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Il lupo e il suo rapporto con l’uomo

La vita dei lupi è mistica quanto affascinante. Sono molte le credenze popolari su questo magnifico mammifero, ma non tutti sanno invece che si tratta di un animale puro e conservatore.

Il lupo, infatti, viene spesso caricato di notazioni negative, viene descritto come un animale aggressivo e non socievole, cosa che, nelle tante culture umane, ha alimentato la paura nei suoi confronti.

La maggior parte degli attacchi dei lupi sugli umani, infatti, furono attribuiti ai lupi malati di “rabbia”. Quelli non rabbiosi, invece, hanno attaccato e ucciso esseri umani, soprattutto bambini, ma si tratta di qualcosa di molto raro perchè, a dispetto di quanto si possa pensare, i lupi per natura sono molto timidi. Oltretutto, la carne umana non fa parte della loro alimentazione naturale.

lupo-e-uomoI lupi privi di esperienze negative con gli uomini, o che in qualche modo sono abituati alla loro presenza, possono mostrare comportamenti audaci. Possono però reagire violentemente su provocazione, benchè gli attacchi difensivi consistono solo in piccoli morsi alle estremità.

La sua storia d’associazione con gli umani è davvero molto molto antica, essendo detestato e perseguitato dalla maggior parte delle comunità pastorali, ma rispettato sia dalle comunità agrarie che da quelle di caccia e raccolta.

Insomma, il binomio uomo-lupo esiste da millenni e, seppur inconsciamente, esiste anche oggi, soprattutto se pensiamo che si tratta dell’unico antenato del cane domestico.

Ma il cane e il lupo non sono esattamente la stessa cosa: sì, è vero che anche i lupi possono essere addomesticati, ma non è così semplice come con i cani, tant’è che la maggior parte dei tentativi di addestrare i lupi a lavorare sono falliti.

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Dove vive il lupo?

Il lupo è maggiormente presente nelle zone remote del Nordamerica, Eurasia e Nordafrica. Per natura si tratta di un animale capace di adattarsi ad ogni tipo di ambiente, inclusi i deserti, le pianure, le foreste e la tundra dell’artide.

La loro presenza in un ambiente specifico, generalmente, è strettamente collegata all’abbondanza di prede, alla profondità della neve, all’assenza o alla bassa presenza di bestiame, di strade, alla presenza umana e alla topografia.

La sua conformazione fisica gli consente di vivere in ambienti molto freddi, poichè si tratta di un animale capace di ridurre la circolazione sanguigna verso pelle così da conservare il calore corporeo. Discorso diverso, invece, per le zampe, il cui calore è regolato indipendentemente dal resto del corpo per impedirne il congelamento.

I branchi

lupi-in-brancoInizialmente si pensava che i branchi fossero formati da lupi in stretta concorrenza tra di loro, al cui apice della gerarchia ci fosse un maschio e femmina “alfa” con dei subordinati “beta” e “omega”.

Successivamente, invece, è stato dimostrato come i branchi allo stato naturale non siano altro che dei semplici nuclei familiari, formati dunque da una coppia seguita dai suoi cuccioli degli ultimi 1-3 anni. I lupi cresciuti tendono a lasciare il branco dopo l’arrivo della maturità sessuale, quando aumenta la concorrenza degli altri adulti per il cibo.

Un nuovo branco si forma quando un maschio e una femmina non imparentata viaggiano insieme alla ricerca di una zona non occupata da altri branchi.

coppia-lupiGeneralmente i branchi non “adottano” altri lupi, ma ci sono dei casi, seppur rari, in cui può succedere: se si tratta di un lupo immaturo di 1-3 anni che non può fare concorrenza con la coppia dominante oppure se serve a rimpiazzare un membro della coppia dominante defunto.

Per natura, infatti, il lupo è un animale monogamo, quindi le coppie rimangono insieme per tutta la vita. Se uno della coppia muore, però, il superstite va alla ricerca di un rimpiazzo.

Ma ci sono delle eccezioni. Nel caso in cui il maschio non riesca a trovare un proprio territorio e una compagna, infatti, si accoppia con le figlie di coppie dominanti di altri branchi.

Questi lupi vengono chiamati anche “lupi Casanova” e, a differenza dei maschi nei branchi stabiliti, non formano legami permanenti con le femmine con cui accoppiano.

Gravidanza e tane per i cuccioli

tana-dei-lupiGeneralmente le femmine possono generare una cucciolata all’anno. Durante la gravidanza, le femmine rimangono in una tana localizzata lontana dalle zone periferiche, dove gli scontri con branchi rivali sono più frequenti.

Queste tane consistono in ripari naturali, come le aperture nelle rocce ricoperte da vegetazione. Se le condizioni lo consentono, la femmina partorisce nella medesima tana anche le cucciolate future, mentre le femmine giovani partoriscono nella loro tana natale.

Generalmente le tane sono orientate verso sud, così che l’esposizione al sole possa impedire l’accumulo di neve, e si trovano vicine a una fonte d’acqua.

Per difendere le tane, e più in generale il loro territorio da altri branchi, i lupi rilasciano una combinazione di tracce odorifere, quali urina, feci, feromoni etc. Se necessario, invece, ricorrono ad attacchi diretti o a ululati.

I lupi sono animali molto sedentari, legati al loro territorio. Ma quando il cibo scarseggia drasticamente, allora si trovano costretti ad abbandonarlo per trovarne uno nuovo.

I cuccioli di lupo

cuccioli-di-lupoUna cucciolata può essere composta da 5-6 lupi. I piccoli nascono ciechi, sordi e coperti da una pelliccia bruna-grigiastra.

Le madri non lasciano la tana nelle prime settimane, contando sul padre per il cibo, per lei e i cuccioli.

Generalmente i piccoli lupi aprono gli occhi dopo 9-12 giorni ed escono dalla tana dopo tre settimane.

Dopo un mese e mezzo, invece, sono in grado di nutrirsi di cibo solido e sono in grado di difendersi da soli dai vari pericoli. Dopo circa sei mesi, invece, accompagnano il padre nella caccia di grosse prede.

L’alimentazione e la caccia

lupi-e-la-loro-predaI lupi si nutrono di mammiferi ungulati quali alci, cervi rossi, caprioli, cinghiali, renne, argali, mufloni, bisonti europei, saighe, stambecchi, camosci, egagri, daini e moschidi.

A questi vanno aggiunti anche animali più piccoli, quali marmotte, lepri, tassi, volpi, donnole, scoiattoli, topi, criceti, arvicole, altri roditori, e gli insettivori.

Durante i periodi di forte carestia, i lupi mangiano carogne e, nei casi peggiori arrivano a mangiare anche lupi indeboliti o feriti, o corpi di familiari morti.

Oltre alla carne, però, i lupi mangiano anche frutta e vegetali, quali bacche dei sorbi, mughetti, mirtilli, more, e mele, pere, meloni.

La caccia delle prede, generalmente, avviene da soli o in coppia, poichè si hanno maggiori possibilità di successo che in gruppo.

Per cercare le sue prede, il lupo non ricorre principalmente all’olfatto come si potrebbe pensare, poichè meno sviluppato di quello dei cani da caccia, ma ricorre invece all’udito, talmente sviluppato da essere in grado di registrare persino la caduta di una foglia.

Una volta catturata la preda, i lupi cominciano a mangiare freneticamente, tirando la carcassa in tutte le direzioni. A mangiare per prima è la coppia dominante, dopodichè il resto della famiglia trasporta pezzi della carcassa in luoghi nascosti per mangiare in pace.

Una specie perennemente a rischio

lupi-specie-protettaI lupi, un tempo, erano tra i mammiferi più diffusi al mondo, ma poi la persecuzione da parte dell’uomo ne ha provocato la sua estinzione in gran parte dell’Europa occidentale, nel Messico e negli Stati Uniti.

Fortunatamente la ricolonizzazione e la reintroduzione artificiale hanno permesso ai lupi di tornare a vivere in zone in cui un tempo era estinto.

La concorrenza con l’uomo per il bestiame e la selvaggina, le preoccupazioni sulla possibilità di aggressioni, e la frammentazione del suo habitat, continuano a rappresentare una minaccia per la specie, anche se oggi si tratta di un animale che gode di protezione legale e che, pertanto, secondo la lista rossa IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) entra nella categoria  a “Rischio minimo d’estinzione“.