Omeopatia in pericolo: firmate la petizione!

A causa della nuova legislazione in merito all’omeopatia, si corre il rischio che diventi impossibile reperire, nel nostro Paese, un numero altissimo di medicinali omeopatici. Proprio a tale proposito cittadini e medici omeopatici hanno deciso di stilare una petizione affinchè non vengano applicate le regole che renderebbero impossibile registrare, e quindi vendere, alcuni di questi prodotti.

Tutto il settore dell’omeopatia si trova costretto a combattere contro alcune recenti disposizioni che prevedono un aumento degli oneri per la registrazione ed il rinnovo dei dossier per l’AIFA, ossia l’Agenzia italiana del farmaco.

La scadenza ultima è fissata per il 2015 ma, i documenti necessari per adempiere a tutte le disposizioni sono stati recapitati in ritardo, complicando di molto il lavoro. Così, l’industria omeopatica nazionale si trova a dover depositare gli studi su migliaia di medicinali in pochissimo tempo, dovendo affrontare dei costi spropositati.

Se la petizione non portasse a nessun risultato tangibile, i pazienti italiani si troverebbero impossibilitati, o quasi, a poter acquistare prodotti omeopatici; questa situazione sarebbe lesiva della possibilità di scelta e comporterebbe anche un aggravio della crisi economica. Infatti, se le industrie nazionali dovessero chiudere, o ridurre le produzioni, si perderebbero tantissimi posti di lavoro anche nell’indotto. Nel nostro Paese, il numero di cittadini che acquista ed utilizza prodotti omeopatici si aggira attorno ai 15milioni. Si tratta di un bacino di tutto rispetto che, qualora la norma non venisse modificata, si troverebbe costretto a ricorrere ai farmaci tradizionali. Ecco perché, in molti puntato il dito contro le grandi case farmaceutiche e contro gli interessi economici che ruotano attorno al mondo della medicina tradizionale.

La nuova legislazione sta minando anche un altro importante comparto: quello dei prodotti erboristici. Il Ministero della salute ha rivisto gli elenchi e ha deciso di depennarne alcuni, riducendo quindi l’elenco di quelli ammessi.

Questi continui e repentini cambiamenti creano numerosi problemi, non soltanto a chi opera in questo settore ma anche ai consumatori. Inoltre, è stato deciso di modificare anche le etichette, introducendo nuove formule per le indicazioni. Le diciture attuali dei farmaci omeopatici riportano scritte come “ coadiuvante” oppure “ sostiene”, creando uno stato di grande confusione. A farne le spese, oltre ai cittadini, anche i produttori che sono obbligati a modificare le etichette di un numero svariato di prodotti in breve tempo, le conseguenze si evidenziano nel calo di consumi e nei costi altissimi affrontati dai produttori. A questo quadro già così complicato, si aggiungono le nuove e stringenti normative relative allo smaltimento dei medicinali omeopatici scaduti. Oggi, le aziende sono obbligate a contattare ditte che gestiscano i rifiuti tossici, sopportando gravosi esborsi che incidono sulla solidità economica dell’azienda produttrice.

La petizione può essere firmata sul sito internet omeocom.it. L’obiettivo di questa raccolta di firme è di garantire, a tutti, la possibilità di affrontare le patologie secondo le proprie idee, ricorrendo anche ai medicinali omeopatici e fitoterapici. Non si tratta di difendere una minoranza, quanto di non permettere che venga cancellato un diritto davvero importante.

Sono numerosi i siti internet che propongono agli utenti i recapiti del Ministero della salute e dell’AIFA. In questo modo si fornisce a tutti i cittadini la possibilità di esprimere il proprio dissenso nei confronti di questa normativa.

Eleonora Casula

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avatar Articolo scritto da Eleonora Casula il 14/11/2013
Categoria/e: Legislazione, Notizie.



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