E’ finita da poco l’estate e come di consueto togliamo giacche e giubbotti fuori dagli armadi per l’autunno che sta per arrivare. Quanti di noi hanno capi di questo genere col bordo del cappuccio o i polsini “guarniti” con una striscia di pelliccia?

 

Magari abbiamo acquistato il capo convinti che fosse pelo sintetico: ormai però le contraffazioni sono talmente ben fatte che solo un occhio esperto riesce a distinguere il “pelouches” dalla pelliccia vera.

Ecco come fare:

[fonte foto:animal amnesty]

Sappiate che ogni anno, migliaia di animali vengono torturati e uccisi per obbedire ai dettami della moda che per far apparire un capo elegante decide la sorte di poveri esseri allevati a tale scopo.

Ho deciso di non aggiungere nessun video a questo articolo perchè di tutti quelli che ho trovato in giro per il web non ce n’era nessuno che non mostrasse gli orrori indicibili e raccapriccianti dell’industria della pellicceria. Sono riuscita a guardarne 3, per circa 20 secondi e poi ho dovuto chiudere.  Non solo volpi, cuccioli di foca, visoni, anche conigli, procioni, cani e gatti.

Giacche, giubbotti e cappotti sono belli anche senza guarnizioni che costano la vita di un altro essere vivente, non facciamoci abbindolare da stereotipi che asseriscono “pelliccia= ricchezza” perchè il vero significato di una pelliccia è dolore e morte.

Prima di acquistare un capo con inserti del genere assicuratevi che sia pelliccia sintetica e che un piccolo capriccio da parte vostra non sia costata la vita ad un innocente animale.

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