La scrittura è uno strumento prezioso, soprattutto quando si soffre: scrivere permette di mettere nero su bianco i propri pensieri, il dolore, la sofferenza; permette di dare una forma a delle ferite invisibili, ci permette di tirarle fuori dal cuore, ed è questo il primo passo per riuscire a guarirle, a lasciar andare ciò che ci ferisce. Ciò che ci blocca dall’esprimerci attraverso la scrittura può essere a volte un certo pudore, in questi casi, può essere utile trovare uno scritto nel quale possiamo immedesimarci, ritrovarci, uno scritto che possiamo sentire nostro. Se stai attraversando una crisi personale perché una relazione è finita e ti senti smarrito, forse la lettera che segue potrebbe fare al caso tuo…

“A te, che mi hai ferito”

ti scrivo questa lettera per liberarmi dal dolore che ti ho lasciato farmi. La scrivo per me, non per te. Scrivo per darmi la possibilità di esteriorizzare quelle ferite che mi sanguinano dentro senza lasciare tracce, per guarire, per voltare pagina. Merito di stare meglio, ecco perché ti scrivo.

E forse, in mezzo a questa sofferenza, potrei anche ringraziarti: mi hai mostrato con chiarezza quali erano i miei punti deboli. Ora li conosco anch’io, ne sono più consapevole perché pulsano ancora, e non permetterò a nessuno di usarli di nuovo contro di me. Farò delle mie debolezze i miei punti di forza. Ogni ferita che riuscirò a guarire diventerà una mia medaglia. È vero, sono crollata, ma mi rialzerò più forte di prima.

“Voglio lasciarmi tutta questa storia alle spalle ma non voglio dimenticare”

Voglio liberarmi semplicemente dal dolore, e anche dal risentimento, dall’attaccamento emotivo che ho nei tuoi confronti e che mi fa male, voglio liberarmi dalla paura di amare, di fallire, di non valere abbastanza. Non voglio dimenticare perché non voglio fare lo stesso errore, trasformerò questo dolore in una lezione tatuata sul cuore.

Ho capito di essere crollata, di essermi ridotta in polvere non per colpa tua, ma perché avevo tradita me stessa: mi ero abbandonata a te, avevo lasciato che il mio cuore battesse nel petto di qualcun altro, con la facoltà di poterne fare ciò che voleva. Ho lasciato la responsabilità della mia felicità nelle mani sbagliate. Ho tradito me stessa ed è forse questo che mi fa più male: ho ignorato il fatto di essere la persona più importante nella mia vita; ma stai certo che ho imparato bene la lezione…

“Non mi dimenticherò più di me”

Ho deciso di ricostruirmi su delle basi più sane, che rispecchiano davvero il mio sentire e tutto ciò che sono, senza essere più influenzata da nessuno. Voglio darmi la possibilità di rinascere dalle mie ceneri e di tutta questa storia farò tesoro. Mi sono resa conto di essermi ridotta in queste condizioni per un sentimento che ho confuso con l’amore e di cui faccio ancora fatico a capire la natura. Forse la mia mente era bloccata in un’idea di noi che non corrispondeva alla realtà e mentre ero persa in quell’illusione, ti ho lasciato farmi del male, sicura che fosse normale, che fosse parte del gioco. L’unica certezza che ho per ora è che non lascerò più nessuno farmi del male in questo modo. Merito di più, valgo più di questo.

“Oggi è il primo giorno della mia seconda vita”

E voglio farne la mia più grande opera d’arte. Mi sono resa conto di aver buttato al vento troppa energia, troppo tempo, troppe emozioni. Ho lasciato che i miei sentimenti fossero calpestati come delle foglie morte quando erano frammenti di me da maneggiare con cura. Ho sprecato troppo della mia vita finora, l’ho sprecata dando importanza alla persona sbagliata e non dandone alla persona giusta. Ora, è inutile avvelenarsi l’esistenza con pensieri così cupi da oscurare ogni piccola gioia. Ho una vita nuova da vivere, una vita senza te. Merito la felicità e lotterò per ottenerla.

Il tempo che abbiamo è limitato su questa Terra e non voglio avere dei rimpianti quando ormai il mio tempo sarà giunto al termine. Voglio vivere una vita degna di essere vissuta, motivo per il quale oggi libero me e libero te. Non voglio pensare che tutto ciò che sei si limiti a ciò che mi hai fatto quindi ti lascio andare. Vivi la tua vita, sii felice, ma molto lontano da me. Non ti auguro il male che mi hai inflitto, non servirebbe a nulla. Ti allontano da me ma ti avverto: non pensare di poter tornare indietro sperando che io ti porga l’altra guancia, perché ho imparato a proteggermi, ad avere rispetto di me stessa e permettere che qualcuno come te si prenda di nuovo gioco di me è un’offesa alla mia intelligenza che non tollererò.

Questa sofferenza mi ha trascinata nel mio inferno personale e più mi aggrappavo al passato e più soffrivo, inutilmente, fino a perderci ogni barlume di forza e di speranza per il futuro; solo mollando la presa sono tornata a respirare, solo accettando la mia sconfitta, il mio fallimento, e smettendo di lottare per evitare di guardare in faccia lo stato nel quale mi ero ridotta, ho capito quanto mi ero fatta violenza. Sono rimasta a terra per un po’ e non me ne pento, perché è stato quando mi sono resa conto di essermi persa del tutto che mi sono ritrovata.

Sei stato un maestro crudele, ma ho fatto tesoro dei tuoi insegnamenti. Ora, quando butto un occhio sul passato, solo due parole rimbombano dentro di me col furore della verità che non teme di squarciare le menzogne dolci come il miele; queste due parole, te le dedico con tutta me stessa: “Mai più”!

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
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