La quarantena è giunta, l’abbiamo vissuta, si sta allentando. Ora è il momento di prendere carta e penna e di elencare tutti i messaggi che questo isolamento è giunto a portarci. Di fissarli ben bene in noi stessi. Di attuarli nelle nostre vite. E di farci portavoce di questi messaggi nel mondo.

Questo articolo vuol essere una sorta di manifesto, una dichiarazione pubblica di valori, principi e idee per portare ad un cambiamento individuale che possa sfociare in un movimento sociale, politico e ambientale.

Perché la quarantena è giunta per migliorarci. Non per farci cadere nella paura, nell’odio o nella disperazione. E’ arrivata per destarci. Per dirigerci. Per metterci in moto.

Grazie a questo isolamento abbiamo compreso che le nostre vite vanno cambiate. Idee che prima ci apparivano impossibili da mettere in pratica ora le riteniamo fattibili, situazioni che prima consideravamo normali ora si sono trasformate in problemi, le necessità di prima sono state ripensate. E’ un’occasione d’oro di movimento interiore per creare una vera  e propria rivoluzione di ideali, di pensieri, di azioni.

Manifesto della quarantena

E’ arrivato il momento d’investire risorse nella creazione di una rete efficiente e sicura di piste ciclabili. Tutte le città ed i paesi d’Italia dovrebbero garantire la scelta dell’individuo riguardo alla possibilità di utilizzare la bicicletta o l’automobile. Dovrebbe essere una scelta basata sulle motivazioni personali e non obbligata dal fatto di non avere strade ciclabili sicure o di non averne affatto. L’uso della bicicletta viene incentivato ora perché permette di alleggerire il ricorso ai mezzi pubblici e quindi di creare meno assembramenti su treni, autobus e metropolitane. I vantaggi dell’uso della bicicletta li conosciamo tutti: permette il movimento fisico, non crea inquinamento, non ha spese economiche di spostamento. La quarantena è giunta per mettere in evidenza ancora di più questo mezzo di trasporto, per innalzarlo ad un livello superiore, per celebrarlo!

E’ arrivato il momento di incoraggiare, laddove è possibile, il lavoro da casa. Alcune aziende sono state obbligate a sperimentarlo. Le stesse aziende che prima della quarantena magari lo rifiutavano o lo credevano impossibile da attuare. Questa possibilità di lavoro presenta notevoli vantaggi economici ed ecologici. Il lavoratore è più produttivo, più sereno, più concentrato. Anche per le aziende il lavoro da casa offre guadagni importanti: si risparmiano i costi fissi del dover mantenere uno stabile o una mensa per i lavoratori. E’ arrivata l’ora di eliminare il cartellino da timbrare, di rifiutare chilometri e chilometri di strada per sostenere una riunione di un’ora e di adibire l’intera settimana o parte della stessa al lavoro da casa. La quarantena ci ha obbligati a sperimentare un modello di lavoro nuovo: portiamo nella nostra quotidianità i vantaggi che abbiamo notato in questo isolamento! Proponiamoli, studiamoli. Avanziamo in un modo più creativo e sensato.

E’ arrivata l’ora di progettare case, uffici e scuole con grandi spazi verdi esterni. Ogni nucleo di famiglie, di classi e di lavoratori dovrebbe avere la possibilità di poter vivere in uno spazio naturale, in ogni ambito della vita. Per poter fare pause rigeneranti, per poterci svolgere varie attività, per ricordarsi del legame indissolubile che ci collega alla natura. Se ci dimentichiamo di quest’ultimo aspetto, chiusi in stanze sterili e palazzi artificiali, ci dimentichiamo anche di noi stessi e tutto ci si rivolta contro. La quarantena è giunta per farci capire che le strutture delle nostre città non sono adatte ad una vita sana. Privi di spazi esterni, non possiamo ora vivere le nostre scuole e i nostri uffici. Ci ha fatto anche comprendere il valore della nostra casa: dov’è collocata, se ha o no il giardino, se è adatta alle esigenze di una vita più semplice. Abbiamo compreso l’importanza del luogo dove viviamo!

E’ arrivato il momento di incentivare l’acquisto dei prodotti locali. Abbiamo sorpassato il limite del buon senso comprando prodotti distanti mille e mille chilometri da noi. Volendo superare sempre di più il limite dello spazio. Ora che possiamo muoverci solo all’interno delle nostre regioni siamo ritornati ad acquistare frutta e verdura dal contadino vicino casa, abbigliamento dal negozio del nostro paese, abbiamo iniziato a leggere le etichette con la voglia di sapere la provenienza di ciò che acquistiamo. La quarantena ci ha fatto tornare alle origini, ci ha fatto comprendere che è sano da tutti i punti di vista acquistare prodotti locali. E che è bene rivolgersi altrove solo se non si trovano articoli vicini a noi.

E’ giunta l’ora di incoraggiare le attività produttive che si sono rivelate essenziali in questa quarantena. Ad esse vanno garantiti aiuti finanziari, diritti rispettati, attenzione onnipresente. Ed ai lavoratori di queste attività, stipendi dignitosi, momenti di riposo adeguati, grande riconoscenza. Questo isolamento ci ha portato a distinguere l’essenziale dal superfluo: ricordiamocelo sempre nei nostri acquisti, nelle nostre scelte, nella nostra vita!

E’ arrivato il momento di dare valore a quello che c’è già, in tutti gli ambiti della nostra esistenza. Migliorandolo o adeguandolo. E di pensare al nuovo solo se ciò che abbiamo ha concluso il suo ciclo. Ecco che in questa quarantena sono nati importanti incentivi per le ristrutturazioni edilizie. Il nuovo occupa spazio prezioso, distrugge l’ambiente naturale già molto in crisi: è giusto sceglierlo con cautela solo laddove non c’è la possibilità di ristrutturare o di migliorare il vecchio.

E’ giunta l’ora di incentivare il tempo libero. Di lavorare di meno, con minore fretta e con meno impegni. Di rallentare. E di dividere il lavoro fra più persone. Per ridurre l’orario di lavoro e permettere a più persone di accedervi. E incoraggiare un tempo sano, creativo, costruttivo, di studio, di rigenerazione, di nutrimento. Perché è solo grazie ad un tempo dilatato di pausa che si può creare lo spazio interno per il cambiamento, per nuove idee, per una serenità interiore che è la base di qualsiasi lavoro fatto bene.

E’ arrivato il momento di garantire ad ogni individuo l’accesso alle tecnologie che permettono il lavoro e lo studio a distanza. Abbiamo compreso in questo periodo l’importanza delle nuove tecnologie per poter lavorare e studiare da casa. Per l’adulto e il ragazzo sono strumenti fondamentali di crescita.

E’ finalmente giunta l’ora di ripensare all’idea di scuola. Questa quarantena ci sta aprendo gli occhi riguardo alla concezione che abbiamo della scuola stessa. L’insegnante dei bambini più piccoli in questo momento può fare ben poco per loro perché la scuola non è un semplice passaggio di informazioni. E’ un educare. Il corpo, le emozioni, la creatività. Mediante le materie scolastiche. E questo non si può fare tramite video lezioni. Sarebbe meglio anticipare la fine dell’anno scolastico per i bambini più piccoli e concentrarsi a riorganizzare ambienti, didattica, a fare formazione agli insegnanti prendendo spunto da metodi d’insegnamento vari più vicini alle esigenze attuali come il metodo Montessori, il metodo Steineriano o metodi che abbracciano le varie scuole nel bosco. Metodi che danno grande attenzione all’ambiente esterno (divenuto così importante in questo momento!) e che possono svelare approcci alla crescita del bambino più creativi, più profondi, più gratificanti. Sia per il bambino che per l’insegnante. Questa quarantena è arrivata per portarci una nuova concezione della scuola!

Questo momento è giunto per farci viaggiare tramite i libri! Sono da incentivare tutte le realtà produttive che girano intorno al libro, prezioso strumento di crescita personale, sociale, politica ed ambientale.

E’ arrivata l’ora di celebrare l’arte in tutte le sue forme. E di considerarla un lavoro in grado di portare benessere nella popolazione. In questi mesi ci ha fatto compagnia, ci ha accompagnato ad elaborare ciò che vivevamo, ci ha portato a riflettere, a gioire, ad esprimere le nostre emozioni. La quarantena ne ha evidenziato l’immenso potere. Ancora  più di prima. Ora abbiamo il dovere di innalzarla, di tutelarla, di incoraggiare i giovani a trasformarla in un lavoro, di considerare gli artisti professionisti da apprezzare, proteggere e sostenere.

E’ giunto il momento di creare una grande tutela ambientale condivisa. Un documento scritto, dettagliato e preciso che stabilisca il ruolo di custode dell’uomo nei confronti della natura: degli alberi, degli animali, dei paesaggi, dell’aria, dell’acqua. Un documento da diffondere nelle scuole, nelle aziende, nei comuni. La quarantena ci ha urlato in modo spietato questo messaggio. Forse il più forte di tutti.

Sono tante, innumerevoli le riflessioni che scaturiscono da questo periodo di quarantena. Sono bel lieta di poter aggiungere altri punti a questo manifesto se desiderate farmi avere un vostro contributo.

Chissà che da questo periodo non nasca un nuovo movimento. Prima interiore e poi nel mondo.

Un movimento di cambiamento vero.

Di rinascita.

Di ribellione.

E’ arrivato il momento di destarci. E di agire.

Elena Bernabè