Henry Charles “Hank” Bukowski Jr. nacque a Andernach il 16 agosto 1920 e lasciò questo mondo a San Pedro il 9 marzo 1994, fu un grande poeta e scrittore statunitense di origine tedesca. Le sue opere vengono “classificate” in una  corrente letteraria che sembra creata appositamente per lui il realismo sporco o dirty realism perché in esse sono descritti senza troppi giri di parole le sue esperienze più reali, l’abuso di alcol, il sesso ma soprattutto i rapporti che lo scrittore vive con le altre persone.

Charles Bukowski

Charles Bukowski è uno di quegli autori che o lo odi o lo ami alla follia, non esiste una via di mezzo, e forse è proprio quello che avrebbe voluto lui, cinico e anticonformista, libero, solitario, provocatorio ed antisociale; le sue poesie sono ricche di sentimenti ed emozioni che riesce a trasmettere perfettamente, a volte perfino troppo intensamente, le sue parole colpiscono e lasciano storditi danno una visione troppo reale della vita, particolare a volte crudele.

Ma la poesia “Non ho smesso di pensarti” è qualcosa a parte, può essere interpretata in vari modi, può essere riferita ad un figlio, ad un amante, ad un amico ma anche a se stessi o ai propri sogni persi per strada.

Dev’essere stato un incontro complicato questo di Bukowski con il destinatario della poesia (che non ci è dato sapere) molti pensano sia una poesia d’amore, uno di quelli languidi e sdolcinati, un amore finito, ma onestamente conoscendo il repertorio dell’artista mi viene difficile vederlo crogiolarsi in questo dolore shakespeariano.

Charles Bukowski

A me personalmente piace pensare che l’autore si riferisse ad una donna persa col tempo, ma non un’amante, un’amica, una di quelle che non si dimenticano ma non si cercano più, un po’ spine nel fianco, quelle donne che ti fanno tornare coi piedi per terra, indipendenti, forti e tenaci, una donna che incute anche un certo timore ma che farebbe di tutto per un amico vero. Ecco io penso che lui l’abbia dedicata a lei alla sua amica alla quale ci pensa ma non la cerca; le chiede indirettamente come sta, cosa fa, se ha sorriso e quali progetti ha, si preoccupa per lei ma non ha la forza di affrontarla.

Ovviamente credo che ognuno la possa dedicare a chi preferisce e come dicevo prima anche a se stessi, fermarsi e porci delle domande ogni tanto ci farebbe bene, cercare di capirsi guardandosi dall’esterno, e scoprire che la nostra parte più nascosta ha una sua vita a cui pensiamo ma non cerchiamo, un po’ come se una parte di noi volesse ribellarsi ma il nostro incedere attraverso i conformismi della società o della famiglia ci impedisse di tirarla fuori, di andarla a cercare.

Charles Bukowski

Questo è forse anche più triste di una storia d’amore andata male, forse è proprio alla sua parte nascosta che Bukowski ha voluto dedicare questa poesia e nella frase “non lo sai ma ti vivo ogni giorno, che scrivo di te” credo si riferisse proprio al fatto che le sue opere avevano una vita propria, lontana dal classicismo a cui la letteratura ci ha abituato, la vita nascosta che ognuno di noi possiede in fondo all’anima, quella a cui si pensa ma che si tiene lontana.

Fatela vostra questa poesia, e magari andate a cercare quello che pensate… Buona lettura!

Charles Bukowski

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

~ Charles Bukowski ~

Articolo scritto da Valeria Bonora – valeria2174.wix.com