Ho sempre avuto un debole per le streghe tant’è vero che a Carnevale mi mascheravo puntualmente da cattiva. Ma le streghe, a dire il vero, cattive non lo sono affatto, perlomeno non tutte. Peccato che il solo termine “stregoneria“, persino al giorno d’oggi, susciti emozioni poco rassicuranti visto che l’accezione negativa ad essa attribuita è ancora molto viva.

In realtà la stregoneria include pratiche magiche di varia natura e il motivo di tanta diffidenza è attribuibile piuttosto alla libertà di pensiero che ha da sempre contraddistinto le cosiddette streghe. Libertà di essere se stesse, di soddisfare i propri bisogni e desideri, senza per questo fare del male a nessuno. Le streghe, di oggi e di ieri, non praticano necessariamente magia nera, e il fatto che alcune di esse siano mosse da intenti malvagi, non ci autorizza a fare di tutta l’erba un fascio. La stessa Wicca, corrente spirituale misterica strettamente legata alla stregoneria, non è certo votata al Male, com’è facile intuire addentrandosi un po’ nel suo sfaccettato mondo. E allora facciamo un po’ di chiarezza.

Cos’è la Wicca

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Nonostante sussistano disaccordi sul significato del termine “Wicca”, che letteralmente significherebbe “stregone”, possiamo azzardare un’interpretazione sulla base delle informazioni più diffuse in materia. La Wicca è quindi una religione misterico iniziatica che venera le forze creatrici della Natura, identificandole a livello simbolico come un Dio, principio maschile, e una Dea, principio femminile. Principi ravvisabili in molte correnti spirituali, basti pensare allo Yin e allo Yang del Taoismo e del Confucianesimo. E come lo Yin e lo Yang cinesi, anche il Dio e la Dea sono emanazioni dell’Uno, simmetrici e complementari. Ovvero non c’è Dio senza Dea, non c’è Dea senza Dio. Esattamente come accade con il giorno e la notte, la luce e il buio, la gioia e la tristezza.

Ecco quindi che la Wicca, in realtà, celebra i cicli naturali, da sempre basati sull’alternanza di elementi apparentemente opposti. Gli stessi riti stagionali dell’anno, Sabbat, e i riti lunari, vengono celebrati in relazione al ciclo naturale e divino.

Un’altra caratteristica della Wicca è l’assenza del concetto di peccato e salvezza, rimpiazzato da un’etica della libertà, la cui sola limitazione è non procurare danno agli altri per soddisfare i propri bisogni e desideri. Forse è proprio questo il pensiero che ha guidato, in passato, molte delle cosiddette streghe, punite per il semplice fatto di aver seguito i propri desideri, la propria indole. E per questa loro trasgressione tacciate come figure negative, diaboliche. Evidentemente le streghe non sono, come le dipingono tutt’oggi fiabe e favole, esseri malvagi, ma esseri liberi. Da quando libertà è sinonimo di Male?

Quando nasce la Wicca

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La Wicca nasce negli anni 40′ del 900 ma a diffonderla per primo è Gerald Gardner, ex funzionario britannico appassionato di occultismo, folklore, archeologia e antropologia. Gardner affermò di essere stato iniziato a questa religione da una congrega che perpetuava antichi culti misterici medievali, perseguitati come stregoneria, a loro volta legati a culti di origine pagana. Fu proprio nel 1954 che iniziò a diffondere le sue conoscenze pubblicando prima “Witchcraft Today”, poi “The Meaning of Witchcraft”. In molti hanno dubitato della veridicità dei racconti e delle esperienze di Gardner, d’altronde succede spesso ai personaggi più stravaganti di essere tacciati per bugiardi.

Sta di fatto che Gardner rimane il padre della Wicca, per come la conosciamo oggi, nonostante all’interno della stessa esistano correnti di ispirazione diversa, con rituali e pratiche rivisitati di volta in volta dagli adepti. Oggigiorno la Wicca è seguita ovunque nel mondo, con particolari concentrazioni in Europa, Sudafrica, India e Oceania. D’altronde in essa convogliano elementi mutuati da tradizioni molto diverse, si ritiene infatti che Gardner vi avesse riunito aspetti riconducibili a culture primitive dell’Estremo oriente, ma anche a religioni come l’Induismo e il Taoismo, oltre che influenze cabalistiche. Ciò che però distingue la Wicca da altre dottrine ritualistiche è l’estrema semplicità e praticità, spogliata com’è dagli eccessi della magia cerimoniale. E a questa essenzialità si deve sicuramente il suo successo internazionale.

Punti principali

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Il professor Ronald Hutton, nel suo saggio sulla Wicca, ha individuato 8 punti salienti di questa religione. Li riportiamo di seguito:

1. La fede nell’esistenza di una divinità immanente al mondo naturale e, pertanto, il rifiuto di ogni nozione di creazione da parte di entità esterne al mondo naturale

2. Il rifiuto del concetto di etica universale, basata su leggi regolatrici del comportamento umano dettate da divinità e, quindi, delle categorie di peccato e di salvezza, tipiche di altre religioni. Il concetto di etica universale è sostituito dal concetto di un’etica personale molto forte, che permetta la libertà di esprimere e di gratificare i bisogni e i desideri individuali, di perseguire la crescita personale e la felicità, col solo stringente limite dell’evitare di danneggiare gli altri.

3. La credenza che la divinità possa essere sia femminile che maschile

4. Il perseguimento dell’ideale di portare alla luce e di valorizzare la divinità presente negli esseri umani

5. L’abolizione della distinzione tra religione e magia, presente nel mondo occidentale moderno

6. La natura di religione o di insieme di religioni misteriche

7. Consistere nell’assiduità in un’ortoprassi, cioè nell’esecuzione continuativa e creativa di rituali consolidati

8. Coniugare la fedeltà a un’ortoprassi consolidata con l’eclettismo e la versatilità

Come si diventa praticanti Wicca

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Premesso che la Wicca nel corso del tempo si è suddivisa in correnti diverse e c’è persino chi la pratica in totale solitudine, in via generale coloro che intendono intraprendere questo percorso dovrebbero sottoporsi a un periodo di addestramento. Lo scopo è duplice: capire se la Wicca, e la congrega di riferimento, fa davvero per il neofita; capire se la congrega si sente a suo agio con l’adepto. Il neofita chiede quindi di essere iniziato alla Wicca e da quel momento ha avvio l’addestramento serio. L’iniziazione è una sorta di morte-rinascita che implica un voto di segretezza e che vale al nuovo praticante il titolo di Sacerdote/Sacerdotessa e Stregone/Strega. I gradi iniziatici della Wicca sono tre e per poter divenire a propria volta insegnanti è necessaria l’iniziazione al secondo grado.

In realtà, come premesso, esistono praticanti solitari che interpretano i precetti della Wicca in modo più autonomo, ciò nonostante questa religione, pur essendo priva di un’organizzazione ben strutturata, possiede pratiche, credenze e linee guida precise, che devono essere seguite da chiunque intenda farne parte. Il termine Wicca non designa infatti tutti i neo-pagani o tutte le religioni che venerano la Dea e il Dio, questa è una concezione errata che ha preso piede negli ultimi anni a causa del crescente interesse per le pratiche new age. In definitiva, un wiccan per essere un praticante completo, deve interagire con una congrega in grado di trasmettergli anche le conoscenze occultate ai non praticanti, cui altrimenti non potrebbe accedere.

Laura De Rosa

www.yinyangtherapy.it