Animalismo
Primo piano

Bracconieri e cacciatori entrambi pongono fine ad una razza

Di Valeria Bonora - 5 Novembre 2012

Pilar era l’ultimo della sua specie, un biancone, un grande rapace che era seguito proprio per questa sua triste caratteristica.
Un gruppo di ricercatori ne stava seguendo le rotte per monitorare gli spostamenti dei rapaci, il naturalista Giacomo Dell’Omo, presidente dell’associazione no profit Ornis Italica si unisce all’indignazione dei colleghi che seguivano il progetto Birdcam.it, attività che consentiva di monitorare la vita nei nidi dei rapaci e non solo.

L’attività dava particolare attenzione alla crescita di tre giovani bianconi nati nel 2011 in Basilicata. Gli esemplari erano stati dotati di un trasmettitore satellitare che consentiva ai ricercatori di osservarli con maggiore precisione. Dell’Olmo spiega la propria rabbia pensando agli «sforzi dei ricercatori che seguivano la crescita dei tre giovani bianconi […] La fatica sotto il sole di luglio per raggiungere il nido e le attenzioni per avvicinarsi ai pulcini, le operazioni veloci, ma frutto di una preparazione minuziosa dei particolari, per applicare sulla schiena degli uccelli dei costosi strumenti satellitari che avrebbero permesso di seguirne negli anni gli spostamenti». Il naturalista inoltre sottolinea come gli strumenti applicati siano stati fondamentali per la rilevazione di diversi dati, infatti «per alcuni mesi gli strumenti applicati ai tre giovani poco prima del loro involo hanno inviato puntualmente i dati rilevando che due di questi avevano risalito la penisola passando per la Spagna. Poi più nulla». Ciò perchè i due esemplari emigrati sono morti, uno in Mauritania ed uno nei pressi di Granada.

Pilar invece era rimasto in Italia e era spostato verso il Sud, per il suo ultimo volo, qui un bracconiere ha tirato il colpo che l’ha ucciso. Purtroppo questo non è un evento isolato, anzi è solo l’ultimo di una lunga serie che ha caratterizzato il primo mese della nuova stagione venatoria. Numerosi bracconieri hanno già ucciso molti esemplari appartenenti a varie specie protette. Tra gli altri, ibis eremita, fenicotteri, cigni e cicogne bianche.

Ma se il bracconaggio è perseguito per legge, c’è un’altra categoria di persone, i cacciatori, che invece dalla legge sono tutelati, ed è grazie a questo “poterlo fare” che lo splendido camoscio bianco, la “star” della regione Termerwald/Klana in Svizzera è stato abbattuto. I cacciatori della zona si dicono indignati di tale gesto perchè vista la sua particolare caratteristica, si erano accordati per lasciarlo in vita, in fondo aveva quattro anni e mezzo, un bell’esemplare che era facile riconoscere grazie al suo manto bianco che lo rendeva particolarmente visibile tra le rocce e gli alberi.
Qualcuno ha violato il patto. «Un’azione del tutto legale » spiegano i guardia-caccia della zona «ma altrettanto incomprensibile».
Onestamente? Per me è incomprensibile la frase “un’azione del tutto legale”….
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