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Alternative alla Sperimentazione Animale: Siamo ad una Svolta Decisiva!

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Stiamo parlando di una reale possibilità di testare i farmaci su surrogati umani anziché sugli animali! Il progetto si chiama ATHENA (Advanced Tissue-engineered Human Ectypal Network Analyzer) la sua particolarità è la possibilità di creare organi come fegato, polmoni, reni e cuore, tutti connessi fra di loro su una piattaforma miniaturizzata.

Le dimensioni degli organi saranno all’incirca di 7-10 pollici, e tutto il corpo di ATHENA potrebbe stare su una scrivania, infatti viene anche chiamato Homo Minutus.

Ricercatrice Rashi Iyer

Saranno 19 i milioni di dollari stanziati nel giro di 5 anni per finanziare il progetto, dalla Defense Threat Reduction Agency. Verrà impiegato per test di tossicità e oltre a offrire una maggiore precisione dei risultati sarà un grandissimo passo avanti contro la sperimentazione animale.

TNT Rifiuta di Trasportare un Carico di Scimmie Destinate alla Sperimentazione

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La notizia riempie di felicità non solo la BUAV, che da tempo si batte per i diritti degli animali e contro la sperimentazione animale, ma un po’ tutti coloro che pensano che le scimmie dovrebbero stare nelle foreste e non su tavoli da laboratorio.

La famosa azienda di spedizioni internazionali TNT si è rifiutata di trasportare animali destinati ai laboratori di sperimentazione. Il carico di primati arrivava dalla Cina ed era destinato ai laboratori degli Stati Uniti per l’uso in esperimenti.

Ricerca Senza Animali: Consegnato il Premio DNA 2013 [Video]

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Durante il XXV Congresso internazionale dei biologi è stato consegnato il Premio DNA 2013, che va alla ricerca senza animali! Ecco il video messaggio della biologa ricercatrice dell’Università degli Studi di Genova, Susanna Penco, che, insieme alla biologa Michela Kuan, ha ricevuto l’importante riconoscimento.

 

Passerà alla storia il premio conferito dall’Ordine Nazionale dei Biologi che NON si basa sulla sperimentazione animale, ma su quella effettuata sulle staminali umane.

5mila euro di premio che vanno a  Michela Kuan, biologa e responsabile della LAV-Lega Anti Vivisezione, e a Susanna Penco, ricercatrice del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’università di Genova.

Menarini rinuncia ai beagle per la sperimentazione

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Siiii!!!!! Finalmente ottime notizie!!

Menarini ha rinunciato alla sperimentazione sui beagle arrivati dal Belgio.

Dopo due giorni di assedio alla Research Toxicology Centre di Pomezia finalemente arriva il comunicato della ditta: “Il Consiglio d’Amministrazione di RTC ha deliberato di rinunciare alla sperimentazione, pur obbligatoria, per la quale sono stati richiesti i cani, che renderà disponibili per l’affido a privati” .

Potete leggere cosa stava succedendo in questo articolo –>> Beagle sdoganati a Fiumicino per essere vivisezionati: Fermiamo questi viaggi di morte

Green Hill, una storia di libertà

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Green Hill, una storia di libertà” è il titolo del documentario presentato ieri a Milano e accolto da un lungo applauso. Il produttore del cortometraggio è la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, e racconta la storia dell’ ’assedio’ a Green Hill.

Un documentario per testimoniare come una protesta fatta dalle persone che si uniscono in uno scopo comune possa portare alla liberazione di quasi 7200 anime, possa portare alla salvezza di cuccioli pelosi nati per essere sezionati e torturati nei laboratori di tutta Europa.

Harlan: a Udine 2000 manifestanti contro la vivisezione

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Sembra proprio che si inizi a capire cosa c’è realmente dietro ai laboratori di ricerca e sperimentazione animale, dopo la vicenda di Green Hill molte persone si sono rese conto che tutto gira intorno al dio denaro, e molto poco intorno al benessere dell’uomo. E così gli antivivisezionisti si sentono forti e in grado di affrontare sempre più battaglie, questa volta si scende in campo contro Harlan.

Dalla LAV arriva la notizia che Il 29 settembre, a Udine, gli animalisti sono nuovamente scesi in piazza questa volta contro la Harlan Laboratories, un colosso nella fornitura di animali destinati ai laboratori e già tristemente noto al nostro Paese per il recente scandalo legato all’importazione di 900 scimmie.

Talidomide: Le scuse non sono sufficienti

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Il Talidomide fu sviluppato negli anni ’50 dalla Grünenthal, un’azienda farmaceutica fondata (nel 1946) e controllata dalla famiglia tedesca Wirtz. Si trattava del principio attivo contenuto nella pillola Contergan, commercializzata a partire dal 1957 come un farmaco dalle grandi potenzialità. Secondo l’azienda, il Contergan poteva curare mal di testa, insonnia, nausea e fare da anestetico. In particolare, era raccomandato per combattere la nausea mattutina e per questo motivo fu acquistato da moltissime donne incinte. La pillola Contergan e il suo principio attivo Talidomide ebbero un notevole successo, tanto che negli Stati Uniti, dove la sua vendita non fu mai concessa, diverse persone ne entrarono in possesso comprandolo all’estero. Gli effetti del farmaco furono chiari dopo pochi anni. I figli di madri che avevano assunto Contergan avevano un’alta probabilità di contrarre la focomelia, una malattia che causa gravi deformazioni agli arti, agli occhi, alle orecchie, al naso e al volto. Le deformazioni erano così gravi da causare nella metà dei casi il decesso del neonato. Si calcola che tra i 10 e i 20 mila neonati abbiano subito malformazioni permanenti a causa del Talidomide. Circa 3 mila sono sopravvissuti fino ad oggi.

Sperimentazione animale, ecco i “contro”

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Ecco un esempio di come  la sperimentazione animale ha fuorviato anni di studi e ha ritardato risultati clinici.

Da un estratto di un articolo della LAV

…Kunlin fece un’indagine che copriva 200 anni di osservazioni cliniche su di un raro “esperimento della natura” chiamato aneurisma arteriovenoso (AA). I pazienti affetti da AA hanno le vene che pulsano come arterie e che si intasano come fossero arterie.
Prima di Carrel, lunghi studi sulle vene di pazienti affetti da AA avevano portato alla conclusione che le vene umane potessero sopportare la pressione sanguigna relativamente alta del sistema arterioso. Kunlin, cosciente di questi studi clinici, decise di usare un segmento di vena dello stesso paziente per fare un by-pass nell’arteria ostruita.
Funzionò molto bene. Sfortunatamente, in seguito, ricercatori americani vollero innestare segmenti di vene nel sistema arterioso dei cani.
E cosa accadde ? Gli innesti venosi diedero luogo ad aneurismi. L’esperimento fu riportato nel 1952 all’annuale convegno dell’”American College of Surgeons” (Collegio Americano dei Chirurghi) e creò molta agitazione.