Un gesto, un odore, uno sguardo. Basta un attimo ed ecco che Eros scocca la sua freccia… L’amore, quello con la “A” maiuscola si impossessa di noi, di colpo sentiamo di aver finalmente trovato l’anima gemella, quella persona che ci capisce al volo, che ci sembra di conoscere da sempre e che al tempo stesso ci rapisce in un vortice di euforia ed eccitazione di fronte al quale tutti i problemi scompaiono…

Accade però che la promessa di Eros non duri, che si riveli più effimera ed illusoria di quanto pensassimo e che nel guardarci indietro ci accorgiamo che molte sono le frecce che sono state già scoccate …

Perché ci si innamora troppo velocemente? Il colpo di fulmine rivela il vero amore o è solo una potente illusione?

La lingua inglese utilizza un’espressione particolare per indicare l’innamorarsi: “fall in love” che significa letteralmente “cadere” nell’amore, lasciarsi sorprendere da una sorta di inciampo che costringe a cambiare strada, a volgere lo sguardo altrove. Questo sembra essere tanto più vero, quanto più accade di innamorarsi subito, di incappare in un imprevisto che può indurre a modificare positivamente la direzione o far perdere rovinosamente l’equilibrio… Riconoscere la differenza non è facile, i motivi? Beh, iniziamo col dire che, da un certo punto di vista, è tutta colpa di Cenerentola!

Il mito dell’amore romantico

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“E vissero sempre felici e contenti…”: quante volte abbiamo letto o ascoltato questa espressione alla fine di una fiaba? I due protagonisti, che dal primo momento in cui si sono guardati negli occhi già si giuravano segretamente eterno Amore, dopo mille peripezie riescono finalmente a coronare il loro sogno, si sposano, si uniscono e, appunto, vivranno per sempre felici e contenti. E qui sta il problema.

Nessuno sa mai cosa avviene dopo, nulla si dice riguardo a quella che sembra essere un’immutabile felicità, una sintonia facile e perfetta in cui i due sposi vivranno per tutta una vita, come se quell’istante del loro primo incontro incantato fosse destinato a durare immobile fino alla fine dei loro giorni.

Si tratta di uno stereotipo culturale che rintracciamo non solo nelle fiabe – o, meglio, nel modo in cui queste vengono semplificate nelle versioni per l’infanzia – ma anche in moltissime produzioni cinematografiche (chi ha visto Pretty woman, la favola moderna per eccellenza, ricorderà che anche Vivian si scaglia con un misto di incredulità e invidia contro la fortunatissima Cenerentola!).

Il mito dell’amore romantico, del colpo di fulmine, dell’alchimia perfetta che sboccia istantaneamente e che rende complici e affiatati gli amanti in un batter d’occhio e per sempre è una delle versioni stereotipali più diffuse dell’amore. Perché nella realtà questa favola difficilmente si realizza così come ci viene raccontata? Forse stiamo confondendo la fase dell’innamoramento con l’amore stabile e duraturo.

L’innamoramento in psicologia

L’innamoramento è una fase, derivata da una forte attrazione chimica e fisica fra due persone, che le porta effettivamente a perdersi l’una nell’altra, ad attraversare un momento di temporanea “follia”, come dicevano gli Antichi, in cui sembra perdersi qualunque ragionevolezza. Possiamo in effetti riconoscere dei veri e propri “sintomi” dell’innamoramento: il pensiero si concentra in maniera quasi esclusiva sull’altro/a, si vive nell’attesa di rincontrarsi, spesso di mettono temporaneamente da parte amicizie o altre attività, si vede il partner come perfetto e privo di difetti, si avvertono le “farfalle nello stomaco” ogni volta che ci si rincontra e ci si sente sempre euforici, su di giri, tutto sembra eccezionale e fuori dall’ordinario e si percepisce una sintonia perfetta. Questa fase è guidata principalmente dall’attrazione, non ancora dal sentimento, poiché poco o nulla sappiamo dell’altro/a.

Innamorarsi di una persona che si conosce da poco significa per lo più vivere questa fase preliminare e avvincente di innamoramento in cui i due amanti godono della loro “bolla” di esclusività e dell’euforia che li avvolge. In questa fase, dicevamo, sappiamo ancora poco dell’altra persona e, se stiamo confondendo innamoramento e amore, potremmo essere portati, quasi senza accorgercene, ad attribuire a lui o a lei quella caratteristiche “ideali” che vorremmo trovare in un partner immaginario dimenticandoci che quella momentanea euforia ha solo lo scopo di portarci invece a conoscere e a scoprire come realmente quella persona, di cui ancora poco sappiamo, è.

Il confronto con la realtà, che rompe l’incantesimo dell’innamoramento, arriva presto o tardi: ci accorgiamo che l’atro/a ha i suoi piccoli difetti, giusti o idiosincrasie differenti dai nostri; ognuno dei due ha i propri impegni o attività che non possono esser messi sempre da parte; si conoscono amici o colleghi di lavoro reciproci e questo dà modo di conoscere il partner nei propri contesti sociali e di osservarlo da nuove prospettive: resisterà la scintilla dell’attrazione di fronte a questi nuovi e variegati stimoli? Si accenderà un moto di curiosità e rinnovato interesse o tutto si dileguerà come in una bolla di sapone?

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Non lo sappiamo. Ed è questo il punto da tener presente con onestà: alcune persone rappresentano possibilità di incontri felici solo perché fugaci, che si limitano alla fase preliminare di innamoramento; altre potrebbero rivelarsi, ad una conoscenza più approfondita, compatibili anche del punto di vista emotivo e affettivo ed essere destinate a percorrere al nostro fianco un tratto breve, lungo o lunghissimo della nostra strada… L’euforia dell’attrazione iniziale spesso poco o nulla può dirci riguardo ai possibili destini a cui quella frequentazione andrà incontro ipotizzando l’innamorarsi con il tempo come una possibilità tra altre.

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Caratteristiche dell’amore duraturo

Certo è che l’amore, quello stabile fondato su un sentimento profondo e duraturo, non è esente da difficoltà (questo, dicevamo, Cenerentola non lo sa…) ma è fondato su ingredienti complementari ma diversi da quelli del semplice innamoramento. Nella relazione di coppia i due partner instaurano un legame di attaccamento nel quale man mano imparano a vedersi e a riconoscersi come punto di riferimento reciproco. Ciò vuol dire che ognuno dei due dovrebbe diventare fonte di sostegno e autostima per l’altro/a; il partner oltre che fonte di desiderio e attrazione sessuale, diviene – anche grazie a questo – molto altro: qualcuno su cui fare affidamento per ottenere conforto, protezione e sostegno, ma anche colui o colei che più di tutti crede in noi, ci sprona e ci incoraggia a dare il meglio di noi stessi sia dentro che fuori la coppia, a realizzarci non solo come amanti, ma come persone più a tutto tondo. Questa intesa non si costruisce in un giorno e non è mai definitiva, anzi: le relazioni più durature sono quelle che attraversano criticità, cambiamenti e rimaneggiamenti e che risultano più fluide nell’adattarsi man mano che nel corso della vita cambiano le due persone che le compongono.

Le persone a cui accade di innamorarsi lentamente, di cedere più cautamente alle frecce di Eros, possono avere occasione di accorgersi più consapevolmente di questa evoluzione.

Nulla in amore è giusto o sbagliato: dalla passione di una notte al viaggio di una vita, ogni persona che incontriamo può darci e insegnarci qualcosa di nuovo su noi stessi, sempre.

Amatevi, ma non tramutate l’amore in un legame. Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una stessa coppa. Scambiatevi il pane, ma non mangiate da un solo pane. Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma fate in modo che ognuno di voi sia anche solo, come sono sole le corde di un liuto, sebbene vibrino alla stessa musica.”

(Khalil Gibran)

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 Cristina Rubano

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Psicologa, specialista in Psicologia della Salute e Psicoterapeuta. La sua attività di psicologa si unisce all'interesse per ambiti e settori variegati tra loro. Trova che la saggezza e lo spirito delle culture orientali possano insegnare molto alla frenesia della mente occidentale, ha fatto esperienza di tecniche di meditazione e collabora con associazioni che si occupano di diffondere questa pratica. Da diversi anni conosce e pratica il Training Autogeno – il così detto “yoga occidentale” – e svolge corsi di addestramento a questo e ad altri metodi di rilassamento. Si occupa inoltre di psicologia dell'alimentazione, sia in ambito clinico che di prevenzione e promozione del benessere psicologico. Le piace pensare alla sua non solo come una professione d’aiuto, ma una competenza messa al servizio della realizzazione delle persone affinché possano ampliare le proprie capacità di scelta, raggiungere i propri obiettivi e intravederne sempre di nuovi. “La felicità è una cosa nella quale ci si deve esercitare, come col violino”. (John Lubbock) Il suo sito web è www.cristinarubano.it