serpente

“Nonna, cosa si può imparare da un serpente?”

“Quest’animale insegna che la vita è movimento, rinnovamento e ringiovanimento. Ogni anno quando ormai la sua pelle si è fatta vecchia, lui se ne libera e si ricopre con una pelle nuova. E cosi ringiovanisce.”

Hai mai letto un libro che ti ha cambiato in qualche modo la vita, quello grazie al quale, attraverso le parole dell’autore, impari a guardare il mondo in modo diverso, si resetta letteralmente il tuo modo di pensare per spingerti a riconsiderare ciò che sei e ciò che puoi e vuoi fare della tua vita?

La profezia della curandera di Hernán Huarache Mamani, è stato uno di questi libri per me. Avevo 22 anni quando lo lessi per la prima volta ma, anche se questo libro passa molto tempo nelle libreria senza che io lo riprenda in mano, nel mio cuore ha un posto speciale per tutto ciò che mi ha insegnato. È un libro che ogni donna dovrebbe leggere almeno una volta nella sua vita. Ora ti spiegherò perché.

Il risveglio della donna-guaritrice

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“Anticamente sulle Ande esisteva una religione di tipo femminile: era la religione della Madre Natura, della Madre Cosmica. Per millenni gli andini abbracciarono le credenze e si fecero guidare dai principi di quella religione.”

La storia narra le avventure di Kantu, una giovane donna indigena che riceve la “chiamata”: un fulmine risveglia in lei delle doti talmente forti che pensa di impazzire. Gli indigeni la spingono ad andare da un curandero, un guaritore, perché il fulmine è segno che è stata scelta dagli Spiriti, ma lei rifiuta: per lei, i curanderos sono tutti ciarlatani e non gli ultimi depositari della saggezza inca come vorrebbero far credere. Gli innumerevoli esami medici dicono tutti la stessa cosa: lei sta bene, ma Kantu non si sente bene, c’è qualcosa dentro di lei che la disturba.

fulmini

Ha delle visioni che non le danno pace e le tolgono le forze, ma sembra che non ci sia nulla nel suo corpo che non vada anche se le sue condizioni peggiorano. Finisce per lasciarsi convincere da sua madre ad incontrare un “curandero”, Don Anselmo, che spiegherà a Kantu che in realtà ciò che lei considera come un fardello è un grande dono: si è risvegliata in lei un grande potere ma deve imparare a canalizzarlo. Lei non vuole intendere nulla e rifiuta questo dono fino a quando verrà “richiamata” e lo accetterà.

Da quel momento comincia il suo percorso di scoperta di se stessa. Imparerà il potere che le donne nascondono dentro di loro e che rimane troppo spesso dormiente, imparerà a capire chi è, a vedere il mondo con una visione più ampia. Lei, che aveva rifiutato le sue radici abbracciando uno stile di vita occidentale, ripercorre la strada delle sue antenate scoprendo la verità dietro a ciò che considerava superstizioni. Kantu riabbraccia la sua essenza, le sue origini e la sua terra e diventa una “vera Donna”.

Qui tralascio volutamente una parte della trama romanzata che vede Kantu innamorata persa di un uomo perché non è quella storia d’amore il vero fulcro del libro, ma ciò che fa Kantu per giungere al suo scopo. Forse in questo insegnamento tra le righe, H. H. Mamani cercava di spiegarci con l’esempio che è il viaggio la parte più importante della vita.

Il percorso iniziatico

La storia di Kantu narra del viaggio delle donne, il viaggio di riscoperta del proprio potere interiore, quello legato al cuore e alla sessualità. Noi, donne occidentali, siamo state tagliate da questo grande potere che ci è concesso sperimentare solo quando è ora di dare la vita ad un bambino, ma l’energia sessuale è l’energia creatrice per eccellenza, quella in grado di farci toccare con mano il divino. È un ponte tra la materia e lo Spirito e la donna è la guardiana di tale ponte.

La chiave è sepolta in ognuna di noi, dobbiamo solo ritrovarla

“Fintanto che nel cuore della donna continuerà a brillare la luce dell’amore il mondo sarà salvo ma, se quell’amore scemerà, allora l’odio e l’indifferenza dilagheranno e finiranno col distruggerlo.

La donna è il ponte teso verso l’eternità, è il senso dell’ordine morale, intellettuale, spirituale, è uno stato di coscienza. Non appena l’uomo avrà realizzato lo scopo per il quale è venuto sulla terra, non appena si sarà unito al cielo e alla terra, allora si ricongiungerà con il Creatore e la donna sarà il ponte che gli permetterà di accedere a lui.”
— Mama Maru

Il percorso iniziatico si basa sull’esperienza, sul risvegliare la conoscenza sopita, sul diventare consapevoli del mondo visibile ed invisibile e sulla comprensione profonda della propria natura. L’iniziazione contempla spesso una fase di morte simbolica, che rappresenta uno svuotare la propria coppa, un disfarsi dai vecchi dogmi, dalle insicurezze, dagli automatismi che tolgono all’essere umano il libero arbitrio, la libertà. La coppa svuotata potrà allora essere riempita di nuovo, con un’essenza più pura che non contempla i limiti imposti dalla società, con una conoscenza più profonda del mondo e di se stessi.

Un libro per risvegliare il potere delle donne

il mondo della donna

La profezia della curandera non è un manuale pratico, è un romanzo; ma chi ha già intrapreso un certo percorso interiore riconoscerà tra le righe molti esercizi pratici e molte informazioni dalle quali partire per approfondire la propria pratica. Questo libro non mira a creare delle curandere 2.0, ma ha per scopo ispirare e spingere le donne a riappropriarsi del proprio corpo, del proprio potere perché il destino della donna è legata al destino del mondo.

“Sono poteri che si possono donare e che si devono insegnare solo alle persone che riescono a conoscere realmente se stesse, che riescono a capire chi sono e qual’è il loro cammino.”

La profezia della curandera siamo tutte noi!

Il giorno in cui ognuna di noi avrà scoperto la sua essenza e avrà trovato il suo posto nel mondo, le donne potranno tornare a guarire ciò che è andato distrutto. La donna e la Terra sono legate da un cordone ombelicale invisibile ma reale: la Terra è sventrata dall’avidità, il suo corpo venduto al più offerente come il corpo delle donne viene violentato e deturpato.


Proveniamo tutti da un grembo, una donna ci ha dato la vita, ma è un grembo ancora più grande che continua a nutrirci e a permetterci di vivere: quello della Pachamama, la Madre Terra.

È lei che abbiamo tutti in comune ed è lei che sta male ora. Che questo periodo così nero in cui le foreste più antiche del pianeta vengono rase al suolo, in cui gli animali che dovrebbero avere la nostra protezione, sia una morte preludio di trasformazione e parte di un percorso iniziatico per tutti noi? Forse.
Che questo momento di crisi così profonda, a livello ecologico, finanziario, culturale ed umano sia anche da intendere come un punto di svolta per ricostruirci su delle basi più sane, etiche, in cui la donna avrà la possibilità di agire in prima persona e riprendersi il posto che sta provando a recuperare ora a grande voce: al fianco dell’uomo e non sotto o dietro di lui? Lo spero.

donna e uomo
C’è qualcosa che ognuna di noi può fare ora per cambiare le cose? Sì.

“La voce della donna serpente, allora, risuonò nelle sue orecchie:” Sarai sufficientemente forte e padrona di te stessa da poter affrontare qualsiasi prova?”.

Lei fece di sì con la testa. “Allora avanti. Sei arrivata a un punto dal quale non si può più tornare indietro. Domani cominceremo le prove per farti diventare una vera donna” disse la curandera. Fu così che Kantu offrì anima e corpo all’ignoto; sapeva che non sarebbe più potuta tornare indietro nemmeno se lo avesse voluto, ma era decisa ad arrivare fino in fondo, anche a costo di morire.

Grazie alle parole e agli insegnamenti di quell’anziana curandera, la giovane discepola stava riscoprendo i poteri che la natura regala a ogni donna ma che poche sono consce di possedere.”

Tu ora sai di avere questo potere.

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Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice & shamanic storyteller
www.risorsdellanima.it