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Pensioni addio! L'Inps ormai è al collasso

Di Elena Bernabè - 2 Aprile 2013

Valerio Lo Monaco, direttore responsabile del quotidiano Il Ribelle, ha scritto un’analisi terrificante e veritiera riguardo le pensioni. Nel giro di pochi giorni il suo articolo è stato letto e condiviso da migliaia e migliaia di persone. Vi vogliamo riportare i passi più salienti.
L‘Inps è al collasso: pensate che “l’istituto di previdenza, infatti, aveva a inizio 2011 un patrimonio di 41 miliardi, come detto, il quale si è ridotto a soli 15 in 24 mesi”.
Questa drastica riduzione è avvenuta per due motivi: “il primo motivo principale di questo calo del patrimonio, è relativo alla fusione recente di Inpdap e Inps, cioè il fatto che il sistema pensionistico del settore pubblico sia stato fatto confluire all’interno di quello del settore privato (operazione datata appunto 2012) […]. Questo matrimonio ha portato in dote al sistema pensionistico del settore privato oltre 10 miliardi di rosso“.
Il secondo motivo è che “le pubbliche amministrazioni, da tempo e in modo diffuso, non stanno pagando del tutto i contributi pensionistici dovuti dei propri dipendenti. Si tratta di una somma stimata in circa 30 miliardi“.
Questi dati sono stati confermati anche dallo stesso Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps (Civ) che ha dichiarato: “in due anni con l’incorporazione dell’ex Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici si sono persi 26 miliardi di euro”.
Le persone che sono in procinto di andare in pensione avranno delle brutte sorprese. “Se questa massa di persone fosse messa in grado di andare dritta in pensione così come giustamente previsto, l’Inps crollerebbe in modo definitivo nel giro di qualche anno appena. Ribadiamo, infatti, che già a fine 2013 il bilancio complessivo dell’Inps è atteso a poco oltre 15 miliardi. Dai 41 di fine 2011″.
La conclusione di questa incredibile analisi è che “l’Inps sta finendo nel buco nero statale e dunque le pensioni non potranno essere più erogate a breve”.
Se volete leggere l’articolo completo cliccate qui.
Fonte: [ilribelle.com]
 





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