Il Giappone è un Paese che affascina. Abbiamo perciò voluto porre a Giuliano Magalini, italiano che vive da alcuni anni in Giappone e ideatore del sito www.miticogiappone.com, alcune domande sulla vita in un luogo così lontano da noi. Fin da bambino è sempre stato affascinato dal Sol Levante ed ora là ci abita e ha formato anche una famiglia.

1- Com’è la vita in Giappone?

La vita in Giappone sostanzialmente è come in Italia. Italia e Giappone sono potenze economiche mondiali per questo motivo la vita non cambia di molto. Forse le differenze che si notano di più sono nella pulizia impeccabile delle città e nella sicurezza percepita anche nelle ore notturne, grazie alle forze dell’ordine. I negozi sono sempre aperti ogni giorno dell’anno. Ci sono piccoli supermercati che sono aperti anche 24 ore su 24! Esistono ovviamente e giustamente tante piccole differenze culturali.

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2- Come si vive all’interno di una casa giapponese?

In Giappone si tolgono sempre le scarpe prima di entrare in casa. Non si chiude quasi mai la porta a chiave nelle ore diurne (grazie a leggi severissime per i criminali. Chi sbaglia paga a caro, carissimo prezzo. Non esiste perdono in Giappone per i criminali). Il riscaldamento si usa solo nelle stanze che si abitano in quel preciso momento. Non si tiene riscaldata tutta la casa. In bagno, nel corridoio oppure nelle stanze dove non c’è nessuno non si accende il riscaldamento (in inverno in casa fa davvero freddo!). In Giappone anche negli ambienti interni si tiene il passo delle stagioni: in inverno fa freddo fuori e fa freddo in casa. La vera casa giapponese ha il tatami. Ora nelle case nuove moderne si usa tenere una stanza col tatami solo per rappresentanza. Se viene un ospite importante lo si fa accomodare nella stanza tradizionale giapponese col tatami.

3- Ci puoi spiegare in che cosa consiste il tatami?

Il tatami in pratica é il classico pavimento giapponese. E’ composto  da giunco intrecciato e legno. Di solito ha le dimensioni di circa 90 x 180 cm, che corrisponde alla misura di una persona distesa. Una volta, nel periodo Edo, il tatami nelle case della gente comune era usato solo per le grandi occasioni altrimenti veniva riposto e ci si accomodava sul pavimento di legno seduti su cuscini. Poi è diventato più frequente l’uso di averlo normalmente in casa. Dato che nelle case giapponesi non si usano le scarpe l’usura è meno rapida, ma deve essere comunque cambiato perché il giunco che viene impiegato per fare i tatami si deteriora col tempo. Il tatami é comodo, profuma l’aria e toglie l’umidità.

4- In rete si trovano fotografie di bellissimi bagni giapponesi e ogni bagno presenta uno spazio particolare per la vasca. Come mai questa abitudine?

Tutte le case giapponesi hanno la vasca. Il bagno non é come in Italia. In Giappone i servizi e la vasca da bagno sono situate in due stanze differenti. Nella stanza della vasca si usa riempirla con acqua bollente e magari con essenze termali, poi si copre la vasca con un coperchio apposito e si fa una bella doccia. Finita la doccia, quando non si ha più nemmeno un po’ di schiuma sul corpo, si entra nella vasca e ci si rilassa. In questo i giapponesi assomigliano molto agli Antichi Romani (che in Giappone sono molto ammirati) Tutti i giapponesi entrano nella vasca per rilassarsi. Nessuno si lava nella vasca.

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5. Parlaci della religione del Giappone

La religione, Lo Shintoismo, è la religione ancestrale del Giappone. I giapponesi continuano a portare lo Shintoismo nell’anima. Non ci sono giorni settimanali in cui bisogna andare al Santuario Shintoista come per noi la Domenica in Chiesa. I Giapponesi si trasmettono da cuore a cuore la visita e la preghiera nel Santuario. Ci sono festività importanti a cui tutti i giapponesi partecipano oppure si va al Santuario per fare una preghiera, una richiesta o un ringraziamento alle Divinità. Lo Shintoismo è l’essenza stessa dei giapponesi. Vengono venerati gli Antichi Dei, le forze della Natura, i raccolti che dona agli uomini per vivere e vengono riveriti gli spiriti degli Imperatori, degli antenati e dei soldati morti in guerra per il Giappone. Lo Shintoismo è visto sempre come la parte della felicità e della vita.

6- E la scuola com’è organizzata?

Si parte dall’asilo nido, la materna e poi le elementari che sono fino alla sesta classe. Ci sono 3 anni di scuole medie, 3 anni di scuole superiori e poi l’università. Sono molto frequenti le lauree brevi da 2 a 3 anni oltre alle classiche università. L’educazione civica inizia già alla scuola materna che dura 2 anni ( i bambini iniziano la materna a 4 anni). Dalle scuole elementari i bambini iniziano a fare le pulizie delle classi e della scuola. A turno prestano servizio con un camice bianco per servire il pranzo ai propri compagni di classe (il pranzo viene preparato da personale qualificato, i bambini portano in classe il pranzo e lo distribuiscono).  I bidelli in Giappone hanno compiti diversi rispetto all’Italia: curano la scuola con lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione ma gli studenti sono anch’essi attivi nei lavori di pulizia e preparazione del materiale per vari eventi scolastici.

7- E del Sistema Sanitario in Giappone cosa ci dici?

Il Sistema Sanitario è molto avanzato e costoso. Quasi tutti hanno la tessera-assicurazione sanitaria della validità di un anno. Si rinnova annualmente e se si è un lavoratore dipendente ci pensa la ditta per cui si lavora altrimenti deve essere il cittadino a pagarsi l’assicurazione. Sono molto diffuse le assicurazioni sanitarie familiari. Il capo famiglia mette tutti i famigliari sotto la tutela della propria assicurazione. Con questa assicurazione le varie spese mediche sono molto scontate. Le mamme sono incentivate ad avere figli e a lavorare. Molte mamme per i primi anni di vita del bambino preferiscono lavorare mezza giornata per poter essere sempre presenti nella crescita della prole senza rinunciare all’indipendenza economica. Per le donne che lavorano a tempo pieno le leggi per la tutela delle madri ci sono, ma anche qui purtroppo alcune aziende storcono il naso nei confronti delle dipendenti che vogliono prendere tutta la maternità per accudire la prole. Nel vicinato dove abito io ci sono molte giovani mamme con almeno 2 o 3 figli (una mamma ha addirittura 6 figli! Cosa quasi incredibile per un paese del G7). Sono molto diffuse le piccole cliniche per il parto.

8- Raccontaci la giornata di un giapponese

Sostanzialmente non cambia molto da quella di un Italiano però per esempio, una volta finito di pranzare non si resta a chiacchierare in sala da pranzo ma si va in un’altra stanza. Non si usa la lavastoviglie, i piatti si lavano a mano quindi si vuole sistemare velocemente la cucina dopo aver mangiato. In Giappone poi per gli adulti non c’è l’usanza di invitare amici a casa per cene varie o feste. Di solito ci si trova in locali fuori. La casa resta una cosa molto intima per la famiglia.

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9- Come si sta vivendo questo periodo di pandemia in Giappone?

La pandemia in Giappone si sta vivendo in modo diverso dall’Italia. Per fortuna scuole, ristoranti, teatri, palestre e cinema sono aperti già dal 1 giugno dell’anno scorso. Possiamo andare dove vogliamo (all’interno del Giappone), a qualsiasi ora del giorno e della notte. Insomma è abbastanza vivibile. C’è da dire che in Giappone culturalmente non si danno abbracci e baci a persone che non si conoscono e l’uso della mascherina é un fatto normale anche prima del Covid. In Giappone se hai un po’ di raffreddore ti metti la mascherina per non portare il virus a diffondersi in modo incontrollato.

Dicono che il Giappone è nato da una spada. Dicono che gli antichi dei hanno immerso una lama di corallo nell’oceano e che, al momento di estrarla, quattro gocce perfette siano cadute nel mare e che quelle gocce sono diventate le isole del Giappone. Io dico, che il Giappone è stato creato da una manciata di uomini coraggiosi, guerrieri disposti a dare la vita per quella che sembra ormai una parola dimenticata: onore.
(dal film L’ultimo Samurai)