Se nella nostra società l’autocontrollo è una componente fondamentale del quiete vivere è anche vero che gli stimoli che potrebbero farci cadere in tentazione sono sempre più numerosi. Basta pensare al mondo delle diete: ogni giorno vi è la pubblicazione di una nuova dieta mentre i programmi televisivi propongono sempre più programmi culinari, mettendo a dura prova le persone più volenterose che desiderano perdere peso; quindi cosa possiamo fare per evitare di cadere in tentazione?

Per attuare un autocontrollo efficiente ed equilibrato non basta fare prova di buona volontà: la capacità di controllare i propri impulsi può essere paragonato ad un muscolo che necessita di allenamento per funzionare al meglio e di alcuni accorgimenti che possono fare la differenza e di cui parleremo tra un istante.

Cos’è l’autocontrollo e a cosa serve?

autocontrollo-respiro-donna-che-tiene-foglia-marrone-
Credit foto
© Pexels

L’autocontrollo è la capacità di regolare in maniera consapevole le proprie emozioni e il proprio comportamento di fronte alle tentazioni; rappresenta la facoltà di esercitare il libero arbitrio senza cedere agli istinti ed altri automatismi.

È ciò che ci permette di non reagire d’impulso alle provocazioni o di cedere ai nostri istinti irrazionali preservando di conseguenza le nostre relazioni, la nostra vita sociale; aiuta a mantenere uno stile di vita regolare e sano; ci sostiene quando siamo di fronte ad alcune incombenze da sbrigare, anche se sgradite; ci permette di assumerci le nostre responsabilità e motivarci per raggiungere gli obiettivi prefissi.

Tuttavia, la capacità di controllarsi non è innata: s’impara ad usarla sin dall’infanzia e si allena nel tempo, esattamente come un muscolo. Alcune delle pratiche più utili per allenare l’autocontrollo possono essere la pratica della respirazione addominale per mantenere un atteggiamento calmo e placare eventuali reazioni impulsive, le tecniche di mindfulness per aumentare l’auto-consapevolezza, l‘osservazione distaccata e in tempo reale dei propri pensieri ed emozioni per incentivare una maggiore autovalutazione e conoscenza di sé.

Seppure l’autocontrollo possa essere appreso ed allenato, pensare che sia soltanto una questione di volontà e determinazione è errato: per attuare un autocontrollo sano ed equilibrato occorre mettersi nelle giuste condizioni perché a differenza di quello che si potrebbe pensare, l’autocontrollo non è una facoltà esclusiva mentale: si basa anche sui meccanismi fisiologici del nostro organismo.

L’autocontrollo si costruisce anche a tavola

persona-con-cucchiaio-e-ciotola-in-ceramica-rossa-rotonda-con-cereali-fa-una-sana-colazione
Credit foto
© Pexels

Uno studio pubblicato nel 2007 dal dott. Matthew T. Gailliot, professore di psicologia alla Stephen F. Austin State University in Texas, ha evidenziato quanto l’autocontrollo e il libero arbitrio possono essere influenzati dai meccanismi fisiologici. Le manifestazioni di autocontrollo come la perseveranza di fronte agli ostacoli o alle frustrazioni di varia natura e la ferma volontà di evitare le tentazioni consumano ingenti quantità di glucosio presente nel flusso ematico. Ma cosa succede nei casi in cui i livelli di glucosio non sono sufficienti?

Una carenza di zuccheri sarebbe secondo questi studi la causa di un successivo aumento di comportamenti automatici e del fallimento dei tentativi di autocontrollo: ricadiamo nelle vecchie abitudini senza riuscire a controllarci. Questo calo di autocontrollo si chiama ego depletion, termine coniato da Roy Baumesiter, uno dei più influenti psicologi sociali contemporanei e professore alla School of Psychology in Australia.

L’ego depletion rappresenta l’esaurimento delle risorse mentali che permettono di attuare un’adeguata forza di volontà. Se queste risorse sono scarse, l’autocontrollo sarà di conseguenza compromesso.

In poche parole, se l’organismo si ritrova in uno stato di calo energetico, si rifugerà nei comportamenti abitudinari che rappresentano per lui un considerevole risparmio energetico; per noi sarà quindi molto difficile attuare una presenza mentale tale da evitarlo perché il glucosio è la fonte primaria di sostentamento del nostro cervello e già una momentanea penuria lo mette in stato di allarme, facendo passare tutti i nostri buoni ragionamento in secondo (o terzo) piano. Sarà quindi utile assicurarsi un adeguato approvvigionamento glicemico nei casi in cui ci ritroveremo a dover dimostrare autocontrollo, libero arbitrio ed intelligenza emotiva.

Quando l’autocontrollo è… fuori controllo

donna-con-maglione-giallo-perde-autocontrollo-è-arrabbiata-e-sta-urlando
Credit foto
© Pexels

Benché l’autocontrollo sia indispensabile nella vita quotidiana è importante attuarlo in maniera moderata e consapevole evitando di cadere negli estremismi. Lo stress, la stanchezza mentale, il rimugino mentale costante possono essere dei segnali di un eccessivo autocontrollo e la loro insorgenza possono essere un campanello d’allarme da tenere in considerazione. L’attenzione eccessiva ad ogni particolare, senza darsi la possibilità di vivere in maniera autentica e spontanea gli avvenimenti, può essere a lungo termine deleterio e controproducente.

La capacità di lasciare andare può in questo caso rappresentare una pratica complementare all’autocontrollo, con numerosi vantaggi: implementerà la nostra capacità di gestire le nostre emozioni senza reprimerle, arginerà il rischio di rimugino mentale e ci aiuterà a prendere le distanze da ciò che potrebbe provocare in noi reazioni impulsive o irrazionali.

→ Leggi anche: Se cercherai di avere tutto sotto controllo non sarai mai felice

 

Fonti:

Psicoattivo: l’autocontrollo
Self-control relies on glucose as a limited energy source: willpower is more than a metaphor
Self-Regulation, Ego Depletion, and Motivation
State of Mind: la sottile linea rossa tra libero arbitrio e automatismi comportamentali 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it