Riconosciuto il terzo sesso: Neutro

Ok parliamone.

In Germania è stato riconosciuto il terzo sesso per quei bambini che nascono con entrambi gli organi riproduttivi, gli ermafroditi, sono pochissimi casi ma ci sono. Saranno poi loro a scegliere, una volta raggiunta la maturità riproduttiva, se essere definiti donna o uomo, se intervenire chirurgicamente o meno.

Ma questo caso di cui si parla in questi giorni è una cosa assolutamente diversaNorrie May Welby è diventato il simbolo della neutralità anche se in realtà lui, o lei, un sesso lo ha e anche ben definito. Welby nasce 52 anni fa come maschio, in Scozia. Emigra a Sydney e decide di cambiarlo.

Il cambio è avvenuto, ma sospendendo le cure ormonali, il suo corpo è rimasto sospeso in una fase transitoria ed ora non si riconosce più come donna, ma neanche come uomo.

Da qui la sua battaglia che dura da anni perché venga riconosciuto il terzo sesso e la decisione della Corte Suprema australiana. Questo riconoscimento viene visto dalle associazioni transgeder e dai gruppi per i diritti civili come un fondamentale passo avanti per la difesa delle minoranze sessuali.

Norrie ha parlato al quotidiano The Australian dicendo

“La gente dovrebbe venire riconosciuta per quello che è e poter partecipare alla vita sociale fuori da etichette e discriminazioni”

Visto il suo malessere nei panni di uomo e nei panni di donna si è sottoposto ad una nuova operazione ed è diventato asessuato e dal quel momento si dichiara “neutro“.

Un angelo? Una bambola? Di sicuro una persona che non sta bene con se stessa e che forse neanche ora che ha una X sulla voce “sesso non specifico” si sentirà meglio.

Qualche anno fa il suo passaporto risultò non valido proprio perchè non era specificata la sua appartenenza di genere, e da qui è partita la sua battaglia legale perchè venisse riconosciuto il genere neutro, facendo causa all’Anagrafe e da qui è arrivato fino all’Alta Corte che ha infine stabilito che la legge australiana riconosce che le persone possano essere né uomini né donne e vengano dunque identificate come “neutre”.

A parlare della vicenda è Sam Rutheford dell’organizzazione “A Gender Agenda“:

“L’Alta corte è il più alto tribunale che abbiamo e ha riconosciuto in modo molto chiaro che nella nostra comunità vi sono persone con identità di genere non binaria, che hanno diritto di essere riconosciute legalmente”.

Vorrei però far notare che nonostante lui si definisca neutro non è un androgino, condizione che si sviluppa su un individuo ogni duemila, ma una persona che non riesce ad accettarsi per quello che è. E vorrei anche far notare che è corretto non imporre una sessualità a chi non è in grado di deciderla o a chi porta sul corpo entrambi i sessi. Solo che ho paura che questa possa diventare, ancora una volta, una forma di discriminazione verso quelle persone che non scelgono di non avere un genere non definito, verso quelle persone che non si sentono nè carne nè pesce ma che non vogliono neppure essere etichettate come “diverse”.

In fondo anche “neutro” è un’etichetta, proprio come maschio o femmina…. Secondo me l’unica cosa davvero importante, che esula da quello che viene scritto su un pezzo di carta, è lo stare bene con se stessi e il riuscire ad accettarsi e vivere la propria vita senza bisogno di dimostrare niente a nessuno.

Femmina, maschio, neutro, bianco, nero, giallo, verde… sono tutti appellativi che quando una persona sta bene con se stessa non hanno nessun valore, non vogliono dire nulla, sono solo scritte che non servono a nessuno.

L’amore in fondo non ha razza, non ha età, non ha sesso, non vuole grandi dimostrazioni, non deve scendere in piazza, non deve dimostrare niente… Esseri senzienti che si amano e si vogliono bene e si rispettano e rispettano se stessi, questa è l’unica cosa che conta in qualsiasi tipo di rapporto.

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 03/04/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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