Nel bel mese di maggio, Madre natura ci offre uno dei suoi gioielli più preziosi, un tripudio di petali delicati e sensuali che si offre alla rugiada del mattino: la peonia.

Fiore gentile che incanta per la sua bellezza e delicatezza, chiamata anche “rosa senza spine”, questo scrigno di petali rosa (o bianchi) nasconde nel suo cuore un tesoro prezioso conosciuto dall’antichità. È sinonimo di nobiltà, rispetto, eleganza, bellezza e si è conquistata il titolo di “Regina dei fiori” in Cina dov’è diventata simbolo nazionale assieme al fiore di prugno.

La peonia è una regina buona e generosa: non allieta soltanto lo spirito grazie alla sua bellezza, ma ci offre pure da millenni numerosi rimedi per alleviare dolori e turbamenti. Forte e delicata allo stesso tempo, la peonia è un fiore che ci accompagna da molto tempo e le cui virtù sono un’eterna riscoperta.

La peonia, la gentile regina dei fiori

La peonia appartiene alla famiglia delle Paeoniaceae, che conta due grandi famiglie: le peonie erbacee, tra cui la Pæonia officinalis, di origine europea, usata dall’antichità per le sue virtù terapeutiche, caratterizzata dall’assenza di profumo dei suoi fiori e dagli steli uniflori; e le peonie arboree, originarie della Cina, piante robuste dalle lussureggianti fioriture.

Se in Occidente, la peonia era considerata come un fiore legato alla medicina, alla femminilità e alle ninfe che secondo la mitologia greca si nascondevano tra i suoi petali per non essere viste nude (da qui deriva il significato di pudore e timidezza nel linguaggio dei fiori); in Oriente era chiamata “la regina dei fiori dell’Impero Celeste” e rallegrava i giardini degli imperatori ed aristocratici.

La peonia, il fiore del “medico degli dei”

Nell’antichità, la peonia era particolarmente apprezzata per le sue virtù medicinali. Il suo nome deriverebbe secondo la mitologia da “Peone”, dio della medicina, allievo di Esculapio, che era votato a curare le ferite degli dei.

“Peone, medico degli dei ed allievo di Esculapio, curò Plutone da una ferita inflittagli da Ercole, utilizzando radici di peonia. Plutone per ringraziarlo gli donò l’immortalità, trasformandolo in un fiore: la peonia.” (Omero – V libro dell’Iliade)

Nel 460 a.C., Ippocrate la usava come rimedio contro i disturbi come l’epilessia e i problemi di ordine femminile: per facilitare le mestruazioni e aiutare ad espellere la placenta dopo il parto. I Greci attribuivano alla peonia molte altre virtù medicinali, come quelle di accelerare la guarigione, lenire le eruzioni cutanee e curare le febbri ricorrenti.

In Cina, la peonia veniva usata per i vari problemi mestruali, ma anche contro il mal di testa, la sudorazione notturna, i crampi, le irritazioni della pelle. I semi venivano ingeriti per contrastare il mal di stomaco, i petali diventavano infusi contro la tosse.

In erboristeria, molti degli usi terapeutici praticati nel passato hanno trovato conferma: infatti è possibile usare le diverse parti della peonia: fiori, radice, foglie. I decotti di semi di peonia sono purganti ed emetici ma sono potenzialmente tossici se non usati in modo corretto, portando a spiacevoli effetti collaterali quali ipotensione, diarrea, nausea, depressione.

I petali essiccati invece costituiscono un rimedio fitoterapico più delicato: l’infuso contrasta la tosse, lenisce le irritazioni della cute e può essere usato come blando sedativo. Inoltre, la peonia è usata, in associazione ad altre erbe, per alleviare le emicranie e i disturbi gastro-intestinali.

La radice contiene peonina e penolo, composti dall’interessante azione sulla muscolatura liscia (peonina) e azione anti-trombotica (penolo).

Curiosità, talismani e credenze popolari

Nella tradizione europea, la peonia era chiamata “erba beata” per i poteri protettivi che le si attribuivano contro demoni, streghe e spiriti.

Nel Medioevo, si regalava la peonia al momento del parto, per allontanare gli spiriti malvagi. In realtà, questa superstizione derivava dagli antichi saperi che consideravano la peonia come “amica delle donne” in quanto le sue virtù medicamentose venivano usate sia contro i dolori mestruali che nel dopo-parto per sostenere la partoriente nel suo processo di guarigione.

Inoltre, si lasciavano infondere semi di Pæonia officinalis nell’idromele per poi bere la pozione prima di andare a dormire per tenere alla larga gli incubi e predisposto ad un sonno sereno.

I semi, che si trovano nei frutti della pianta e che possono raggiungere il centimetro di diametro, erano usati anche come talismani protettivi per allontanare gli spiriti malvagi, le malattie e gli incidenti; bastava, secondo la tradizione di una volta, infilare i semi a mo’ di collana e portare questa al collo per tenere distante la cattiva sorte.

In Oriente, la peonia era usato per attrarre a sé un compagno fedele e amorevole: a questo scopo era utile appendere un quadro raffigurante peonie nella camera da letto. Inoltre, era conosciuto per portare buona fortuna, prosperità, fertilità e amore.

Concludiamo con una poesia che decanta a meraviglia la bellezza della regina dei fiori:

“Peonie, rose esagerate, rose
dionisiache, rose in guardinfanti,
rose superbe simili ad infanti
che si specchiano in differenti pose.
Odalische che ignude e voluttuose
prendono il bagno, tra gli specchi astanti
uguali a grandi eunuchi non curanti,
nei vasi di maioliche preziose.
Rose incinte di rosso (oh ombelicato
ventre d’estasi). Il loro lieve odore
dà come il sentimento di frescure
d’un languido crepuscolo rosato
dopo la pioggia, quando canta un gallo,
o d’un placido specchio di cristalli”
(Corrado Govoni, 1884- 1965)

Bibliografia

• Bruni A. e M. Nicolett. Dizionario ragionato di erboristeria e di fitoterapia. Piccin, 2003.
• Sprengel, Kurt. Storia prammatica della medicina. Picotti, 1814.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it