Tipico della cucina asiatica e molto utilizzato nella dieta macrobiotica, il gomasio (da goma= sesamo e shio=sale) è un alimento naturale ricco di proprietà nutritive, ottimo come condimento e sostituto del sale puro.

Realizzato semplicemente con semi biologici di sesamo e sale marino integrale, integra efficacemente le diete povere di sodio e oli vegetali. I semi di sesamo, nutrienti, equilibrati, ricchi di vitamine (D, E) e sali minerali (calcio, ferro, zinco, fosforo ecc.), contengono anche tre antiossidanti (sesamina, sesamolina e sesamolo), che proteggono il fegato e controllano i livelli di colesterolo nel sangue, svolgendo un ruolo di prevenzione nei confronti di varie patologie cardiovascolari come l’arteriosclerosi. Questi preziosi chicchi sono inoltre molto proteici, contribuiscono a rigenerare e a mantener sano il sistema nervoso, regolarizzano l’intestino e spiccano per il contenuto di grassi insaturi, compresi acidi grassi essenziali come gli Omega 3 e gli Omega 6.

gomasio

Avrete già capito dunque che siamo in presenza di un condimento particolarmente salutare, che oltre ad esser facilmente assimilabile e digeribile, rafforza le difese immunitarie e si rivela utile nei casi di affaticamento, stress, ipertensione, osteoporosi e infiammazione del nervo sciatico. Per sfruttare appieno le sue proprietà terapeutiche, può esser utilizzato anche con un rapporto di sale maggiore per trattare asma, nausea, vomito, mal di testa o di denti e dolori mestruali. Fate solo attenzione al suo alto apporto calorico (100 grammi di semi sesamo corrispondono a 573 Kcal), che porta a consigliarne un utilizzo in dosi moderate, ossia non più di 10-20 grammi per volta.

Per quanto riguarda l’utilizzo di questo alimento gustoso ed estremamente versatile, ci sono davvero innumerevoli motivi per ritrovarlo spesso nei vostri piatti, perché oltre a insaporire pasta, riso, minestre, vellutate, zuppe e insalate, è perfetto in abbinamento a legumi o verdure bollite, grigliate e al forno, nonché per la preparazione di salse o come alternativa al dado, al sale puro e al formaggio grattugiato.

Reperibile presso numerosi negozi di alimentazione naturale o macrobiotica nella versione già pronta in bustine o barattoli di vetro, il gomasio è anche un alimento di facile produzione casalinga. Se preferite dilettarvi ai fornelli, ecco la ricetta per questo originale condimento, pronto a stuzzicare il palato dei vostri ospiti a tavola.

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Ricetta del gomasio

Le dosi consigliate per ottenere 100 grammi di prodotto finale (sette cucchiai di semi di sesamo e uno di sale marino integrale), possono variare a seconda delle necessità e del gusto personale, fino a un rapporto di 20:1 in favore del sesamo. Dopo aver bene lavato e asciugato i semi, poneteli a tostare a fiamma medio-bassa in una pentola di ghisa o di acciaio col fondo spesso, avendo cura di mescolarli spesso con un cucchiaio di legno, fino a quando non risulteranno belli gonfi, asciutti e scoppietanti. La tostatura dei semi è il momento più delicato di questa preparazione, perché bisogna stare bene attenti a non farli abbrustolire o bruciarli, rendendoli così amari e dal cattivo sapore. Per capire quando sono ben tostati fate pure alcune prove: raccoglieteli con un cucchiaio e controllate se rimangono attaccati o meno (nel primo caso non sono ancora pronti, nel secondo sì), oppure verificate che si sgretolino se le frizionate con un movimento delle dita tra il pollice e l’anulare.

Dopo aver lasciato raffreddare il sesamo e leggermente tostato anche il sale marino, mettetelo insieme ai semi in un semplice mortaio o, se volete seguire il procedimento tradizionale, in quello tipico giapponese in ceramica con le pareti interne rigate, chiamato suribashi. Pestate quindi il composto con movimento circolare (utilizzando il pestello di legno surikogi se intendete seguire la ricetta originaria), fino a quando avrete ottenuto una polvere leggermente oleosa e un po’ granulosa. A questo punto trasferite il preparato in un barattolo di vetro e conservate in un luogo fresco e asciutto o in frigorifero per non più di una settimana.

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Vi sono anche delle varianti a questa preparazione tradizionale, che prevedono l’impiego di alghe (kombu, dulse, nori) o altri semi oleosi (di lino, canapa o girasole) al posto del sale, per arricchire il condimento di sapore e nutrienti. Dopo aver preso confidenza con questo alimento naturale potrete quindi sperimentare nuove versioni ancora più sfiziose.

Dall’antica sapienza culinaria asiatica arriva uno dei condimenti tipici della dieta macrobiotica, valido sostituto del tanto abusato sale da cucina.

Marco Grilli