Libri e Corsi

Lezioni di vita meravigliose nelle opere di Murakami

Di Cristina Rubano - 29 Giugno 2021

Murakami è fra gli scrittori giapponesi più amati e apprezzati anche in occidente per la sua scrittura poetica e emozionalmente coinvolgente capace di arrivare dritta al cuore.

Molti simboli della cultura giapponese e leggende popolari giapponesi affascinano l’occidente, come molti proverbi giapponesi sull’amore. Murakami è forse però uno degli autori che meglio riesce a tradurre la filosofia giapponese in un linguaggio emotivamente impattante e decodificabile anche da una mente occidentale. In Murakami ritroviamo quella profondità introversa e malinconica tipica della sensibilità giapponese che costringe noi occidentali, sempre così freneticamente rivolti a ciò che accade all’esterno, a fermarci e contattare i nostri stati interni, i movimenti anche sottili della nostra anima, l’importanza delle piccole cose sussurrate, appena accennate eppure così potenti da aprire uno squarcio là dove vedevamo solo il buio della notte.

Non troverete vere e proprie poesie di Haruki Murakami, ma i suoi libri hanno uno stile narrativo così impressionistico e suggestivo da offrire vere e proprie perle di ispirazione.

Ecco allora alcune frasi tratte da Norvegian Wood, 1Q84 e altri dei migliori libri di Murakami.

lanterne giapponesi

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© Pexels

“Sai, il cuore umano a me dà l’impressione di un pozzo profondissimo. Nessuno sa cosa ci sia laggiù. Si può solo cercare di immaginarlo dalle cose che ogni tanto vengono a galla.”

(I salici ciechi e la donna addormentata)

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“Così funziona il cuore. Non è qualcosa di uniforme. E’ come il corso di un fiume. Si adatta alla forma delle cose.”

(La fine del mondo e il paese delle meraviglie)

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“Per quanto una situazione sia disperata, c’è sempre una possibilità di soluzione. Quando tutto attorno è buio non c’è altro da fare che aspettare tranquilli che gli occhi si abituino all’oscurità.”

(Norwegian Wood)

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“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.”

(Kafka sulla spiaggia)

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“Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.”

(Kafka sulla spiaggia)

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“La vita vera è diversa dalla matematica. Nella vita le cose non scorrono scegliendo il percorso più breve.”

(1Q84)

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La cosa più temibile, però, è voltare le spalle alla paura, chiudere gli occhi per non vederla. Perché così facendo consegniamo la cosa più preziosa che abbiamo in noi a qualcos’altro.

(I salici ciechi e la donna addormentata)

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Leggere Murakami ci insegna come le difficoltà siano un aspetto ineliminabile della nostra vita, come le ombre in un quadro: sono essenziali se vogliamo poter costruire e godere delle cose positive. Perché attraversare le avversità ci trasforma, ci costringe a sviluppare la nostra forza, a rimetterci in discussione, a tirare fuori la versione migliore di noi stessi. La nostra anima è come l’acqua: può adattarsi ai percorsi più lineari, così come a quelli più tortuosi senza irrigidirsi ma senza neanche perdere la propria vera natura. Attraversare le avversità significa attraversare gli aspetti più ombrosi e pericolosi di noi stessi, ma solo così potremo liberarci da inutili sovrastrutture, paure bloccanti e preconcetti mortificanti, sviluppando a pieno la nostra natura più autentica.

Lasciarsi condurre dal flusso dell’esistenza non implica un atteggiamento di passività o rinuncia, ma una posizione di profonda accettazione che è l’unica dalla quale poter operare crescita, evoluzione e trasformazione.

Cristina Rubano





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