I girasoli sono senza dubbio i fiori dell’estate. Spuntano nei campi come altrettanti piccoli soli dai dolci petali gialli, ma non portano soltanto allegria e bellezza nelle campagne e nei parchi durante la bella stagione, sono anche fonte di nutrimento per l’anima e per il corpo: se le leggende a loro dedicate sono ricche di simboli, i semi di girasole vantano numerosi benefici per la salute e il benessere psico-fisico in generale.

“Nei momenti bui della vita prendi esempio dal girasole. Alza la testa e cercalo tu, il tuo raggio di sole.”
(Anonimo)

Le origini del girasole, il fiore sacro degli Incas

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Originario del Perù, il girasole era conosciuto e usato da millenni nella civiltà Inca dove era simbolo di sovranità e del potere di Inti, il dio Sole. Era per questa antica cultura una pianta sacra ed era usato a scopo rituale e divinatorio, in quanto raffigurazione del dio Sole sulla terra, e alimentare, per le proprietà nutritive dei suoi semi.

Secondo gli Incas, fu grazie ad un girasole che la città di Cuzco vide il giorno. La leggenda narra che Inti, il dio Sole, era triste di vedere gli uomini incapaci di coltivare o cacciare, e costretti a nutrirsi solo dei nemici uccisi in battaglia. Pensò allora di inviare sulla terra i suoi figli: Manco Capac e Mama Ocllo, per portare loro la civiltà.

Iniziarono il loro viaggio portando con loro l’immagine del padre, il girasole, e un cuneo d’oro dai poteri magici. Affidarono la scelta della loro nuova dimora al cuneo d’oro e trovarono il posto ideale al centro di una valle fertile, dove il cuneo entrò nella terra senza sforzo e dove il girasole fu piantato. Lì dove crebbe il primo girasole crebbe una città, chiamata successivamente Cuzco (“ombelico” in lingua Inca) che divenne la capitale dell’Impero Inca.

In virtù della sua somiglianza col sole, gli Incas e poi gli Aztechi pensavano che i girasoli erano in grado di attrarre le anime dei defunti che cercavano di giungere alla luce.

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Il “fiore del sole” e la sezione aurea

L’Heliantus annuus, il girasole, è una pianta annuale della famiglia delle Asteraceae. Ecco una piccola curiosità: il girasole è cugino del topinambur (Heliantus tuberosus), e fu importato in Europa dal condottiero spagnolo Francisco Pizzaro Gonzalez nel XVI secolo.

Il suo nome deriva dal greco helios, “sole”, e anthos, “fiore”, e significa “fiore del sole”, facendo riferimento alla tendenza del girasole a seguire il sole col capolino, comportamento meglio noto come eliotropismo.

A questo comportamento sono collegati i suoi molti significati simbolici: felicità, gioia, ricerca della luce e della verità, amore devoto, fedeltà, amicizia, costanza, solarità.

Questa pianta annuale ha una costituzione assai curiosa: Ciò che possiamo ammirare quando osserviamo un girasole non è un unico fiore ma una moltitudine di fiorellini disposti secondo uno schema ben preciso.

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L’ infiorescenza, o capolino, è composta in realtà di due tipi di fiori: i fiori dei petali, disposti in cerchio, di colore giallo, marrone o arancione, mentre i fiori del disco sono piccolissimi fiori disposti a spirale: sono loro a produrre i semi , o meglio “acheni”, che tutti noi conosciamo.

La disposizione di questi piccoli fiori è il motivo per il quale il girasole era ritenuto sacro: i fiori del cerchio seguono la sezione aurea. Guardando da vicino il cuore del girasole, noterai che è composto di diverse linee disposte a spirale alternate sia in senso orario che antiorario, che seguono la sequenza di Fibonacci.

Ne deriva un legame intimo con le forze creatrici del cosmo e di conseguenza con i temi dell’evoluzione, dell’immortalità, della connessione col divino.

Un dono prezioso della natura per la nostra salute…

I girasoli sono dei fiori meravigliosi: si ergono nei campi come una folla di piccoli soli che sorridono al cielo. Tingono i campi di una meraviglioso colore giallo che rispecchia i raggi solari e trasmettono gioia, vitalità, risollevano il morale a chi si sente succube del grigiore cittadino e della noia.

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In effetti, secondo la cromoterapia il giallo è un ottimo stimolante, accresce la concentrazione e aiuta a sentirsi più sicuri di sé.

I semi di girasole sono preziosi anche per il buon funzionamento dell’organismo e contano numerosi benefici se integrati nella propria dieta: il triptofano che contengono aiuta a calmare ansie, tensioni e mal di testa, grazie al loro elevato contenuto di vitamine del gruppo B migliorano l’attività intestinale, sono dei potenti antiossidanti e antinfiammatori naturali, aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e mantengono il cuore in salute.

L’olio ricavato dai semi è ricco di vitamina E e ha un potere antiossidante addirittura cinque volte superiore rispetto all’olio extravergine d’oliva. Applicato sulla pelle, ne favorisce la rigenerazione. È efficace anche contro le irritazioni, gli arrossamenti e le infiammazioni.

… e per l’ambiente!

Il girasole non fa bene soltanto a noi ma anche all’ambiente!

È conosciuto per essere in grado di depurare il terreno da sostanze inquinanti quali nichel e cromo anche se alcuni scienziati si spingono oltre nello studiare il potere fito-depurante di questa pianta.

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Secondo alcuni studiosi, il girasole sarebbe in grado di assorbire alcune sostanze altamente radioattive come il cesio 134 e 137, è ciò che vuole dimostrare Masamichi Yamashita, capo di un team di scienziati che studia agricoltura spaziale presso la Jaxa, l’agenzia spaziale giapponese.

Nel 2011, Masamichi Yamashita propose di sfruttare questa particolarità del girasole per depurare il suolo inquinato di Fukushima dopo il disastro nucleare. Si tratta di un esperimento sul medio-lungo termine in quanto la capacità di assorbimento dei girasoli richiede diversi anni.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in Discipline Bio-Naturali
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