L’intestino è il nostro secondo cervello.

Esso, infatti, non regola solo ed esclusivamente le funzioni ad esso adibite ma fa di più: soffre, gioisce, manda segnali di benessere o meno, accumula lo stress, somatizza, si emoziona, prende decisioni, comunica…

Chi non ha mai provato le famose farfalle nella pancia quando è innamorato? E vogliamo parlare del mal di pancia che precede ogni esame?

Ricerche scientifiche degli ultimi anni lo hanno proprio definito un “secondo cervello”. E se risaliamo ai tempi antichi già lo si sapeva: la pancia, infatti, è da sempre considerata il contenitore delle emozioni e dell’inconscio.

Nelle nostre pance sono ben nascoste rabbie, delusioni, traumi, gioie e serenità ma solo le cure più naturali o i professionisti più attenti sono in grado di leggerne i sintomi come segnali di allarme. Per la medicina tradizionale i sintomi dell’intestino non hanno significato psicologico ma solo fisico e come tale vengono trattati: la cura tradizionale passa dai farmaci col fine di mettere a tacere i sintomi e non di interpretarli.

Intestino come secondo cervello: come si è giunti a questa scoperta?

Tante sono state le ricerche in questa direzione: Keith Sharkey del Department of Physiology and Pharmacology dell’University of Calgary, in Canada, per esempio ha scoperto che lo stato emotivo di una persona viene modificato positivamente dalla presenza di acidi grassi nello stomaco. Quando la fame diminuisce le nostre energie possono essere indirizzate ad altro e quindi si attivano nel cervello cranico le attività emozionali.

Il dottor Peter Konturek del Dipartimento di Medicina del Teaching Hospital of the University Jena, in Germania, ha scoperto insieme ad altri collaboratori che i batteri dell’intestino sono in grado di rispondere ai segnali di stress in modo attivo.

Piccole grandi informazioni che collegate tra di loro hanno portato a scoperte grandiose.

I due cervelli (il cranico e quello dell’intestino) sono uniti tra loro dal nervo vago e sono in continua comunicazione. Pensate che il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore dell’umore, viene prodotta proprio dall’intestino.

E’ come se il cervello cranico ricevesse le informazioni e il cervello dell’intestino le elaborasse a modo proprio: leggere la propria pancia è quindi un modo efficacie per conoscersi meglio!

Essere a conoscenza di questo nostro secondo cervello ci aiuta ad affrontare i problemi fisici legati all’intestino in modo diverso: non sottovalutate quindi bruciori di stomaco, ulcere, coliti, stipsi e via dicendo. Il nostro corpo grida quello che la bocca tace: ricordiamocelo!