Curiosità

Lavorare camminando, il progetto "Smart walking for smart working" di Davide Fiz

Di Redazione - 18 Febbraio 2022

Lavorare viaggiando è il sogno di molti. Davide Fiz è riuscito a concretizzarlo e a farlo divenire la sua vita quotidiana. A marzo partirà il suo progetto “Smart walking for smart working” che lo porterà fino ad ottobre 2022 a percorrere 20 cammini lungo 20 regioni italiane, camminando la mattina e lavorando il pomeriggio. La sua professione di Commercial sales freelance gli permette di lavorare da remoto e di organizzarsi autonomamente i tempi di lavoro.

Davida che lavora su una panchina

Copyright © 2021 Smart Walking by Davide Fiz

Abbiamo voluto conoscere più da vicino Davide, fargli alcune domande sulla sua vita lavorativa e sul suo meraviglioso progetto che sta per partire.

1- Davide, ci racconti com’è nato e in cosa consiste il suo progetto “Smart walking for smart working”.

“Smart walking for smart working” è nato il 7 settembre 2021, data di pubblicazione del mio blog, ma le sue origini sono lontane e ha due genitori. Uno, più anziano, direi quasi ancestrale, è la passione per i trekking, nata da ragazzo sui sentieri dell’entroterra ligure, che poi negli ultimi anni si è arricchita della scoperta dei cammini. Inizialmente le frecce che portano a Santiago di Compostela e poi molti altri.

L’altro genitore è la mia professione di freelance. Dal 2010 infatti ho aperto partiva iva e lavoro come commercial sales per diverse aziende. Da quando sono freelance lavoro in smartworking e mi sono organizzato per poterlo fare inizialmente da casa di Livorno e poi da ovunque fossi.

La scintilla tra i due genitori è scattata a luglio 2020, durante una tappa del mio Cammino Primitivo in cui ho capito che forse avrei potuto lavorare senza rinunciare alla mia passione: il work/life balance!

Da marzo a ottobre 2022 percorrerò 20 cammini in Italia: un cammino per ognuna delle 20 regioni, camminando di mattina e lavorando in “smart working” al pomeriggio, da luoghi sempre diversi.

2-  Cosa significa per lei il viaggio?

Non voglio passare per un Marco Polo del Duemila. Però non voglio nemmeno prendere un pacchetto da un’agenzia di viaggi e portare il mio status vivendi a mille chilometri da casa: la vacanza non fa per me.

Mi sono formato tra interrail e libri di grandi scrittori di viaggi: Jack Kerouac, Bruce Chatwin, Dominique Lapierre, Francisco Coloane, Ernesto Guevara, Tiziano Terzani, Paolo Rumiz, Ettore Mo.

Da ragazzo nei miei interrail ho preteso di scoprire: uscire di casa, prendere un treno e scendere dove volevo, fermarmi o ripartire. Per fortuna, o per sfortuna, si può decidere la gradazione del viaggio senza degradarlo a vacanza: una buona guida, una ricerca su internet… possono evitare spiacevoli inconvenienti anche se da giovani possono essere il pepe della vita. “Ci hanno organizzato tutto… lasciateci stare il viaggio!”

Se quindi all’inizio il viaggio è stato soprattutto scoperta, poi è diventato riscoperta del turismo sostenibile e lento fuori dai circuiti mainstream, nei piccoli borghi e a contatto con le comunità locali.

3- Qual è il luogo più insolito in cui ha lavorato?

Il mio portatile è stato in tantissimi luoghi che sono diventati il mio ufficio temporaneo per qualche ora o giorno. Non saprei indicarne uno in preciso però mi viene in mente una sedia nella Lixeira di Luanda in mezzo a mille rumori e odori, il tavolino sulla strada di un bar di Florentin, chiassoso quartiere di Tel Aviv e infine il tappeto di un hórreo galiziano alla fine di una tappa del Cammino di Santiago.

Davide che lavora appoggiato ad una colonna

Copyright © 2021 Smart Walking by Davide Fiz

4-  Cosa rappresenta per lei il camminare?

La lentezza in contrapposizione alla velocità del mondo moderno.

C’è un passo che adoro nel libro “La leggenda dei Monti naviganti” di Paolo Rumiz in cui viene elogiata la lentezza.

Nel viaggio la lentezza è legata al mezzo con cui ti muovi: da quando ho scoperto i cammini per me sono i miei piedi o la bicicletta, che ti permettono di scoprire il territorio e incontrare le persone interessanti della vita.

Chi non ha niente da dire è chiuso e corre nelle auto. Non ha tempo per confrontarsi e imparare.

Ma la lentezza è un dono anche nei rapporti personali: vanno costruiti lentamente, come un cammino. Penso ai miei 1000 km da SJPDP, paese adagiato ai piedi dei Pirenei, a Finisterre, ultimo lembo di terra occidentale sull’Oceano. Bisogna arrivare piano alla meta per avere soddisfazioni immense. Godere di ogni passo, di ogni metro, della fatica.

E nella vita quando qualcosa finisce si deve accettare anche il lento passaggio del dolore, come una corrente di un fiume in piena che ti attraversa. Parafrasando un vecchio titolo di Coehlo “Sulla sponda del fiume mi sono seduto e ho pianto” e mi sono fatto travolgere con pazienza dalla disperazione.

Prendersela tutta senza cercare di sfuggirne per poi poter riassaporare il gusto dei rapporti, degli abbracci, delle attenzioni.

E il tempo, che scorre lento come le pagine di un libro, è galantuomo.

Davide che cammina

Copyright © 2021 Smart Walking by Davide Fiz

5- E’ riuscito ad unire le sue passioni e a far nascere un nuovo modo di lavorare: è questo secondo lei il segreto per sentirsi realizzati nella vita?

Non ho la verità assoluta, quindi non me la sento di dare una sentenza. Ognuno ha il suo punto di vista e la sua storia personale che lo portano a sviluppare un proprio concetto di “realizzazione”.

Per me potrebbero essere il segreto. Non ho la ricetta ma sarei contento se, vedendo il mio esempio, ognuno si ponesse il dubbio e pensasse a quale potrebbe essere il suo segreto.

Ci risentiamo tra otto mesi per la conferma?

—> Seguite Davide nel suo progetto:





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