La lavanda è una pianta che tutti conosciamo, un tempo era usata per lavare il corpo, poiché i greci e romani raccoglievano i suoi fiori per profumare l’acqua delle terme in cui si bagnavano per rilassarsi in bagni riposanti e odorosi, ed è proprio da questa suo particolare uso che ne deriva il nome; usata fin dai tempi antichi per le sue proprietà antiemetiche, antisettiche, analgesiche, battericide, vasodilatatorie, antinevralgiche, per i dolori muscolari, ed oggi il suo uso è un po’ più vasto infatti è spesso utilizzata in aromaterapia per combattere la depressione, come tranquillizzante, equilibrante del sistema nervoso, come decongestionante contro i raffreddori e l’influenza, Inoltre viene ritenuta efficace per abbassare la pressione arteriosa, per ridurre i problemi digestivi ed è miscelata con altre sostanza omeopatiche per curare il mal di schiena e il mal d’orecchie.

La leggenda della Lavanda

Sicuramente l’uso più conosciuto è quello di profumatore per la biancheria, infatti la lavanda ha la proprietà di mantenere il suo profumo anche quando è essiccata.

In Provenza, il paese natale per eccellenza della lavanda, ogni anno si svolgono grandi feste in onore di questa straordinaria pianta, potete approfondire l’argomento leggendo La Strada Della Lavanda, Un Viaggio In Provenza, ma oggi voglio raccontarvi della leggenda che circonda la lavanda ed ha come protagonista una fata.

La leggenda della Lavanda

Questa leggenda è legata al paese di Velensole, dove a luglio si svolge proprio la festa della lavanda; qui si narra che la fata Lavandula, dagli occhi azzurri e i capelli biondissimi, nata fra le lande selvagge della montagna di Lure, un giorno decise di cambiare vita e di cercare un nuovo posto da abitare. Prendendo un libro di paesaggi vide le valli della Provenza che in quell’epoca erano aride e brulle, senza vita, la fata presa dallo sconforto si mise a piangere e le sue lacrime macchiarono di blu le pagine del libro; per rimediare al danno fatto Lavandula prese un pezzo di cielo e lo stese sulle lande desolate della Provenza e da allora in quelle terre deserte iniziarono a nascere ricche distese di fiori blu, e si dice anche che le ragazze bionde nate in quelle terre abbiano anch’esse negli occhi color lavanda.

La leggenda della Lavanda

Ci sono altre leggende legate alla lavanda e una delle più antiche è quella di Venere e dei suoi riti magici dell’amore, si narra infatti che la Dea utilizzasse questa pianta perché il suo profumo attirasse gli uomini, garantendo, oltre all’amore, anche felicità, protezione, purificazione e gioia. Da qui la tradizione vuole che alcune spighe di lavanda vengano poste all’interno del corredo della futura sposa per augurarle felicità e prosperità.

Si dice anche che la spiga di lavanda sia un amuleto contro le disgrazie e i demoni e che propizi fecondità e prosperità e che il suo profumo attiri le energie positive!

Articolo scritto da Valeria Bonora – valeria2174.wix.com