Dalla ricerca dell’applicazione dello shiatsu in acqua calda è nato il watsu (dai termini water= acqua e shiatsu, dal giapponese shi=dito e atsu=pressione), ovvero una tecnica di lavoro corporeo benefica e rilassante, che si pratica in piscine di circa 1,10 metri di altezza con acqua a temperatura isotermica (34-35°).

Questa disciplina acquatica coniuga i vantaggi di un’antica pratica orientale di riequilibrio energetico basata sulla digitopressione (lo shiatsu) alle virtù dell’acqua calda, configurandosi come un’esperienza unica di abbandono e rilassamento. Nel corso di una seduta il corpo del paziente è dolcemente sostenuto in galleggiamento da un operatore qualificato: gli stiramenti si susseguono alle pressioni manuali, ai momenti di quiete e ai movimenti ritmici eseguiti in armonia con il respiro, al fine di favorire la naturale rigenerazione fisica e mentale.

Al contrario di quanto avviene con altre forme di trattamento, l’acqua può muovere il corpo nelle tre dimensioni grazie all’assenza di gravità. Oltre a consentire la piena esplorazione dello spazio, il mezzo fluido agisce anche come controparte negli allungamenti o nelle digitopressioni, permettendo un dosaggio delle forze che non risulta possibile quando il corpo del paziente è frenato da un ostacolo. Questi aspetti costituiscono le particolarità del watsu, che garantisce sia una sensazione di rilassamento profondo (favorito anche da alcuni aspetti quali la chiusura degli occhi, l’immersione delle orecchie in acqua e l’avvolgimento della pelle in un fluido alla sua stessa temperatura), che l’allentamento delle tensioni neuromuscolari, dovuto al sapiente sostegno dinamico in un ambiente fluido isotermico. La leggerezza del corpo in acqua libera le vertebre spinali, mobilizza le articolazioni e allunga i muscoli in modi alternativi, ampliando la capacità di percezione di ogni individuo e offrendo uno straordinario momento di piacere fisico e mentale.

L’ideatore del watsu è il poeta, ricercatore e terapista di shiatsu e tecniche corporee Harold Dull, che dopo aver viaggiato in Oriente e appreso i fondamenti dello zen shiatsu dal maestro Shizuto Masunaga, negli anni Ottanta tornò nella sua California dove iniziò a sperimentare tali pratiche in acqua presso le sorgenti termali di Harbin Hot Spring. Lo studio e l’analisi dei movimenti spontanei portò poi alla loro codificazione in sequenze, dalle quali si ricavarono le sessioni codificate in tre livelli che costituiscono ancora oggi le basi del metodo di pratica watsu. Con il tempo questa arte per il benessere si è evoluta e diffusa in tutta il mondo grazie all’opera di ricercatori universitari, medici, ostetriche, terapisti della riabilitazione e semplici appassionati, tanto da esser ormai praticata in ospedali, cliniche, centri di ricerca universitari, centri di riabilitazione, alberghi, spa, piscine pubbliche e private, nonché centri termali.

L’associazione mondiale di riferimento per il watsu è Waba (Worldwide Aquatic Bodywork Association): sui suoi registri si possono trovare i professionisti di tutto il mondo. Nel 1993 nel nostro Paese si è costituita Waba Italia, l’associazione professionale di categoria tesa a promuovere questa disciplina acquatica nel Belpaese e in Europa. Tra le altre organizzazioni riconosciute vi sono pure l’Associazione italiana watsu e bodywork acquatico (AIWaBA) e Watsu® Italia, ossia il primo istituto di formazione nostrano che riunisce in associazione insegnanti, professionisti e allievi di questa innovativa pratica, al fine di renderla più vicina al sentire europeo. Pur essendo un istituto di formazione autonomo con un suo programma completo, Watsu® Italia collabora con Waba, tanto che i professionisti riconosciuti dal Registro dell’Associazione Watsu® Italia figurano anche nel Registro internazionale Waba. In tema di formazione professionale, per ottenere l’abilitazione come operatori qualificati (watsuer) occorre seguire il programma internazionale con i corsi proposti da Waba, o in alternativa quello proposto dall’Associazione Watsu® Italia, pienamente riconosciuto ed approvato da Waba. Gli iter formativi consistono in un percorso di studio di almeno 600 ore e di un minimo di tre anni.

Definito anche come “meditazione acquatica” o “psicoanalisi liquida”, il watsu comporta tutta una serie di benefici all’organismo: riduce lo stress e gli stati d’ansia, attenua i dolori, scioglie le tensioni emotive, mobilizza la colonna vertebrale dal sacro alla nuca, tonifica la muscolatura, migliora la circolazione e il drenaggio linfatico, aumenta l’escursione articolare, diminuisce la frequenza cardiaca di circa 10/15 battiti al minuto, armonizza e rende più profonda la respirazione, regolarizza il ciclo del sonno, migliora le funzionalità di stomaco e intestino e combatte la stanchezza.

Adatta a bambini, adulti, anziani, sportivi e donne in gravidanza, questa disciplina acquatica non presenta particolari controindicazioni, anche se è bene non praticarla nei casi di febbre oltre i 38°, infezioni cutanee, forti sbalzi di pressione sanguigna, cardiopatie, sclerosi multipla, allergia al cloro, epilessia, incontinenza, patologie all’orecchio medio e/o interno, ernie discali, minacce di aborto o parto prematuro, recente intervento chirurgico o assunzione di farmaci che possono controindicare l’immersione in acqua calda o lo stato di rilassamento profondo.  Al di là dei benefici offerti dalle sessioni periodiche anche una singola esperienza può risultare appagante. Nel caso in cui il trattamento fosse finalizzato all’ottenimento di risultati specifici, la frequenza e la durata del ciclo possono essere concordate con il watsuer di riferimento.

Arte per il benessere a tutto tondo, il watsu accompagna validamente le terapie di riabilitazione nei casi di patologie neurologiche (ictus, lesioni cerebrali o midollari, sclerosi multipla, sindrome di Parkinson, paralisi cerebrale e sindrome di down), rivelandosi ottima anche per quelle accompagnate da spasmi o contratture muscolari o dolori e riduzione della mobilità articolare (ernie discali, traumatismi, dolori di schiena ecc.), nonché come complemento della riabilitazione respiratoria (asma, fibrosi cistica, polmonite cronica, broncopneumopatia cronica ostruttiva).

L’azione cullante dell’acqua tiepida, la profondità del respiro, i movimenti idrodinamici e il delicato supporto dell’operatore risvegliano tutto il corpo, aprono il cuore, distendono la mente e accentuano sensibilità e consapevolezza, in un’autentica esperienza di meditazione acquatica che garantisce massimo benessere e rilassamento. Gli stessi neurofisiologi che studiano il funzionamento del cervello hanno scoperto che l’immersione in acqua tiepida comporta uno stato di profondo relax, perché aumenta la sincronia tra l’emisfero destro, che governa le emozioni, con quello sinistro, deputato alla razionalità, così che il cervello in armonia produce onde teta ed endorfine, ossia sostanze all’origine di un profondo stato di benessere.

Sensibilità e creatività si sono fuse nel watsu, che nella sua naturale evoluzione è divenuto ben più del semplice shiatsu nel mezzo fluido. Per il vostro benessere affidatevi a mani esperte che vi faranno cullare dal tepore dell’acqua.

Marco Grilli