Datteri: quanto vi piacciono? Ecco alcuni dei loro segreti

Secondo un’antica leggenda ligure, le streghe di Alassio, nelle notti di tempesta, partivano a cavallo di grandi e terribili serpenti marini per raggiungere le coste d’Africa, poi, una volta li, raccoglievano quanti più datteri era possibile e rientravano nei mari natii per cibarsi dell’ambito frutto di cui andavano ghiotte.

Frutto delle streghe e protagonista delle mille ed una notte, da accompagnare con un caffè arabo, rigorosamente amaro ed aromatizzato con acqua di rose o  fiori d’arancio oppure con tè verde alla menta, il dattero ha una storia antica che risale a più di 4000 anni fa.

Il cibo racchiude in se una magia, ma ci sono alcuni alimenti che la rappresentano più di altri, ci sono degli scrigni di sapore che meglio di altri raccontano la storia che il cibo racconta. I datteri sono tra questi.

Questo goloso frutto d’oriente, originario della zona del delta del Tigri e dell’Eufrate e tipico anche dell’Asia occidentale, è ricchissimo di zuccheri, acqua, sali minerali (calcio, ferro, fosforo, zinco, rame, manganese, ferro) e vitamine (vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamine K e J) tanto che durante il Ramadan è utilizzato per togliere il senso di fame e permettere di affrontare meglio le ore di digiuno.

La Phoenix Dactylifera, la palma da datteri, può raggiungere anche i 30 metri di altezza e arriva a produrre 50 kg di datteri l’anno, il raccolto si ottiene tra agosto e settembre, poi, solitamente, sono messi ad essiccare.

Sia secchi che freschi, sono altamente energizzanti ed hanno un contenuto di potassio superiore a quello della banana, ma se consumati freschi sono anche degli ottimi integratori di sali minerali (in quelli secchi si perdono in parte) e sono consigliati a sportivi e persone attive in genere. Secondo la tradizione mediorientale costituiscono un ottimo rimedio per le vie respiratorie, se ne potrà beneficiare preparando una bevanda di datteri e miele (far bollire un etto di datteri in mezzo litro d’acqua per alcuni minuti e dolcificare poi con miele).

Un altro modo per beneficiarne, almeno con il palato, può essere questo:

Ingredienti: 250 g di datteri, 150 g di farina 00 (possibilmente biologica), 140 g di zucchero grezzo di canna, 110 g di mandorle, 50 g di miele, 50 g di cioccolato amaro, 2 banane o malto di mais, 1 cucchiaino di lievito, 2 cucchiai di latte di mandorla o di latte di soia, meglio se alla vaniglia

Preparazione: frullate le banane lo zucchero, poi incorporatevi la farina, il lievito e il miele. Tritate il cioccolato, le mandorle e i datteri, uniteli al composto di banana e farina aggiungendo due cucchiai di latte di soia/mandorla. Versate l’impasto in una teglia ricoperta di carta da forno e livellatelo bene, poi aggiungete sulla superficie del dolce anche qualche dattero tagliato a metà, come decorazione. Infornate la torta nel forno già caldo a 180° e cuocetela per circa 40 minuti.

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 13/12/2013
Categoria/e: Alimentazione, Primo piano.



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