Psicologia

Conosci i tuoi trisavoli? La loro vita è legata alla tua

Di Sandra Saporito - 30 Gennaio 2024

C’è una generazione nella nostra famiglia che ha un ruolo particolare: delimita il tempo tra la famiglia stretta e quelli che chiamiamo avi, antenati; sono i progenitori di cui spesso sappiamo molto poco, a volte nulla: i nostri trisavoli. Loro sono i nonni dei nostri nonni e sono sedici, sedici famiglie, sedici storie di vita che hanno dato nascita alla nostra. Siamo la somma di tutte queste esistenze a volte mai raccontate, spesso dimenticate, eppure legate a noi.

“Dimenticare i propri antenati significa essere un ruscello senza sorgente, un albero senza radici.”
(Proverbio cinese)

Leggi anche —> Il Culto Degli Antenati: Perché Farlo Diventare Parte Della Nostra Vita

I trisavoli: madri e padri fondatori della nostra storia famigliare

Trisavoli con bisnonna
Credit foto ©Pexels

Attraverso ciò che hanno trasmesso ai nostri bisnonni e nonni, i nostri trisavoli ci mostrano come i fatti della storia possono aver influenzato la nostra famiglia. Se consideriamo un salto di 5 generazioni indietro calcolando grosso modo un tempo di 20-30 anni tra una generazione e l’altra, ci invitano a fare uno stupefacente viaggio nel tempo, fino alla nascita del Regno d’Italia! Questo ci dà la misura dei cambiamenti che possono aver toccato profondamente la vita dei nostri trisavoli.

→ Potrebbe interessarti anche: I bisnonni, figure fondamentali nel tuo albero genealogico

Questo aspetto socio-politico-culturale è importante perché attraverso le difficoltà che possono aver incontrato, i viaggi in cerca di fortuna, le loro esperienze, e tutto ciò che hanno vissuto nel bene e nel male, i nostri trisavoli ci hanno trasmesso una memoria, stampata nel più profondo del nostro essere: nell’inconscio familiare che sfuma verso quello collettivo.

Possiamo ricordare che in quella determinata epoca, la mortalità infantile era purtroppo alta: le condizioni dell’epoca esponevano i bambini al tifo e a malattie che possono sembrarci innocue oggi ma che in quel tempo erano fatali. Poteva capitare che la mamma non sopravvivesse al parto oppure che avesse problemi per allattare; in questi casi la famiglia poteva contare su una vicina o una parente per fare da balia ed essere quella nutrice che portava al suo seno il piccolo che senza di lei non sarebbe sopravvissuto. Questa usanza creava un legame speciale ed invisibile alla storia scritta ma che infondeva nel nostro albero un forte senso di comunità, di vicinanza e solidarietà.

Una vecchia foto di famiglia
Credit foto ©Pexels

Alcuni eventi possono quindi aver messo a dura prova i nostri trisavoli e colpito profondamente la nostra coscienza familiare a tal punto da trasmettere la memoria di ferite mal rimarginate: a volte è la fame, la guerra, la malattia, la violenza, il tradimento, la morte improvvisa dovuta a qualche incidente a segnare la memoria della nostra famiglia. La vita dei nostri trisavoli è stata molto spesso difficile e va riconosciuto a loro il tentativo, a volte disperato, di sopravvivere in tempi tumultuosi. Spesso i nostri trisavoli rappresentano il punto zero che permette alla nostra coscienza di far luce su ciò che è giunto fino a noi.

Possiamo rammentare anche le virtù, trasmesse quasi come un codice genetico, che hanno caratterizzato la nostra famiglia: a volte è la lealtà, l’altruismo, la generosità, la giustizia, la temperanza, la resilienza, l’ingegnosità, o ancora l’intraprendenza… I valori importanti che esprimiamo con naturalezza e costituiscono le fondamenta innate del nostro carattere possono derivare da questo tempo lontano, dalla storia sconosciuta di questi padri e madri fondatori che portiamo dentro di noi e che traspare attraverso le linee della nostra vita.

Leggi anche —> Nonna materna: la sua importanza a livello psicologico e genetico

Come rintracciare i propri trisavoli

I nostri trisavoli sono legati ad un’epoca di grandi sconvolgimenti geo-politici che hanno inevitabilmente influenzato la loro esistenza ma anche la possibilità per noi di rintracciarli attraverso i secoli.

La ricerca genealogica tra molti ricordi
Credit foto ©Pexels

Può quindi essere molto difficile recuperare informazioni relative a loro, come nomi, cognomi, date di nascita, matrimonio e morte perché il primo registro anagrafico ante litteram risale al 1806 con lo Stato Civile Napoleonico, osservato nelle regioni dell’Impero francese. Nel periodo antecedente, soltanto i registri parrocchiali svolgevano questa funzione. Nel 1865 venne istituita la prima anagrafe del Regno d’Italia, divenuta poi obbligatoria solamente nel 1871. Ancora più rare e preziose sono le fotografie d’epoca.

Purtroppo, durante la prima e seconda guerra mondiale molte parrocchie ed edifici comunali furono distrutti, sia dagli incendi che dai bombardamenti, portando alla totale distruzione di molti archivi, e con loro la traccia di un passato che non recupereremo mai. Per questo motivo, spesso l’unica cosa che ci resta dai nostri trisavoli sono i racconti di famiglia.

→ Leggi anche: I nonni sono delle grandi biblioteche piene di storie

Può capitare d’imbattersi in un vuoto generazionale di atti, ma alcuni usi e costumi possono aiutarci a recuperare alcuni frammenti di memoria. Per esempio, era uso comune dare il nome del nonno paterno al primogenito maschio, motivo per il quale è facile incontrare numerosi casi di omonimia nelle ricerche genealogiche; oppure nominare il bambino come il santo riverito nel suo giorno di nascita, come poteva avvenire nelle famiglie particolarmente numerose.

È possibile rintracciare talvolta i propri trisavoli maschi nelle liste di leva militare, che fornivano dati supplementari rispetto all’anagrafe, come il livello di alfabetizzazione, la professione, alcune caratteristiche fisiche come il colore degli occhi e dei capelli, la forma del naso, l’altezza. Sono dettagli che possono aiutarci ad avvicinarci un po’ di più ai nostri trisavoli.

Leggi anche —> La Sindrome degli Antenati: quando si ripetono le date nelle generazioni

Tra l’albero e la foresta famigliare

Una foto di trisavoli
Credit foto ©Pexels

Giunti ad un certo livello di ricerca, la nostra storia famigliare diventa un ponte tra il personale e il collettivo, ci iscrive in un quadro ampio e complesso in cui la visione si amplia con il contesto storico-culturale di un’epoca che ci sembra lontana ma che è stata la matrice della nostra esistenza.

I trisavoli sono pertanto il punto in cui le radici del nostro albero genealogico sprofonda nella foresta, ricordandoci che in qualche modo, da qualche parte nella storia, siamo connessi gli uni agli altri.

Ai nostri trisavoli dobbiamo la terra intorno alle radici dell’albero che conosciamo, una terra lavorata, affinata, fertile che ancora oggi nutre il nostro albero famigliare di idee, virtù, segreti da svelare e tesori da scoprire, che talvolta emergono simbolicamente nei nostri sogni e ci ricordano da dove veniamo, ciò che abbiamo perso per strada, la ricchezza di cui siamo i guardiani.

Molte volte si pensa ai problemi trasmessi di generazione in generazione ma c’è anche un mondo di qualità, talenti, predisposizioni che ci viene offerto attraverso la storia dai nostri trisavoli. A volte questo universo di sapere ancestrale si nasconde dentro i gesti semplici, all’incrocio tra le mani e il cuore.

Fonti e approfondimenti:
• Hellinger Bert. L'amore dello spirito. Dalle costellazioni familiari alle costellazioni spirituali. Tecniche Nuove, 2010.
• Jodorowsky Alejandro, e Marianne Costa. Metagenealogia: La famiglia, un tesoro e un tranello. Feltrinelli Editore, 2018.
• Schützenberger, Anne Ancelin, La sindrome degli antenati. Psicoterapia trans-generazionale e i legami nascosti nell'albero genealogico, Di Renzo Editore, 2004.

Sandra Saporito





Newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi subito una speciale meditazione in omaggio!




© 2022 Copyright Media Data Factory S.R.L. - I contenuti sono di proprietà di Media Data Factory S.R.L, è vietata la riproduzione.
Media Data Factory S.R.L. sede legale in via Guercino 9 20154 Milano - PI/CF 09595010969