Benessere

Come fare il respiro del fuoco per accendersi di vitalità

Di Sandra Saporito - 4 Marzo 2022

La primavera sta arrivando e con lei il bisogno di depurare l’organismo e sentirsi più leggeri, soprattutto dopo il periodo di carnevale con i suoi tradizionali dolci fritti. Oltre a curare l’alimentazione e preferire cibi che possono sostenere il nostro organismo nel delicato processo di detossificazione, possiamo aiutare il nostro corpo e prenderci cura di noi grazie ad una pratica naturale e potente: il Kapalabhati Pranayama, il respiro del fuoco.

Conosciuto in India da millenni, il respiro di fuoco vanta numerosi effetti benefici sulla salute psico-fisica e aiuta a depurarci e a fare il pieno di vitalità.

Le antiche origini del respiro del fuoco, il Kapalabhati

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Il respiro del fuoco o Kapalabhati è una tecnica di respiro antica che si iscrive nel Kundalini Yoga. La sua etimologia deriva dal sanscrito Kapala, “cranio”, e Bhati, “pulizia, far brillare”. Se affonda le radici nei testi vedici, risalenti a circa il X secolo a. C e dai quali nascono diversi tipi di Yoga, tra i quali il più conosciuto Hata Yoga, secondo la leggenda il Kundalini Yoga risalirebbe a 20.000 anni fa e si sarebbe tramandato oralmente da maestro a discepolo.

Il respiro nello Yoga ha un’importanza fondamentale in quanto permette di assorbire il Prana (“vita”, “respiro”, “spirito”) ovvero l’energia universale; secondo la tradizione tantrica, consente di trascendere la dualità che ci separa dall’integrità del nostro essere e quindi di sostenere l’unione tra spirito e materia. In questa ottica, il Pranayama permette al praticante di vivere con maggiore vitalità, salute, longevità e consapevolezza, oltre che supportarlo nella sua evoluzione personale e spirituale.

“Kundalini Yoga è la scienza che unisce il finito all’Infinito”
(Yogi Bhajan)

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Quali sono i preziosi benefici del respiro di fuoco?

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Il respiro del fuoco è una tecnica di respirazione consapevole molto potente ed efficace che può portare numerosi benefici sia al livello fisico che mentale nella nostra quotidianità, a condizione ovviamente di praticarlo con regolarità e disciplina; eccone alcuni:

• Aumenta la capacità respiratoria.
Purifica il sangue.
• Mobilita i residui di muco bronchiale così da evacuarlo.
• Ossigena il cervello.
Rinforza il sistema immunitario.
• Equilibra il sistema nervoso simpatico e parasimpatico.
• Vitalizza l’intero organismo.
• Tonifica il diaframma.
Aumenta la resistenza allo stress.
• Permette di ricaricarsi di energia vitale.

Quando è meglio astenersi dalla pratica?

Se questa tecnica di Pranayama è utile e potente nel sostenere la salute e la vitalità dell’organismo, è bene approcciarsi ad essa con attenzione e gradualità in quanto potrebbe non essere adatta a tutti oppure causare nei praticanti più inesperti qualche giramento di testa o nausea.

Andrebbe evitata durante la gravidanza o durante le mestruazioni perché coinvolge fortemente la fascia addominale e questi periodi richiedono maggiore delicatezza; chi soffre di particolari patologie polmonari o di cardiopatie, come l’ipertensione per esempio dovrebbe astenersi dalla pratica.

Come prepararsi al respiro del fuoco?

Il respiro del fuoco va praticato a stomaco vuoto e preferibilmente di mattina in quanto di sera potrebbe disturbare il sonno. In effetti, la sua funzione energetica, che ci permette di fare il pieno di energia e vitalità si esplica al meglio all’inizio della nostra giornata così da sopportarci nei nostri impegni e aiutarci a far fronte alle diverse fonti di stress che potremmo incontrare.

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La sua pratica andrebbe preferibilmente insegnata di persona da un insegnante qualificato che seguirà passo dopo passo il buon svolgimento del Kapalabhati ma è possibile prepararsi o familiarizzarsi ai movimenti del nostro respiro e del nostro diaframma, soprattutto se siamo alle prime armi, prima di passare alla pratica vera e propria, come lo consiglia il medico e insegnante di Kundalini Yoga Ram Rattan di Yoga e Salute.

Per imparare a familiarizzarsi al meglio con i movimenti del respiro del fuoco, occorre restare consapevoli del proprio corpo ed unire la respirazione nasale ai movimenti del diaframma in maniera coordinata in quanto la respirazione del fuoco è composta da diverse sequenze di breve espirazione forzata seguita ogni volta da un’ inspirazione naturale.

Per cominciare, possiamo partire dalla posizione a pancia in su, posando una mano sulla nostra pancia e iniziare a fare qualche ciclo di respirazione diaframmatica così da sentire il movimento della pancia che si alza e si abbassa ritmicamente sotto la nostra mano. Questo breve esercizio ci aiuterà a riconnetterci con il ritmo naturale della nostra respirazione profonda.

Poi, possiamo allenare la nostra fascia addominale trattenendo per un po’ il respiro e in seguito contraendo e rilassando velocemente il diaframma, sempre trattenendo il respiro, come se stessimo “pompando” l’ombelico, e poi, espirare, e ripetere questo breve esercizio preparatorio per 2-3 minuti al giorno, fino a quando avremmo acquisito maggiore consapevolezza della nostra muscolatura addominale.

In seguito sarà possibile prendere confidenza con la pratica coniugando il movimento del diaframma con la respirazione respirando lentamente, prima con la bocca aperta. Dopo aver fatto un poco di pratica, sarà possibile proseguire con la bocca chiusa e la respirazione dal naso, per poi approdare, dopo un necessario tempo di allenamento, al respiro del fuoco vero e proprio, che contempla un ritmo decisamente più sostenuto com’è possibile vedere in questo video di Sara Bigatti, insegnante di Yoga e autrice de La scimmia yoga.

“Il ritmo del corpo, la melodia della mente e l’armonia dell’anima creano la sinfonia della vita.”
(B.K.S. Iyengar)

Fonti:

• Andre Van Lysebeth, Pranayama, la dinamica del respiro, ed. Astrolabio, 1971.
Kapalabhati, il respiro del fuoco. 
Kundalini yoga: origini, pratica, benefici. 
Yoga e salute: come imparare il respiro del fuoco. 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in Discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it





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