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Tag: comunità

Viviamo In Una Società Che Vuole Mettere A Tacere L’Istinto Materno

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Ai tempi di mia nonna, la nascita di un figlio veniva vissuta con l’appoggio dell’intera comunità femminile. Ci si raccoglieva nella casa dove era avvenuta la nascita, si preparavano pasti, si puliva, si permetteva alla neomamma di riposare dalle cure del neonato, si portava la propria compagnia, si donava sostegno. In una parola: ci si prendeva “CURA”. Della mamma, del bambino, della casa, del marito e degli altri figli se già c’erano. Tutto era incentrato sulla cura della famiglia, al fine di permettere un Ben-Essere di cui tutti potessero beneficiare.

Pulire la Propria Classe a Scuola un Metodo per Responsabilizzare i Bambini

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Pulire la propria classe

Sarebbe bello se nelle scuole i bambini imparassero ad essere più responsabili verso la comunità e per farlo c’è un “metodo” davvero simpatico quello di riordinare e pulire la propria classe.

Ad inizio settimana si assegnano i compiti agli alunni, ci sarà l’aiutante della maestra che distribuirà i quaderni, pulirà la lavagna e aiuterà la maestra in tutti i compiti da svolgere; poi è la volta dell’addetto alla carta riciclata che dovrà svuotare il cestino e riportarlo al suo posto; poi c’è il ruolo del controllo corridoio, che si deve occupare di controllare che le giacche, gli zainetti e le pantofole siano sempre in ordine e non sparsi in giro; c’è chi riordina la libreria o gli armadietti dei quaderni, chi ha il compito di sistemare le sedie… e poi tutti insieme poi si occupano di ripulire la classe a fine lezione, raccogliendo penne, matite e gomme cadute in terra e passando la scopa prima di uscire…

Ecco Perché i Bambini Giapponesi Viaggiano da Soli

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Bambini Giapponesi

Partiamo dal presupposto che parliamo di una cultura differente dalla nostra dove l’identità del gruppo è molto forte, ma voglio comunque raccontarvi di cosa fanno i bambini in Giappone. E’ comune vederli da soli o in piccoli gruppi, salire su un treno o su un autobus e spostarsi tra i vagoni agilmente e senza paura, sono bambini anche piccoli di 6-7 anni, che utilizzano i mezzi di trasporto per andare a trovare parenti, per andare a scuola o per fare le loro commissioni, hanno l’abbonamento della metropolitana attaccata allo zainetto e sanno perfettamente come muoversi in città senza la supervisione di un adulto.

A Scuola Senza Zaino: le Maestre Regalano Una Sacca di Jeans

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Scuola Senza Zaino

Sta diventando sempre più reale il fatto che i bambini abbiano degli zaini più pesanti di loro quando vanno a scuola, e in effetti in qualsiasi cartella si guardi ci sono davvero tanti libri, quaderni, astucci tanto da arrivare ad avere dei pesi considerevoli; è per questo motivo che un’altra scuola si aggiunge alla lista di quelle “Senza Zaino”, un modello di scuola nato in Toscana all’inizio degli anni 2000, la primaria Don Caustico di Grugliasco che oltre ad aderire all’iniziativa ha anche fornito agli alunni una borsa in jeans fatta dalle maestre per portare lo stretto necessario da casa a scuola e viceversa.

Riscoprire le Case a corte del Salento per rivivere una socializzazione autentica

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Case di corte

Le case a corte hanno origini molto antiche: si pensa infatti che risalgano all’epoca classica, furono trovate tracce di queste edificazioni nelle città greche dell’VII secolo a.C. e se ne trovano tuttora nella parte centrale del Salento.

Le prime case di corte si possono ritrovare nelle domus romane, formate da un nucleo centrale e dal peristilium, un’area colonnata all’interno della quale venivano posizionate fontane, statue e aree verdi.

Case di corte

Di solito è realizzata con una pianta regolare chiusa ai quattro lati aperto al centro dove c’era il giardino verde o un cortile lastricato; negli anni Venti, vi fu un abbandono di questa rigidità costruttiva e le case di corte divennero veri e propri isolati e costituiti da case a corte ad L o a C, le une affiancate alle altre, sempre chiuse, quindi, sui quattro lati.

Gaarawé Khao Sok: l’eco-villaggio autocostruito

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eco-villaggio autocostruito

Lele (Emanuele Cerri), Elena, Touch, Omar, Manu, Beppe, Claudio, Antonio e Bruno hanno dato vita ad un intero villaggio costruendolo dal nulla; si sono rimboccati le maniche e nell’ottica di una vita a contatto con la natura e in comunità hanno dato il via ad un eco-villaggio autocostruito a 200 chilometri da Phuket: Gaarawé Khao Sok, e grazie all’appoggio di una azienda di latticini appena nata, con ottimi risultati sulla qualità del prodotto, sono da subito economicamente sostenibili.

eco-villaggio autocostruito

In una valle che si trova tra due parchi naturali, attraversata da un fiume caratterizzato da piccoli isolotti, e circondato da una foresta ancora vergine, gli otto ragazzi hanno realizzato il loro sogno con una comunità “green” aperta a chiunque voglia unirsi a loro o semplicemente visitare e conoscere un modo diverso, e fantastico di vivere.

Ecovillaggi in Italia: ecco la lista!

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Gli ecovillaggi, vivere nel pieno della sostenibilità ambientale ed ecologica

Gli ecovillaggi sono delle comunità basate esplicitamente sulla sostenibilità ambientale e biologica, dove gli abitanti vivono dunque secondo modelli di sostenibilità ecologica, socioculturale, ed economica per ridurre al minimo l’impatto ambientale.

Tutti i residenti, dunque, vivono secondo uno stile di vita alternativo ai classici e comuni modelli socio-economici più diffusi. A prova di ciò, l’uso di energie rinnovabili e di soluzioni a zero impatto ambientale, come l’alimentazione per esempio, basata su permacultura o altre forme di agricoltura biologica. Gli insediamenti, invece, possono essere costituiti da case antiche in pietra o dalle più rivoluzionarie case in lamellare di legno coibentato.

Ecovillaggi, vivere nel pieno della sostenibilità ambientale: ecco cosa sono e dove sono

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Immagine da: ecofumetti.wordpress.com

Quando si parla di ecovillaggi ci si riferisce a quel tipo di comunità basata esplicitamente sulla sostenibilità ambientale e biologica.

In un ecovillaggio, generalmente, l’adesione dei partecipanti e volontaria, proprio per una necessità e un’esigenza di vivere secondo modelli di sostenibilità ecologica, socioculturale, economica, che ne sostiene la nascita, l’insediamento nel territorio e il conseguente sviluppo nel tempo.

I nuclei abitatativi in un ecovillagio sono progettati per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Questi possono essere di vari tipi: dalle case antiche in pietra alle più rivoluzionarie case in lamellare di legno coibentato.