Il tempo è una risorsa preziosa, limitata, di cui raramente ci è stato insegnato il reale valore. Lo sprechiamo, lo rincorriamo, lo rovesciamo a volte in maniera sbadata su ciò che non conta poi così tanto. Ma poi quando ci manca questo tempo, lo piangiamo come il latte versato, come gli atti mancati, come le parole mai dette, come la vita rimasta imprigionata in un seme germogliato a metà.

Ma c’è chi ne ha capito la ricchezza, ne ha colto il profondo insegnamento e cerca di trasmetterlo agli altri, attraverso una poesia magari: una piccola opera di lettere sapientemente allineate che apre la porta verso l’attimo, quella della meraviglia, lì dove i secondi allungano le dita verso l’eternità.

Oggi vorrei condividere con te una di queste opere, scritta da Elli Michler, che suona come la più bella delle benedizioni.

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Elli Michler e le grandi prove della vita

La vita può metterci a dura prova e spesso chi ha attraversato le intemperie dell’esistenza riesce a coglierne la meraviglia nei piccoli gesti quotidiani, negli attimi di gentile quiete, nel silenzio,… È il caso di Elli Michler, nata il 12 febbraio 1923 a Würzburg in Germania. Malgrado il periodo di crisi finanziaria indotta dalla prima guerra mondiale, Elli Michler trascorse un’infanzia piuttosto serena assieme ai suoi genitori, anche se sua madre soffriva di gravi problemi di udito che influivano sulla comunicazione con la sua bambina.

Con l’arrivo della seconda guerra mondiale Elli Michler dovette interrompere gli studi e vide suo padre partire per il fronte mentre lei fu costretta a lavorare in una fabbrica per tutta la durata dello scontro bellico. La sua città natia fu distrutta. Il suo mondo cambiò drasticamente ma non si diede per vinta: il suo amore per la cultura fu la scintilla che gli permise di restare in piedi mentre tutto intorno a lei era ridotto in macerie. Alla fine della guerra, si propose volontaria per ricostruire l’università di Würzburg, distrutta dai bombardamenti.

Come succede spesso nella vita, le grandi crisi aprono la porta ad importanti opportunità e fu così anche per Elli Michler che durante questo periodo di ricostruzione incontrò quello che sarebbe diventato poi il suo marito; era un sopravvissuto dalla prigionia di guerra e vittima delle espulsioni da Breslavia.

Le difficoltà economiche non erano finite ma ciò non la impedì di conseguire una laurea in economia nell’Università che aveva aiutato a ricostruire. Dopo aver ultimato gli studi, Elli Michler si sposò e la coppia ebbe una bambina. Fu per offrirle un futuro migliore che la coppia decise di lasciare l’amata Würzburg e trasferirsi ad Assia, che offriva maggiori prospettive economiche.

Nel 2010 Elli Michler ricevette la Croce del Merito conferito su nastro per il suo lavoro nella poesia e quattro anni più tardi scomparve, all’età di 91 anni.

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La poesia, un’oasi di pace

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La poesia rivesté per Elli Michler un ruolo importante. La scrittura era per lei un oasi di pace, uno spazio dove vivere attimi di felicità e malgrado la stanchezza e gli impegni derivanti anche dall’accudimento dei suoi genitori anziani, non smise mai di scrivere posando sulla carta i suoi pensieri sui grandi temi della vita, quali l’amore, la morte, il senso della vita, il legame con la natura.

Quella che vorrei proporti oggi è una sua poesia sul tempo che a mio parere si riveste di un significato ancora più profondo conoscendo un po’ la vita dell’autrice. T’invito quindi a leggere le bellissime parole di questa poesia ma poi vorrei che tu ti soffermassi tra le righe, a scorgere la profondità di questo suo augurio, a percepirne il reale valore nella tua quotidianità e ciò che può significare per te.

“Ti auguro tempo” di Elli Michler

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“Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.”

Questa poesia non è soltanto un’opera artistica, è una finestra che si apre su un mondo diverso: un mondo dove il tempo assume una dimensione che non siamo abituati a scorgere. Ne conosciamo certo la linearità che ci sfugge dalle mani; non abbiamo il tempo di pensare all’attimo che già è stato inghiottito dal passato. Ma c’è dell’altro.

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“Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne resti” è forse la chiave dell’intera poesia in quanto l’autrice non ci augura soltanto il tempo quanto la capacità di dargli senso, di osservarlo e viverlo in modo da riuscire a riempirlo di vita perché vi è un’altra dimensione del tempo: la profondità. E quando il tempo è colmo di vita, quando ha la pancia colma di attimi preziosi, di significato, di gratitudine, di gioia, di stupore, il tempo ha tendenza a rallentare la sua corsa e a volte a fermarsi.

Questa poesia è certamente una bellissima benedizione ma è anche un dono, una chiave che ci apre la porta dell’infinito e ci svela come trovare l’eternità nascosta nel tempo della nostra vita.

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Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it