Gnomi, elfi e fate, chi di noi non ha sempre sognato di incontrarne uno? Mi ricordo che da piccola i miei genitori mi portavano sempre in montagna a giocare in un bosco dove c’era un grande albero cavo al centro, probabilmente a causa di qualche fulmine che lo aveva rotto e col tempo si era aperto fino a formare una specie di caverna al suo interno, in quell’albero passavo i miei pomeriggi a fantasticare sul mondo che mi circondava, a creare ghirlande con le foglie secche e piccoli oggetti con pigne e ghiande per gli gnomi e fate dei boschi.

Gnomi e fate dei boschi

Sono certa che tra quelle foglie qualcosa di magico si nascondesse, non ho mai visto uno gnomo o un elfo  ma la loro presenza si avvertiva, almeno così era quando ancora ero una bambina.

Oggi mi piace pensare che esista qualcosa nel sottobosco, che siano elfi, fate o gnomi poco importa, e non sono l’unica, infatti l’agenzia di stampa AdnKronos pubblicò l’anno scorso un articolo riguardante un presunto fascicolo del Corpo Forestale dello Stato, aperto quasi 15 anni fa, titolato “Gnomi e fate dei boschi”.

Gnomi e fate dei boschi

Questo fascicolo altro non è che una cartellina verde del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali – Corpo Forestale dello Stato che contiene informazioni, segnalazioni, materiale fotografico che riguarda gnomi e fate dei boschi.

La concentrazione di avvistamenti la si ha nell’area dell’Appennino tosco-romagnolo, in comuni come San Piero in Bagno e Bagno di Romagna.

A spiegare questi strani avvistamenti è Stefano Cazora, capo ufficio stampa del Corpo Forestale dello Stato e autore di un libro, “Luoghi della meraviglia”:

“Avvistamenti ce ne sono sempre stati e racconti di “fenomeni strani” nei boschi, che si tatti di presenze, misteriose combustioni di alberi o di luci, perché lo gnomo potrebbe essere la rappresentazione sensibile dello spirito del bosco; se il bosco ha una sua forma di intelligenza, stando ad alcuni studi scientifici, a questa potrebbe corrispondere una forma di spiritualità semplice di cui lo gnomo è rappresentazione”.

Il motivo per cui queste segnalazioni arrivano alla forestale è per il legame con la natura che si attribuisce alle persone che lavorano in questo settore, o che per lo meno dovrebbero avere e tutelare.

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Ma cosa c’era esattamente dentro questo fascicolo? Avvistamenti, verbali e anche foto, una in particolare che rappresenta una creatura classificata come “elfo” per via delle presunte orecchie allungate che si intravedono, la foto scattata da G.F. un banchiere di Cesena che era in viaggio, di notte, con la moglie nell’area della Foresta della Lama, nell’Appennino forlivese.

avvistamento dell'elfo

Non si può certo dire che la foto sia rappresentativa, è sfocata e sgranata e non c’è un negativo originale per poter migliorare la foto o almeno constatarne l’autenticità, ma se questo banchiere si è preso la briga di segnalarlo al corpo forestale forse qualcosa deve aver visto davvero… inoltre sul fascicolo è riportata una scritta che non si può non tenere in conto, cioè che secondo alcune fonti “il testimone sarebbe una persona seria e attendibile“.

Alcune leggende narrano che in quella zona si aggiri il fantasma di un bambino ucciso anni prima da un mugnaio.

Ma non finiscono qui le stranezze contenute in questo fascicolo, il Comando Stazione Bagno di Romagna, il 2 agosto 2001, ha raccolto la testimonianza del signor Pierluigi Ricci il quale, all’interno del Parco dell’Armina, mentre si apprestava a bere alla fonte, avvistava “un essere alto circa 25 centimetri che ritengo essere uno ‘gnomo’ dei boschi”.

folletto

Nel verbale stilato dagli ufficiali e dagli agenti del Cfs c’è anche una descrizione molto dettagliata dello gnomo in questione: “sembianze umane e abbigliato con casacca azzurra, pantaloni marroni, stivali di pelo beige, cappello rosso e barba bianca.”

Intorno a questi avvistamenti è nato tutto un merchandising turistico dell’area con visite al Sentiero degli Gnomi e al Bosco di Gnomo Mentino e migliaia di gadget.

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Questi miti e leggende sono tipiche dei paesi del nord, ma in queste zone sembra che siano molte quelle tramandate dagli anziani che narrano di troll, fate, draghi e anche di orchi.

Gnomi e fate dei boschi

Secondo qualcuno queste creature magiche che si nascondono alla vista di noi comuni mortali esistono per davvero ma per vederli bisogna guardare in basso e soprattutto bisogna crederci, perché forse mettere un po’ di magia nella nostra vita, eliminando stress, frenesia e tecnologia, potrebbe aprirci gli occhi su un altro mondo, che esiste ma che non siamo più in grado di vedere.

Valeria Bonora

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