste parole, il Creatore conficcò un bastone nel Sole. L’estremità si mise ad ardere intensamente e ad emanare calore. “Questo è il Fuoco”, disse a Rainbow Crow, porgendogli l’estremità del bastone. “Ora torna sulla Terra il più velocemente possibile prima che il bastone bruci completamente!”

Rainbow Crow ringraziò il Creatore, afferrò il bastone infiammato col suo becco e volò il più velocemente possibile verso la Terra. Era stato un viaggio di tre giorni per giungere fin lì ed era preoccupato che il Fuoco potesse spegnersi prima di raggiungere la Terra quindi volò più velocemente che poté. Scese in picchiata dal cielo attraverso il luminoso sentiero delle stelle ma il fuoco divenne più grande e caldo e il bastone s’infiammava sempre più. Quando il Corvo Arcobaleno sorvolò il Sole, il bastone era quasi totalmente in fiamme e il fuoco iniziò a lambire le sue piume scintillanti. Più volava velocemente e più il fuoco bruciava ma non poteva rallentare altrimenti sarebbero morti tutti di freddo. Si fece forza e strinse forte il bastone per non perderlo e accelerò la sua discesa. Fu in quel momento che il fuoco toccò le meravigliose piume della sua coda e presero fuoco.

Quando il Corvo Arcobaleno volò oltre la Luna, tutto il suo corpo era diventato nero, ricoperto di fuliggine. Quando si tuffò nel cielo e volò tra le nuvole, il fuoco aumentò e si avvicinò sempre più al suo becco divorando il bastone, centimetro dopo centimetro. Il povero Corvo Arcobaleno faceva fatica a respirare ma pensò ai suoi amici giù sulla terra che soffrivano e strinse il bastone infiammato ancora più forte nel becco e volò ancora più velocemente. Il fuoco aveva ormai quasi divorato l’intero bastone ed aveva raggiunto il suo becco. Mancava così poco per arrivare alla Terra, era quasi arrivato! Ma il suo becco bruciava e non riusciva più a respirare, allora allargò per pochissimi secondi il becco, per prendere un po’ di aria, ma il fumo gli entrò nella gola e il fuoco bruciò la sua bellissima voce.

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Quando Rainbow Crow atterrò sulla Terra, era esausto, ferito, nero come il catrame e riusciva soltanto a gracchiare. Consegnò il fuoco agli animali giusto in tempo prima che si spegnesse e loro accesero un falò ed sciolsero la neve e si scaldarono, salvando gli animaletti dai cumuli di neve dove giacevano sepolti.

Fu un momento di gioia, perché Tindeh, lo Spirito del Fuoco, era giunto sulla Terra. Ma Rainbow Crow si sedette in disparte, rattristato per le sue piume opache e brutte e per la sua voce rauca.

Poi all’improvviso, sentì il gentile tocco del vento sul viso. Alzò lo sguardo e vide il Creatore che crea pensando camminare verso di lui.

“Non essere triste, Rainbow Crow”, disse il Creatore. “Tutti gli animali ti onoreranno per il sacrificio che hai fatto per loro. E quando il Popolo verrà, non ti darà la caccia, perché ho fatto in modo che la tua carne abbia il sapore del fumo così che tu non sia buono da mangiare e le tue piume nere e la voce rauca impediranno all’uomo di metterti in gabbia. Sarai libero per sempre”.

Poi, il Creatore toccò le piume nere di Rainbow Crow. Davanti ai suoi occhi, Rainbow Crow vide le piume opache diventare lucide e sopra ognuna di esse poteva vedere il riflesso di tutti i colori dell’arcobaleno. “Questo ricorderà a tutti coloro che ti vedono il servizio che hai reso al tuo popolo e il sacrificio che li ha salvati tutti“.

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Da quel giorno, il corvo è un animale sacro, onorato da tutti, animali e cacciatori, che si guardano bene da ucciderlo; e se lo osserverai da vicino vedrai riflessi sulle sue piume nere tutti i colori dell’arcobaleno.

Fonti:

American folklore: Native American Myths (versione inglese)
Rainbow Crow: The Legend’ is a Celebration of Native American Heritage 

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in Discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it