Il “Sale” della vita. Voi quanto ne usate?

Il sale, causa di guerre per il dominio sulle saline, merce di scambio preziosa come l’oro. La sua storia è lunga e controversa e si annida lontano quanto quella dell’uomo.

Il sale, infatti,  ha  accompagnato l’essere umano in un passo fondamentale della sua evoluzione e della sua sopravvivenza, la conservazione dei cibi. Il sale ha permesso e per secoli è stato l’unico modo possibile, di conservare il cibo per lunghi periodi, consentendo così all’essere umano di liberarsi, in parte dall’urgenza del bisogno. La sua capacità di conservare carne e pesce lo rende una sorta di ingrediente base per l’evoluzione sociale dell’uomo, in quanto strumento essenziale al benessere della comunità o villaggio, dunque simbolo di ricchezza.

Le prime notizie di impianti di conservazione che possono essere considerati come antenati delle odierne saline, risalgono alla Cina preistorica e si riferiscono alla zona del lago Yuncheng che fu al centro di molte battaglie per il predominio sull’impianto stesso. Ci sono poi notizie relative al predominio da parte degli Atzechi che custodivano gelosamente la mappa della via del sale.

Per tornare in tempi più recenti, possiamo ricordare la via Salaria a Roma, costruita appositamente per il trasporto del sale. Possiamo poi risalire fino alla seconda metà del 1500 quando gli olandesi scatenarono una guerra contro la Spagna che non gli concedeva libero accesso alle saline.

Dalla preistoria ad oggi è stato ed è un alimento prezioso, privilegio delle zone di costa, al sua estrazione avviene tramite impianti specifici, le saline appunto, che sono costituiti da vasche in cui l’acqua evapora lasciando sul fondo la soluzione concentrata, nella vasca finale (salante) avverrà la precipitazione del sale che poi sarà raccolto e raffinato o lasciato grezzo.

Il lavoro nelle saline è sempre stato duro da sempre e meno a norma e a misura è l’impianto più il lavoro è usurante e dannoso per la pelle, ma il sale rimane, dopo l’acqua, l’alimento più consumato e venduto al mondo, da non dimenticare però che è fondamentale per la conservazione dei cibi e per questo si è legato così indissolubilmente alla storia socio-alimentare dell’uomo, non perché sia un alimento fondamentale per al sopravvivenza.

Del consumo di sale si sente molto parlare, quanto usarne e quando. Sicuramente non rientra negli alimenti di cui abusare e può essere ridotto in maniera considerevole per prevenire il rischio di ipertensione, un’alimentazione molto ricca di sale può danneggiare gravemente sale ed arterie e ridurlo riduce nettamente il rischio di patologie cardiovascolari, ma oltre a questo, alcuni studi sostengono che possa essere anche uno dei fattori concorrenti allo sviluppo di alcuni tipi di tumore.

Considerando che il sale è contenuto in moltissimi alimenti (ad esempio circa 2 grammi in una pizza rossa o 0,15 in una fetta di pane salato, 0,5 gr in una scatola di legumi) è consigliabile ridurne l’uso volontario il più possibile. Le spezie sono un’ottima alternativa per dare gusto e sapore riducendo la quantità di sale. L’abitudine può condizionarci all’inizio, le papille gustative si abituano ai sapori e la nostra storia alimentare condiziona i nostri gusti, ma riabituarsi ad una corretta alimentazione ed al piacere di assaporare il gusto dei cibi è uno sforzo che vale la pena di fare per assaporare il vero sale della vita: la salute ed il benessere psicofisico.

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 03/11/2013
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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