Passiamo molto tempo a cercare di evitarla, impieghiamo diverse energie e precauzioni per scongiurarla, ma lei, la delusione, fa parte della vita. Il nostro esserci implica ineludibilmente che come persone abbiamo desideri, sogni e speranze, ma anche che andremo incontro a inevitabili disattese nel corso dell’esistenza.

Perché accade di provare una delusione verso noi stessi o verso (soprattutto) chi amiamo, è possibile trovare una via per non essere delusi dagli altri? Ma soprattutto, come possiamo fare a rialzarci e magari anche a farcene qualcosa di utile?

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Il significato della delusione in psicologia

Ogni delusione – che sia di carattere lavorativo, economico, relazionale o amoroso – implica un pregresso desiderio, aspettativa o speranza. Implica cioè l’aver investito energie psichiche su qualcuno o qualcosa (una relazione, un progetto di vita, un’opportunità lavorativa) che vengono in qualche modo disattese dal corso degli eventi e/o dal comportamento dell’altro.

La delusione si sostanzia, dunque, di due elementi: il mancato raggiungimento/venir meno di ciò che volevamo e il dolore mentale di sentir tradito e non ripagato l’investimento emotivo-affettivo, cognitivo, materiale o temporale impiegati. Perché le risorse, interne ed esterne, impiegate hanno nel tempo fatto nascere una piccola nuova parte di noi, una parte desiderante che, in quanto tale, si era già calata in un determinato ruolo a cui adesso deve dolorosamente rinunciare.

“Per non soffrire delusioni nei riguardi della natura umana, dobbiamo cominciare col rinunziare alle nostre illusioni rispetto ad essa.”

(Abraham Maslow)

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Elevate aspettative e delusioni d’amore

Alcune delusioni possono avere molto da insegnarci riguardo alle aspettative che riponiamo in determinati eventi, obiettivi o persone.

Aspettative troppo alte, perfezionistiche o idealizzate possono rivelarsi un’arma a doppio taglio e renderci particolarmente vulnerabili a rimanere amaramente delusi non appena la fantasia si scontrerà con la realtà, solitamente più difficile, imperfetta o ordinaria dei nostri sogni iniziali.

Intendiamoci: è bello e vitale per la psiche fantasticare e desiderare il meglio, ma non dobbiamo scambiare questo per la pretesa che la realtà si adegui ai nostri sogni. Nelle relazioni amorose può accadere ad esempio di idealizzare una persona, con la quale magari si è provato il classico “colpo di fulmine”, e l’iniziale fase di innamoramento, quando tutto sembra perfetto e dell’atro/a non intravediamo mancanze o difetti. Il mito dell’amore romantico, quello in cui i due amanti si intendono al volo senza neanche parlarsi per “vivere per sempre felici e contenti” è duro a morire e può essere foriero di cocenti delusioni se ci illudiamo di poter vivere in un’indefinita fase di innamoramento chiusi con il/la partner nella bolla dorata dell’idillio iniziale. L’amore può rivelarsi ben più prosaico, conflittuale o impegnativo perché richiede una negoziazione fra due persone che poco sanno ancora luna dell’altra. Ogni persona può darci qualcosa, alcune per brevi tratti di strada, altre per percorsi più lunghi della vita.

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Cosa succede quando una persona che ami ti delude?

Alle volte le persone ci deludono tradendo le nostre aspettative, disconfermando quello che ci aspettavamo da loro.

Alcune volte si tratta di passaggi del tutto fisiologici nei rapporti affettivi, si pensi allo smarrimento suscitato nei genitori dall’ingresso dei figli nell’adolescenza: all’improvviso sono irriconoscibili, conflittuali, mantengono segreti che non confidano, si interessano più ai loro pari che alla famiglia, tradiscono cioè tutte le attese sedimentate nella loro infanzia. È un impatto che ogni genitore deve imparare a gestire, cercando man mano di riadattarsi ad un ruolo improvvisamente e inesorabilmente mutato rispetto a quello del passato. Riuscire a superare questa sorta di “delusione”, che fisiologicamente ogni adolescenza dei figli porta con sé, è possibile se si riesce sempre meno a farne una “questione personale” e a riconoscere le necessità di crescita e individuazione dei propri ragazzi senza sentirsi minacciati o destabilizzati nel proprio ruolo.

Altre volte l’altro tradisce la nostra fiducia e basta, ci provoca un dolore, mina quelle che sono le premesse stesse del rapporto affettivo come accade nelle delusioni amorose o in ogni circostanza in cui accade di sentirsi delusi da una persona cara. In queste situazioni è importante saper riconoscere e uscire da relazioni disordinate o tossiche e riuscire a chiudere una relazione che ci fa soffrire o sulla quale non possiamo più contare, per quanto dolore tutto questo possa provocarci. Il rischio è altrimenti quello di chiudersi in sé stessi, identificarsi nell’identità del “tradito/a”, covare rancori, vergogna o sensi di colpa e permanere in questo “empasse” senza riuscire ad investire in nuove relazioni. Alle volte superare una rottura significa riuscire a perdonare.

Perdonare non significa giustificare l’altro o sottovalutare il danno che ci ha recato. A livelli psicologici profondi significa ritirare l’investimento affettivo (anche di sofferenza) che in lui/lei si è riposto, realizzando una profonda separazione psichica da chi non può più esserci per noi senza permettere che le nostre risorse affettive o il nostro amor proprio non vengano ulteriormente condizionati o influenzati dalla delusione ricevuta. Significa scegliere dentro sé stessi di lasciare chi ci ha gravemente tradito o deluso e andare per la nostra strada.

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.”

(Saint-Exupéry)

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Come reagire a una delusione?

Quale che sia la natura della delusione ricevuta, non è in nostro potere modificare gli eventi né le azioni o le decisioni degli altri. È in nostro potere però decidere cosa vogliamo fare di questa esperienza: possiamo evitarla, fuggirla, fare come se niente fosse imitandoci a nascondere la polvere sotto al tappeto (molte relazioni disfunzionali perdurano anni). Possiamo agire in modo vendicativo, rabbia e delusione vanno spesso insieme, alla ricerca di un riscatto che non arriverà mai (solitamente anche la miglior vendetta lascia un senso di sollievo solo momentaneo). Possiamo altrimenti lasciare che la delusione “ci accada”, che l’esperienza del dolore psichico ci attraversi e ci cambi in meglio. Ogni delusione ci offre un’opportunità per ridefinire i nostri desideri, i nostri obiettivi e quali sono le persone buone per noi e quelle che invece non vogliamo avere accanto. Come una pianta a cui se vengono potati rami secchi e foglie morte ha più energia per crescere e fiorire, anche la nostra psiche, se ci permetteremo di “lasciar andare” ciò che non è più vitale, si aprirà ad una nuova fioritura.

“Dobbiamo accettare la delusione che è limitata, ma non dobbiamo mai perdere l’infinita speranza.”

(Martin Luther King)

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Cristina Rubano

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Psicologa, specialista in Psicologia della Salute e Psicoterapeuta. La sua attività di psicologa si unisce all'interesse per ambiti e settori variegati tra loro. Trova che la saggezza e lo spirito delle culture orientali possano insegnare molto alla frenesia della mente occidentale, ha fatto esperienza di tecniche di meditazione e collabora con associazioni che si occupano di diffondere questa pratica. Da diversi anni conosce e pratica il Training Autogeno – il così detto “yoga occidentale” – e svolge corsi di addestramento a questo e ad altri metodi di rilassamento. Si occupa inoltre di psicologia dell'alimentazione, sia in ambito clinico che di prevenzione e promozione del benessere psicologico. Le piace pensare alla sua non solo come una professione d’aiuto, ma una competenza messa al servizio della realizzazione delle persone affinché possano ampliare le proprie capacità di scelta, raggiungere i propri obiettivi e intravederne sempre di nuovi. “La felicità è una cosa nella quale ci si deve esercitare, come col violino”. (John Lubbock) Il suo sito web è www.cristinarubano.it