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Salute

Metodo EFT: ecco come sciogliere i nostri blocchi energetici

Di Laura De Rosa - 9 Marzo 2016

Eft, Emotional Freedom Techniques, una tecnica di riequilibrio dei disturbi di origine fisica, psicologica ed emozionale che sta prendendo sempre più piede. Il metodo è stato ideato da Gary Craig sulla base delle tecnica energetica TFT, Thought Field Therapy, del Dottor Roger Callahan, e include una serie di azioni che, ripetute secondo una certa sequenza, accompagnate da specifiche affermazioni, aiuterebbero a sciogliere disturbi ed emozioni negative legate a blocchi energetici. Gli esercizi principali includono: stimolazione tramite picchiettamento con le dita di alcuni punti collegati ai 14 meridiani energetici del corpo e attenzione del pensiero sul problema che si intende risolvere. La tecnica può essere esercitata anche in autonomia sebbene agli inizi sia meglio praticarla insieme a un professionista.

Ovviamente il metodo funziona, a parere di chi lo pratica, se le emozioni e reazioni eccessive che creano tensione sono dovute a squilibri del sistema energetico. Viene quindi influenzato il modo in cui l’energia scorre nei meridiani energetici. I disturbi che possono essere risolti attraverso l’EFT sono di natura molteplice: fisici, emozionali, psicologici. Gary Craig stesso afferma che sia in grado di favorire la guarigione di problemi di ansia, depressione, allergie, stress, insonnia, incubi, dislessia, scarsa memoria, problemi di socializzazione, dipendenze, tic, sbalzi d’umore e molto altro ancora. C’è chi sostiene che la tecnica trascenda gli aspetti prettamente emotivi, favorendo la riscoperta del proprio potenziale a 360 gradi, individuando e trasformando blocchi perlopiù inconsci, a tutto vantaggio del benessere complessivo dell’individuo.

Come funziona

EFT punti

Come premesso, l’EFT va a stimolare punti del corpo legati alla rete dei Meridiani, individuati dalla Medicina Tradizionale Cinese, e mentre lo si pratica il pensiero deve rimanere concentrato sul problema che si vuole risolvere.

Mentre i punti vengono opportunamente stimolati, i pensieri e le emozioni fluiscono e vanno descritti con apposite frasi. In questo modo si attivano delle reazioni a catena che ci sbloccano progressivamente sia a livello energetico che neurale. Ovviamente maggiore è l’esperienza, maggiore è l’efficacia. Difatti nelle prime sessioni di EFT può capitare sia di sentirsi immediatamente sollevati rispetto a certe problematiche che percepire meno il cambiamento o magari a distanza di tempo. Ciò dipende da ciascun individuo: a mio parere anche le tecniche più valide non sempre offrono risultati poiché un metodo molto efficace su una certa persona, potrebbe non esserlo su una persona diversa. Questo non significa che la tecnica in se stessa non sia utile ma potrebbe esserlo per alcune tipologie di individui, meno per altre.

C’è di buono che le tecniche EFT possono essere integrate, se necessario, con altri metodi che ne aumentano l’efficacia. Ogni professionista sceglie le tecniche di ausilio preferite, valutandole in base ai parametri personali e al soggetto che si rivolge loro. Fra questi si annoverano AGER, riflessologie regressive antitraumatiche, SET, Simple energy techniques, PET, tecniche energetiche provocative.

Come si pratica

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L’EFT prevede il picchiettamento leggero con la punta delle dita di alcuni punti energetici base del corpo, mentre con la mente ci si concentra sulla sensazione negativa che si intende eliminare e si ripetono a voce alta alcune frasi chiave. Di solito si picchiettano i punti dalle 3 alle 7 volte ma non c’è un limite di picchiettamento. Si inizia dal cosiddetto punto Karate Chop con frasi che iniziano con “anche se…” da completare con la descrizione della nostra situazione attuale di cui non siamo soddisfatti. Si passa a picchiettare la cima della testa sempre con le punte delle dita. Seguono i due punti in corrispondenza delle sopracciglia, posizionati al loro inizio e sopra di esse, e i punti accanto agli occhi, ovvero la parte ossea esterna dell’occhio. Poi si passa ai punti sotto l’occhio e sotto il naso, infine si picchietta sulla zona rientrante del mento, sulle clavicole, sotto le braccia e sotto il seno. Si conclude con il lato delle dita ovvero pollice, indice, medio e mignolo, Punto Gamma/Dorso della mano.

L’ordine di picchiettamento dei punti secondo alcuni professionisti è importante, secondo altri può variare a seconda dei casi poiché sussiste una certa flessibilità visto che il sistema energetico è interconnesso. Per qualcuno potrebbe essere più efficace il pichiettamento su alcuni punti, per altri meno e viceversa. Ovviamente questa spiegazione del metodo EFT non è esaustiva e richiede necessariamente un approfondimento per poter essere praticato correttamente.

EFT per bambini

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A quanto pare l’EFT viene spesso utilizzato anche sui bambini: sono innumerevoli gli esempi di ragazzini che hanno imparato la tecnica, tanto da utilizzarla in autonomia al momento del bisogno. Molti genitori affermano che i figli, grazie all’EFT, hanno superato numerose paure ma anche la pipì a letto, problemi di balbuzie, conflitti con i compagni di scuola, nausea e altri disturbi fisici ed emotivi. In particolare si ritiene che l’insegnamento del tapping autonomo sia loro di grande aiuto perché è semplice e li aiuta a superare le emozioni negative che subentrano in alcune situazioni difficili della quotidianità.

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it





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