Da dove viene il caffè, il suo profumo e il suo aroma? Dalla Frutta ovviamente!!
I famosi chicchi del caffè non sono altro che i semi di un frutto simile alle nostre amarene o a delle piccole bacche rosse.


La pianta di questo frutto si chiama “Coffea arabica“.
Le sue bacche vengono raccolte a mano quando sono mature, ma poi viene praticamente gettata via tutta la polpa, una volta che il prezioso seme è stato estratto, dato che la polpa dolce “rovinerebbe il sapore del caffè“.
Un vero peccato, dato che questo frutto contiene molti antiossidanti, polifenoli e anti-infiammatori e si è visto che inoltre possiede anche buone quantità di proantocianidine (come quelle  preziose dell’uva).


Di cosa sa il frutto del caffè?

Chi ha la fortuna di assaggiarlo in paesi come il Nicaragua descrive queste bacche come “un incrocio tra un’anguria e un ibisco”,  molto delicate.
Non c’è molta polpa da mangiare però, è praticamente tutta buccia, quindi non saziano facilmente.
Più le bacche sono mature, più sono dolci e più rosse diventano.
E a proposito di colori…
I famosi chicchi del caffè ci appaiono sempre neri per via della tostatura che subiscono, ma in natura in realtà sono di un colore beige verdastro.

Caffè africano ed etimologia

Si tende a pensare sempre al caffè come a una pianta americana. In realtà è nativa dell’ETIOPIA e sono stati gli arabi a far conoscere questa bevanda amara, chiamata ‘Qahwah’, al resto del mondo.
A quanto pare, questa parola deriva da Kaffa, una regione dell’Etiopia (ma non è chiaro se è nato prima l’uovo o la gallina e la regione prenda piuttosto il nome dalla parola caffè!).

Siamo indubbiamente noi italiani però i migliori a saper tostare al meglio questi semi.
Ecco perchè il caffè italiano resta il più profumato e buono del mondo!

Insomma, se vi piacciono caffè e cappuccini (o se come me non li bevete ma ne adorate il profumo), mandate un ringraziamento ALLA FRUTTA!

Aida Vittoria Eltanin, autrice del libro In Frutta Veritas