La legge di attrazione afferma che attiriamo ciò che pensiamo e per questo è tanto importante focalizzarci su pensieri costruttivi/positivi. In realtà il meccanismo non sempre funziona perché i condizionamenti inconsci possono influenzarci indirettamente come sabotatori interiori. Come stanarli? Guardandoci intorno e osservando con più attenzione la realtà quotidiana: dagli abiti che indossiamo agli arredamenti di casa, dal modo in cui mangiamo ai disturbi e malattie che ci affliggono. A dirlo è Lise Bourbeau in uno dei suoi più celebri libri, “Chi sei”. Secondo l’autrice tutto ciò che incontriamo sul nostro cammino è un riflesso di noi stessi e questi specchi possono aiutarci a conoscerci meglio, a evolvere, a capire chi siamo davvero, a individuare anche i nostri lati oscuri che solitamente rinneghiamo.

Questo non significa che tutto gira intorno a noi perché le persone circostanti fanno scelte per conto loro, ma significa che attiriamo ciò che assomiglia a qualche nostro aspetto. Secondo la Bourbeau finché giudichiamo peggiore o migliore gli altri, viviamo in una condizione di non amore, quando invece cominciamo a capire che tutto, nel bene e nel male, è un riflesso di noi stessi, il cuore si apre favorendo una presa di coscienza indispensabile per cambiare ottica. L’autrice fa l’esempio di una persona infastidita dai bambini pigri che non hanno voglia di fare i compiti. Ebbene, ci dice, questa pigrizia viene percepita come fastidiosa perché quella persona, almeno in parte, è pigra ma non lo ammette e non si concede la possibilità di esserlo. Una teoria molto simile a quella del lato oscuro di Carl Gustav Jung. Ma veniamo all’argomento di oggi, la casa quale specchio della personalità. Lise Bourbeau dedica uno dei capitoli di “Chi sei” proprio a questa interessante tematica.

La casa come specchio della nostra interiorità

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L’autrice analizza i diversi aspetti della casa: numero di piani, presenza di un eventuale seminterrato, arredamento, dimensioni dell’abitazione e così via. I piani, proprio come accade nella dimensione onirica, rappresentano i diversi livelli dell’anima. La cantina è associata all’inconscio, il pianterreno alla coscienza da veglia e al presente mentre i piani più alti alle dimensioni spirituali. Cosa significa? Sebbene l’interpretazione vada contestualizzata, in via generale un’assidua frequentazione dei piani bassi, la cantina, o un’attrazione per questa stanza, potrebbe suggerire un bisogno di esplorare l’inconscio a meno che, al contrario, non indichi un eccessivo attaccamento al passato. Una persona che tende a vivere ai piani alti, scegliendo per esempio attici o appartamenti agli ultimi piani, potrebbe essere tendenzialmente attratta dalla spiritualità piuttosto che dagli aspetti puramente materiali. In tal senso anche il contesto abitativo può offrire utili suggerimenti. E che dire dei soffitti? Soffitti alti segnalano, secondo l’autrice, maggiore spazio e libertà di spingersi oltre nella vita. Mentre le scale simboleggiano passaggi tra i vari livelli/piani.

Per quanto riguarda decorazioni, arredi e sistemazione delle diverse stanze la Bourbeau sostiene che anch’essi rispecchino la nostra interiorità. In particolare le stanze disordinate o quelle che non ci piacciono simboleggiano parti di noi che percepiamo allo stesso modo. Come trattiamo queste stanze? Rimandiamo sempre la loro sistemazione o ci impegniamo concretamente per rinnovarle/ordinarle? L’atteggiamento che ci contraddistingue nella realtà rappresenta un simile atteggiamento interiore. E lo stesso vale per eventuali mobili e suppellettili accumulate nel tempo, simbolo di ricordi, abitudini, idee vecchie che affollano la nostra interiorità, impedendo di fare spazio al nuovo.

Non da meno lo stato in cui versa la nostra casa. Ordinata? Caotica? Polverosa? Super-organizzata? Tutto ciò parla di noi. Eccessiva polvere, per esempio, potrebbe indicare troppi pensieri che intasano la mente e una tendenza a voler spiegare logicamente tutto, tipica degli orgogliosi. Un disordine perenne, che ci fa perdere tempo, potrebbe indicare che tendiamo a tergiversare quando si tratta di passare dalla teoria alla pratica. Una cura maggiore per l’aspetto esteriore dei diversi ambienti domestici piuttosto che per l’aspetto interno e per le stanze meno visibili, può indicare che “la personalità prevarica l’individualità”, ovvero il modo in cui appariamo all’esterno prevarica sulla nostra essenza più autentica. Eventuali ingombri materiali e lavori in corso vanno letti, a livello simbolico, come ingombri mentali e lavori interiori. Molto importanti anche le finestre che simboleggiano lo stato di apertura nei confronti del mondo.

E’ quindi fondamentale verificare se sono grandi, piccole e se l’abitazione nel complesso è ben illuminata o meno. Anche i colori predominanti parlano di noi: il rosso per esempio potrebbe denotare aggressività o grande energia, la preferenza del giallo un carattere tendenzialmente ottimista e attivo, il violetto una personalità più meditativa e introversa e via dicendo. Ogni aspetto, per quanto apparentemente insignificante, cela un significato.

Cosa simboleggiano le diverse stanze

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Luise Bourbeau, e prima di lei, seppure con alcune differenze, il Feng Shui, individua in ogni stanza la predominanza di alcuni aspetti. Pensiamo per esempio alla cucina, “luogo della predominanza femminile” associata “all’aspetto nutritivo e creativo dell’essere umano indipendentemente dal suo sesso”, ma anche alla tenerezza, alle capacità intuitive e sensitive. La camera simboleggia invece la parte più intima di noi stessi e per capire in che stato si trova è sufficiente osservare questa stanza e descriverla nero su bianco, prestando attenzione alle parole usate. Il salotto simboleggia come ci presentiamo nel mondo esterno mentre i bagni, luoghi di passaggio, di pulizia ed eliminazione delle “scorie”, potrebbero fornirci informazioni sulla nostra capacità di disfarci degli aspetti/abitudini interiori inutili e su come ci prendiamo cura di noi stessi. Sebbene tutto questo possa sembrare assurdo, ti assicuro che aguzzando l’occhio potresti accorgerti di moltissimi aspetti interiori che ignori. E’ solo questione di abitudine. In fondo i simboli ci circondano ovunque, imparare a decifrarne il linguaggio è fondamentale per conoscerci meglio, senza bisogno di ricorrere ad alcun intermediario. La nostra saggezza interiore e il nostro intuito sono alleati formidabili.

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it