Vengono chiamate le “rughe del sorriso“. Sono le pieghe della nostra pelle che vengono evidenziate quando sorridiamo. Sono le righe della nostra anima. Che pian piano negli anni si marcano sempre di più fino a divenire segni accentuati e onnipresenti.

Da neonati le guance sono talmente tese e piene da non dare spazio a queste linee gioiose, che sembrano a quella tenera età come dei fogli bianchi. Da marcare di giorno in giorno fino alla vecchiaia quando diverranno così profonde da riuscire a scorgervi tutta la storia di vita di quella persona.

Nella nostra società si sono inventate creme particolari per cercare di mettere un freno allo sviluppo accentuato di queste, e di altre, rughe. Come se non si volesse più ascoltarle, queste grandi messaggere divine. Nascondendole si nasconde anche tutta la saggezza accumulata nel tempo, tutta l’esperienza fissata proprio lì, in quegli scrigni di tesori immensi.

Le rughe del sorriso sono i disegni della nostra anima che si fissa sul nostro corpo plasmandoci il viso e rendendoci un tempio alla sua altezza. Sono i segnali di fumo del nostro fuoco interiore che emergono soprattutto quando ridiamo spontaneamente. E, seguendo il nostro stato emotivo, incorniciano il nostro sorriso e sembra che anche esse stesse ci sorridono.

Sono la cornice più bella. Non un problema da eliminare.

C’impieghiamo anni a definirle così bene, a scolpire sulla nostra pelle. Come l’acqua che continua ad incontrarsi con la roccia per poterla plasmare e modellare secondo un disegno divino. Il loro disegnarsi ogni giorno di più, sorriso dopo sorriso, è un evento da celebrare e non da nascondere.

Non esiste una persona con la stessa mappa delle rughe uguale ad un’altra perchè ognuna di esse parla della nostra interiorità. E desiderarle diverse o meno evidenti o ancora rifiutarle è un modo di fuggire da se stessi. Ma così si rischia di non riuscire a scorgervi tutta la ricchezza che ogni più piccolo segno del nostro corpo vuole donarci.

Una società che vuole nascondere i segni del tempo è una società che non vuole essere saggia, consapevole, sveglia. Che non celebra l’interiorità. Che non promuove la libertà. Di essere completamente se stessi.

Ma le leggi del mondo esterno a noi non sempre sono da seguire. Spesso sono state fatte per invitarci a violarle, per trovare le nostre leggi interiori. Quelle della nostra anima.

E così questi archi vicino alle nostre bocche ci inviano frecce di consapevolezza da cogliere, specchi di noi stessi da ammirare, dolci melodie da ascoltare. Per chi è vigile e pronto ad afferrarne il senso. Di ogni nostra manifestazione corporea.

Per imparare a rendere omaggio ad ogni piccolo segno del nostro corpo ho scritto questo breve racconto che parla proprio delle rughe del sorriso.

“C’era una volta un villaggio antico, situato in una foresta lontanissima. E dentro a questo villaggio viveva la più vecchia di tutte le vecchie. Aveva lunghi capelli bianchi, gli occhi infossati tra la i risvolti della sua pelle e le mani che assomigliavano a delle radici. Il suo viso era segnato da profondissime rughe. Aveva cent’anni o forse più. Un giorno andò da lei una giovane donna, convinta di poter avere dalla più saggia del villaggio la risposta alla sua domanda. Le chiese il segreto della felicità. La vecchia la fissò. Poi prese la mano della giovane e la portò ad accarezzare le sue anziane rughe che circondavano la sua bocca come un abbraccio. Le disse che il segreto della felicità era racchiuso in quei segni intorno alle labbra. Ogni sorriso donato al mondo aveva ricamato il suo viso fino a renderlo così marcato. Le raccomandò di non trattenere e di non nascondere mai nessuna emozione perchè sono proprio le emozioni stesse i veri mattoni della felicità. Arrivano da lì i più grandi e belli castelli d’amore. Le rughe sono i custodi delle nostre emozioni, le regine del nostro regno interiore, i disegni dell’universo. Sono le coppe che contengono ogni singolo ricordo del passato.”

Andiamo nel mondo fieri delle nostre rughe esteriori che rappresentano i tocchi della nostra anima. Accarezziamole, curiamole, guardiamole amorevolmente ed inchiniamoci con rispetto alle rughe delle persone che abbiamo di fronte. Sono le porte del loro mondo interiore!

Elena Bernabè

Autrice del libro “Alla Conquista Delle Stelle”