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Mangiare biologico: fa bene alla salute e si riducono i pesticidi nell'organismo

Di Daniela Bella - 2 Marzo 2015

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Cibo biologico, benefici per l’organismo e per l’ambiente

Che mangiare cibo biologico sia più sicuro e porti maggiori benefici per il nostro organismo non è certo una novità.

Oltre a supportare la terra, dal momento che le moderne pratiche agricole sono distruttive per l’ambiente attraverso l’uso diffuso di erbicidi, pesticidi, fungicidi e fertilizzanti, portando danni ambientali drastici in molte parti del mondo, il cibo biologico è più salutare rispetto ai cibi tradizionali.

Alimenti come frutta e verdura non devono mai mancare nella nostra dieta alimentare per un corretto funzionamento del nostro organismo. Tuttavia, a meno che la frutta e la verdura non siano completamente biologici, possono contenere pesticidi e diserbanti, dunque residui di sostanze chimiche potenzialmente dannose per il nostro organismo.

Rischi di questo genere non si corrono se, appunto, questi alimenti provengono da coltura biologica.

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Mangiando biologico si riducono i pesticidi nell’organismo, lo dimostra la scienza

E adesso a dimostrarlo è anche un nuovo studio condotto dai ricercatori della School of Allied Health Sciences dell’Università di Boise, in Idaho, guidato dalla professoressa Cynthia Curl.

Lo studio è stato condotto su 4.500 abitanti di sei città degli Stati Uniti, nei quali è stata analizzata l’esposizione agli organofosfati (PO), tra gli insetticidi più utilizzati sui prodotti convenzionalmente coltivati negli Stati Uniti.

I pesticidi OP, infatti, sono legati ad una serie di effetti nocivi per la salute, in particolar modo tra quegli agricoltori che sono continuamente esposti a questo tipo di sostanze chimiche.

Ebbene, i risultati della ricerca hanno dimostrato che le persone che consumavano le stesse quantità di frutta e verdura, ma proveniente da colture biologiche, avevano registrato un’esposizione a questi pesticidi notevolmente più bassa rispetto a coloro i quali consumavano la frutta e la verdura coltivata con tecniche convenzionali.

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Inoltre, consumare quei cibi che generalmente sono maggiormente trattati con maggiori dosi di pesticidi durante la produzione, tra cui mele, pere, e pesche, uva, pomodori, lattuga, fragole, broccoli e quant’altro, è stato associato a livelli significativamente più elevati di esposizione a tali pesticidi.

Addirittura, per renderci maggiormente conto della differenza, la quantità di pesticidi rilevabile tra chi mangia saltuariamente frutta e verdura biologica e chi, invece, ne è un consumatore abituale è di circa il doppio!

Le considerazioni della ricercatrice

Cynthia Curl

Cynthia Curl

La professoressa Cynthia Curl, a tal proposito, ha dichiarato:

“Per la maggior parte degli americani, la dieta è la fonte primaria di esposizione a pesticidi OP pesticidi. Lo studio suggerisce che mangiare gli alimenti maggiormente esposti a questi pesticidi, ma coltivati biologicamente, sia in grado di fare la differenza nei livelli di pesticidi nel nostro corpo…”

Questo studio ha incluso i dati dietetici dei partecipanti che avevano già partecipato al Multi-Etnico studio di Aterosclerosi, un grande progetto multi-istituzionale finanziato dalla National Heart, Lung and Blood Institute, che aveva esaminato i rapporti tra dieta e patologie cardiovascolari.

I ricercatori sono stati in grado di esaminare l’esposizione di ciascun partecipante ai pesticidi OP, in base alle quantità di cibo consumato e al tipo di produzione dello stesso.

I ricercatori hanno poi confrontato questi risultati con quelli di un sottoinsieme di 720 di questi individui, verificando il livello di organofosfati nelle urine e nella dieta.

Insomma, quello che già si sospettava diventa ormai una certezza, anche perchè non si tratta del primo studio che dimostra come l’esposizione ai pesticidi sia ridotta nei cibi di coltura biologica.

Un metodo che verrà applicato per la ricerca futura

Questo metodo, inoltre, dimostra come si possano ottenere importanti risultati per la ricerca futura. Dice infatti la Curl:

“Se siamo in grado di prevedere l’esposizione dei pesticidi utilizzando i dati dei questionari dietetici, allora potremmo essere in grado di comprendere i potenziali effetti sulla salute di esposizione alimentare ai pesticidi, senza dover raccogliere campioni biologici da parte di persone. E questo permetterà alla ricerca sugli alimenti biologici di poter essere meno costosa e mena invasiva…”

Adesso il prossimo passo sarà quello di utilizzare queste previsioni di esposizione per esaminare la relazione tra l’esposizione di pesticidi negli alimenti e le conseguenze per la salute, tra cui patologie neurologiche e cognitive.

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Come evitare gli alimenti che contengono più pesticidi?

Senza alcun dubbio, il miglior modo di ridurre la loro esposizione ai pesticidi è quello di mangiare la versione biologica dei cibi che sono elencati nella lista della “Sporca dozzina” dell’Environmental Working Group, che classifica frutta e verdura a seconda del livello di residui di pesticidi.

Un buon consiglio, inoltre, resta quello di variare il consumo di frutta e verdura, così da limitare l’eventuale consumo di determinati pesticidi.

Sarebbe meglio, poi, consumare abitualmente frutta e verdura proveniente dal mercato biologico o biodinamico per poterci gustare in tutta tranquillità anche la buccia così ricca di principi nutritivi.

Fonte: www.boisestate.edu

Daniela Bella





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