Ci sono dei momenti nella vita in cui bisogna scegliere, prendere una decisione importante, allora si pesa il pro e il contro ma qualcosa dentro di noi ci dice che qualcosa non va. Ci fermiamo, riflettiamo e ci accorgiamo che infatti non stiamo rispettando una parte fondamentale di noi.

In questa decisione, sto rispettando le mie esigenze, le mie priorità? Sto andando contro ciò in cui credo? Qualcosa lede la mia autostima, le mie capacità? Lo sto facendo per compiacere gli altri?

Queste sono alcune domande che possono aiutarci a capire l’origine della nostra incertezza.

Per decidere bene, occorre allineare intelletto e volontà

In quella in-decisione c’è qualcosa che non va per il verso giusto: l’intelletto e la ragione ci dicono di proseguire, la volontà invece ci consiglia di chiudere la trattativa perché ciò che deriverebbe da tale decisione andrebbe a nostro sfavore; ecco che subentra la frustrazione, rimaniamo paralizzati come l’asino di Buridano, senza sapere cosa fare, cosa scegliere.

Man mano che la frustrazione aumenta, ci sembra che la vita ci sfugga dalle mani, ma questo momento di stallo può rappresentare una grande opportunità: quella di fare chiarezza sulle nostre esigenze e priorità, quella di dare alla nostra vita una svolta inaspettata.

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Tergiversare per molto tempo è un segnale da cogliere se si vuole prendere delle decisioni sicure: significa che un punto preciso entra in conflitto con una parte di noi; in questo caso possiamo chiederci quali aspetti della situazione innescano una reazione difensiva, cosa inconsciamente stiamo tentando di proteggere.

Se di fronte ad una decisione obiettivamente positiva per te, qualcosa ti frena, sei in conflitto con la tua volontà.

Sei sicuro che questa decisione rispetti le tue aspirazioni, la tua identità?

Se una decisione ti entusiasma tantissimissimo ma ti sorprendi a trascinare il piede nel portarla a termine senza capirne il motivo, la tua parte obiettiva e ragionevole ha presumibilmente qualche obiezione da fare.

Sei sicuro che tale scelta sia ponderata?

Se anche dopo questa ennesima riflessione non sei riuscito a sbloccare la situazione, è probabile che tu sia invischiato nella tua comfort zone e che tu abbia paura del cambiamento. In questo caso, c’è solo una cosa da fare per aiutarti a vincere l’incertezza ed uscire da questo stallo che potrebbe portarti non pochi problemi, ma prima vorrei raccontarti una storia interessante che fece discutere molti filosofi, da Spinoza a Leibniz: quella dell’asino di Buridano.

La storia dell’asino di Buridano o il paradosso dell’incertezza

È famosa la storia dell’asino di Buridano che dimostrò in maniera allegorica la portata dei danni che può fare l’incertezza. Si tratta di un apologo che risalirebbe al periodo della scuola aristotelica e poi, per una comica serie di qui pro quo, sarebbe stata attribuita al filosofo francese del XIV secolo, Jean Buridan (conosciuto in Italia come Giovanni Buridano).

Ecco la famosa storia dell’asino di Buridano, illustrata da Voltaire:

“Conoscete quella frivola storiella
di un certo asino di cui si discute a scuola?
Nella stalla gli vennero portate
per il suo pasto due quantità di fieno uguali,
della stessa qualità, per molte volte;
dai due mucchi l’asino si vide tentato
ugualmente, e, drizzando le orecchie,
proprio in mezzo ai due mucchi uguali,
concretizzando le leggi dell’equilibrio,
morì di fame, per timore di fare una scelta.”

Questa storia illustra il paradosso dell’incertezza che può portare ad una paralisi tale da risultare estremamente nociva; ed è proprio questo che ci capita quando non riusciamo ad allineare l’intelletto e la volontà.

La paralisi è una posizione estremamente pericolosa che porta prima ad grande frustrazione e poi alla disperazione. Quest’ultimo stato d’animo è difficile da debellare e può avere per conseguenza le azioni più estreme, motivo per il quale è importante non rimanere congelati tra due decisioni, come il povero asinello di Buridano, e scegliere, fare un passo, lanciarsi anche se non si sa bene come andrà a finire perché si ci sarà sempre la possibilità di rettificare il tiro strada facendo.

Se i due piatti della bilancia si equivalgono e non sai cosa scegliere, in un piatto a caso aggiungici un oncia di coraggio e lanciati! La vita è anche questa: saper accogliere l’imprevedibile; scoprirai che spesso sono queste le decisioni che cambiano la vita: quelle che sembravano impossibili e che poi abbiamo fatto con coraggio.

scelta

“Sebbene l’intelligenza si senta costantemente attratta verso la chiarezza e la certezza, è l’incerto che attrae spesso il nostro spirito. Invece di seguire penosamente lo stretto sentiero delle ricerche filosofiche e delle deduzioni logiche per giungere quasi inconsapevolmente nelle regioni alle quali si sente estraneo, ed in cui non si scorgono più punti di riferimento, lo spirito preferisce arrestarsi con la forza dell’immaginazione nei campi del caso e della fortuna. Invece di vedersi limitato dalla nuda ed arida indigenza delle necessità logiche, esso si diletta in mezzo agli illimitati tesori del possibile; il coraggio, esaltato da ciò, spicca il volo; il rischio ed il pericolo sono gli elementi fra cui si lancia, come l’audace nuotatore nella corrente.”
(Carl von Clausewitz)

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Concludiamo con l’epilogo della storia dell’asino raccontato da Achille Campanile, che in seguito alla storia ormai assodata decise di fare parlare il quadrupede diretto interessato, che secondo lui non avrebbe mai esitato e avrebbe mangiato un mucchio di fieno a caso e poi l’altro, e che avrebbe concluso la storia con queste parole: “Asino sì, ma mai come l’autore del paragone“.

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it