C’è molta confusione sul tema del destino: c’è chi pensa che ancora prima di nascere, tutte le nostre gioie e tristezze siano già tracciate, negando quasi l’esistenza del libero arbitrio, e poi c’è chi costruisce il proprio destino ogni giorno grazie alle sue scelte ed azioni. Possiamo davvero scrivere la trama della nostra vita oppure tutto è predestinato e non possiamo fare altro che subire passivamente gli eventi della nostra esistenza?
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I diversi destini della nostra vita
“Ho notato che anche le persone che affermano che tutto è già scritto e che non possiamo far nulla per cambiare il destino, si guardano intorno prima di attraversare la strada.”
(Stephen Hawking)
Quando si pensa al destino, si può avere la sensazione di non avere presa sulla propria vita: se tutto è già stato deciso in partenza, non ci rimane che lasciarci trascinare dagli eventi senza opporre resistenza? Bisogna chiarire cosa intendiamo per destino.
La predestinazione esterna
Secondo l’enciclopedia Treccani, il destino è la predeterminazione fatale dell’accadere; il succedersi degli eventi ritenuto come preordinato e necessario, al disopra dell’umana capacità di volere e di potere. Gli eventi accadrebbero a prescindere della volontà e dell’azione della persona. Per esempio, la lingua che parlerò dipenderà dal luogo in cui vedrò il giorno. Se nasco in Italia, parlerò italiano. Se mi porrò in maniera passiva rispetto a questo fatto, parlerò solo questa lingua durante tutto l’arco della mia vita, se invece decido di voler parlare una lingua straniera e agisco concretamente in questo senso (attivando il mio libero arbitrio), andrò al di là di questa predestinazione.
Ho usato un esempio molto basilare ma lo stesso schema può riferirsi anche ad altri aspetti della vita: l’istruzione, il benessere economico, le relazioni interpersonali, la famiglia, il “fiorire” in generale. Possiamo modificare questo tipo di destino. Ovviamente, richiederà tempo, energia ed impegno, ma un miglioramento è possibile ed auspicabile.
Poi, c’è un altro tipo di predestinazione con la quale nasciamo: la nostra natura.
La predeterminazione interiore
Questa natura rappresenta ciò che siamo nel profondo e che non possiamo modificare senza farci violenza in quanto rappresenta per noi una necessità. Per esempio, se da quando sono piccola la mia più grande passione è la pittura e sono un’artista nel cuore e nell’anima, se per me l’espressione artistica è la mia “immagine innata” (illustrata nella Teoria della ghianda di James Hillman), tentare di rinnegarla sarà una violenza che farò a me stessa, andrò contro la mia natura.
Tuttavia, entrambi questi destini hanno un punto in comune: rappresentano un punto di partenza. Sono il nostro “pacchetto di benvenuto nel mondo” (con all’interno delle cose buone ed altre meno buone, ereditate dalla famiglia, dalle condizioni in cui si nasce, ecc.). L’errore è pensare che tutta la nostra vita sia racchiusa in quel pacchetto; in realtà, sono degli strumenti per aiutarci a manifestare la nostra identità profonda, il nostro “chi sono” assieme al “perché sono qui”.
Alcuni magari partiranno dalla nascita più avvantaggiati di altri ma ciò che farà davvero la differenza non sarà il pacchetto di benvenuto iniziale ma la nostra abilità ad usare gli strumenti in esso contenuto per vivere meglio, magari ampliando, grazie alle nostre esperienze, gli strumenti che abbiamo a disposizione. Questo è il libero arbitrio.
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Il libero arbitrio è la chiave del tuo destino
Il libero arbitrio non ci parla soltanto della libertà di scegliere e di agire, ma ci parla soprattutto di responsabilità. Usiamo spesso il destino come capro espiatorio quando non vogliamo agire per cambiare le cose o quando non vogliamo prenderci la responsabilità delle nostre azioni; il libero arbitrio si trova invece al lato opposto di questa dinamica in quanto rappresenta la manifestazione del nostro potere personale di far prendere alla nostra vita una direzione invece di un’altra.
“La vita è come un gioco a carte: la mano che ti viene servita rappresenta il determinismo; il modo in cui giochi è il libero arbitrio.”
(Jawaharlal Nehru)
Se il libero arbitrio è in grado di rimettere tra le nostre mani le redini della nostra vita, perché ci rimettiamo più volentieri al destino? Per paura. Possono essere delle paure legate all’emarginazione e all’abbandono, all’isolamento da un gruppo di riferimento, oppure possono essere paure più interiori: siamo davvero in grado di farcela? E se facciamo la scelta sbagliata e poi ce ne pentiamo?
Sono paure che ci intrappolano tra un passato infelice e un futuro incerto e che ci impediscono di essere presente nell’unico tempo e spazio dov’è possibile agire senza subire le angherie del Fato: il qui ed ora.
“Liberarci dal nostro dramma è tanto semplice quanto difficile: bisogna vincere la paura! Per vincere la paura non serve il pensiero positivo, occorre il pensiero poetico, occorre l’amore! Occorre andare oltre il positivo e il negativo, superare gli opposti e vincere la paura.”
(Selene Calloni Williams)
Occorre quindi andare oltre i limiti imposti da ciò che abbiamo ricevuto alla nostra nascita e crearci una vita a nostra immagine se vogliamo davvero poter dire di essere stati artefici del nostro destino. Oppure no. Dopotutto, il potere del libero arbitrio è la libertà di scelta.
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Il coraggio di cambiare
Per riuscire a percorrere la strada che vogliamo davvero imboccare è fondamentale imparare a lasciare andare il passato, volgendo lo sguardo nel qui ed ora e nel futuro. Per poter compiere questo importante passo evolutivo proviamo a osservare cosa non va nella nostra giornata: cosa ci provoca fastidio? Qual è quella situazione che ci fa cambiare umore nell’immediato? Perché quella persona ci porta a reagire così? Quali sono i pensieri ricorrenti che abbiamo?
Dobbiamo divenire osservatori attenti della nostra interiorità, volgere lo sguardo dentro a noi stessi, voler mettere le mani nel nostro buio interiore. Lo possiamo fare tutti i giorni, grazie a un diario giornaliero, a momenti di silenzio interiore, a tempi creativi dove l’arte può parlare al nostro posto. Siamo chiamati a fare spazio interiormente per poter accogliere chiarezza, novità e passi in avanti verso il cammino di conoscenza di noi stessi.
Ben venga allora il cambiamento, quello sano, costruttivo, essenziale. Che sia un movimento vitale e vero, volto a migliorare noi stessi e il mondo!
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Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it
Articolo aggiornato il 3-12-2025








