Cucinare con amore (per sé o per gli altri) è un’arte: non significa mettersi ai fornelli, tagliare e assemblare del cibo a caso che per gusto ed aroma si abbina senza troppi problemi per riempirsi lo stomaco e non sentire più i morsi della fame, è un’arte e può diventare anche una forma di meditazione molto piacevole.

“Sono persuasa che la cucina rivela in una persona il suo rapporto con la terra, i senso, il corpo e il… sesso. Ci mette allo scoperto. Chi ama il cibo ama la carne. Chi è capace di passare tre ore a palpare, tritare, impastare, pelare, grattugiare, affettare, per un piacere così effimero come un pasto, è un gaudente di primo ordine. Un essere pieno di sensualità.”
(Anne Plantagenet)

Il piacere dei sensi può aiutarti ad essere più consapevole nella tua vita

Tutto comincia dal fruttivendolo dove già nel varcare la soglia del negozio senti i profumi degli ortaggi. Devono essere buoni, succosi, genuini e soprattutto maturi al punto giusto. Potrai sentire la loro consistenza sotto le dita e potrebbe già bastare questo ad ispirare la tua creatività e farti venire l’acquolina in bocca.

Hai presente quei pomodori così rossi e succosi che ci metteresti sopra solo una puntina di sale prima di affondarci i denti con libidine; e assieme al succo abbondante e fresco è il sole e l’estate che ti solleticano le papille? L’olfatto si perde in quel profumo che sa di picnic in riva al mare e che cerca, forse, con brama una nota fresca e balsamica da sposare: una foglia di basilico appena colta andrebbe bene.

Questo piacere culinario è in realtà una meditazione, cucinare con amore è meditare, gustarsi il cibo lentamente, dandosi il tempo di percepirne le diverse sfumature aromatiche e l’unione delle consistenze che si mescolano in bocca, lasciarsi stupire ad ogni boccone è una meditazione, solo che si tratta di una meditazione un po’ informale, tutto qui.

Cucinare con amore è un’esperienza sensoriale

Faccio una piccola premessa: puoi fare la tua piccola meditazione culinaria anche preparandoti una semplice fetta di pane con un filo d’olio extravergine d’oliva, perché non importa quanto sia elaborato o complicato il piatto che ti appresterai a degustare, ciò che importa è quanto sei presente in te mentre lo fai.

Durante questa meditazione un po’ particolare, dovrai solo concentrarti sulle tue percezioni sensoriali. Ogni fase della preparazione del tuo piatto attiverà alcune risposte del tuo corpo e quello che dovrai fare è semplicemente coglierle e viverle a pieno.

Già mentre pulirai la verdura potrai dare il via alla tua esperienza meditativa: sentirai lo scorrere dell’acqua fresca sulla tua pelle e la buccia degli ortaggi che diventerà man mano più liscia sotto le tue mani; il loro colore cambierà e diventerà più vivo e potresti anche percepire con più chiarezza il loro profumo una volta che saranno stati puliti dalla terra dell’orto. Poi arriverà il momento del coltello: addentrare la lama nella polpa e farla scivolare lentamente seguendo le curve dell’ortaggio, sentire il coltello scivolare senza ostacoli per rivelare il colore vivo e brillante della materia prima, e poi fermarsi, chiudere gli occhi, annusarne il profumo genuino, e se la natura lo consente, tagliarne un pezzetto e gustarlo lentamente per liberarne tutti gli aromi.

Una meditazione basata sulla consapevolezza e l’attenzione

Tatto, vista, olfatto, gusto, udito (hai mai sentito il pane che canta con una leggera pressione delle dita?) sono coinvolti quando cucini, ecco perché diventa una meditazione; nel concentrarti sulle tue sensazioni e percezioni, lasci andare il pensiero e il rimugino mentale; sei presente in ciò che fai, abiti il corpo e non sei più confinato solo alla sfera del pensiero.

Questa pratica informale di meditazione (esiste anche la pratica formale, a dire la verità) si chiama Sati, che in lingua pāli significa “consapevolezza”, “attenzione” o “piena consapevolezza mentale” e si basa sul vivere pienamente ogni istante, momento dopo momento. La focalizzazione sulle tue esperienze sensoriali ti aiuta ad attivare alcune aree cerebrali che ti porteranno a sperimentare una maggiore serenità e un rilascio delle tensioni. Cucinare diventerà un momento di piacere profondo.

Imparare a degustare: la meditazione del chicco d’uva

Nella cucina consapevole, anche la fase di degustazione è importante, occorre però ricordare come si degusta il cibo. Qui di seguito, troverai un video basato sulla meditazione del chicco d’uva (creato dal dott. Alberto Torre) che ti aiuterà a ricordare come attivare a pieno le tue capacità gustative.

La meditazione del chicco d’uva è una pratica ideata da Jon Kabat-Zinn, Professore Emerito di Medicina e fondatore della Stress Reduction Clinic e del Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society presso la University of Massachusetts Medical School; questa pratica è stata inserita nel protocollo MBSR o Mindfulness Based Stress Reduction che aiuta a mitigare lo stress cronico, l’autocritica e i pensieri assillanti sul passato e i timori verso il futuro.

Oltre a questi benefici aiuta anche a rieducarci ad avere un rapporto più sano col cibo invece di fagocitare con esso una montagna di emozioni e pensieri non (o male) espressi.

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In questo modo, cucinare diventa molto più della semplice preparazione di un pasto: diventa un atto di puro piacere che fa al corpo e alla mente.

Bon appétit!

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it