Significati Simbolici

Le più belle e antiche leggende sulla Primavera e sull’Estate

Di Redazione - 30 Maggio 2025

Ogni stagione ha le sue leggende e primavera ed estate non potevano essere da meno. Tra storie inquietanti, altre suggestive o romantiche, ecco una selezione delle più belle. Leggiamole e proponiamole anche ai nostri bambini, magari in versione semplificata o con un linguaggio adatto a loro: queste storie dal sapore antico ma sempre attuali ci portano a significati universali che parlano alla nostra anima rivelandoci segreti, vie da seguire, mondi sconosciuti.

La leggenda di Persefone

occhi di donna dal colore diverso

Ecco una versione estremamente semplificata della leggenda che vede protagonista Kore/Persefone.
Un giorno la piccola Kore rimase a casa da sola in attesa del ritorno della madre Demetra. Kore, che viene anche chiamata Persefone, decise di raggiungere le sue amiche e di fare loro un regalo fiorito. Si allontanò per raccogliere i fiori più belli finché raggiunse un cespuglio meraviglioso. I fiori di quel cespuglio sembravano talmente perfetti da non essere veri. Insospettita, pensò che era meglio di far ritorno perché si era involontariamente allontanata troppo dal gruppetto ma proprio in quel momento dalla terra sbucò Plutone, dio degli Inferi. Kore urlò per la paura ma Plutone/Ade la trascinò con sè nel suo regno. Quando la madre di Kore rientrò, accorgendosi della sparizione dell’amata figlioletta, se ne risentì moltissimo.

Decise allora di partire alla sua ricerca travestendosi da donna anziana, dimenticandosi dei suoi doveri, era infatti la dea dell’agricoltura. Seguirono anni di carestia finché Demetra non incontrò, un bel giorno, Elios, dio del sole, il quale le disse che Kore era stata rapita da Plutone e portata nell’Ade per diventare sua moglie. A quel punto intervenne Zeus che vedendo Demetra così disperata, decise di chiedere a Plutone di liberare Kore. Ma purtroppo, o per fortuna, quest’ultima aveva già mangiato qualche chicco di melograno, legandosi così per sempre ad Ade/Plutone. Ma Zeus insistette e giunse a un accordo: 6 mesi all’anno Kore/Persefone li avrebbe trascorsi con la madre Demetra sulla Terra, nel periodo corrispondente alla primavera-estate, e gli altri 6 mesi, corrispondente all’autunno-inverno, li avrebbe trascorsi con Ade nel regno degli Inferi. La leggenda richiama quindi l’alternarsi delle stagioni, sebbene celi altri significati simbolici. Kore, nome da giovinetta, attraverso l’incontro con Ade diventa una donna matura trasformandosi in Persefone, Regina degli Inferi.

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La leggenda del Sole e della Luna

luna-del-grano-in-aquario

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Si narra che nella notte del solstizio estivo il Sole, rappresentato dal fuoco, e la Luna, simboleggiata dall’acqua, si sposino. Ecco perché in molti luoghi si ha l’abitudine di accendere falò propiziatori e di preparare la famosa acqua di San Giovanni con le erbe magiche. L’acqua in cui vengono versati iperico, rosmarino, menta e altre erbette, viene lasciata all’aperto durante la notte del 24 giugno, e utilizzata al mattino per lavare mani, viso, corpo. Inoltre la rugiada che si raccoglie sull’erba dopo la notte del solstizio, secondo le leggende, porta fertilità e per beneficiare dei suoi effetti bisognerebbe gettarsi nude sull’erba, bagnarsi il viso se si vuole diventare più belle, raccoglierla in una boccetta se si vuole utilizzarla per gli incantesimi.

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Le streghe del solstizio d’estate

donna in un bosco che assomiglia ad una strega

Il solstizio d’estate è un momento magico ma anche pericoloso perché proprio in quella notte le streghe, dicono le leggende, volano verso Benevento per riunirsi intorno al noce, a fare festa. Si narra che sia possibile vederne a sciami in cielo ma che alcune, durante il viaggio, si introducano nelle case per creare scompiglio o portare la malasorte. Ecco perché la tradizione consiglia di porre del sale grosso davanti alle porte e alle finestre: le streghe contano i chicchi di sale dimenticandosi di quanto erano venute a fare, finché il mattino sopraggiunge costringendole a fuggire. Ed ecco perché, proprio durante il solstizio, in molti luoghi si accendono fuochi, allo scopo di allontanare queste creature.

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Leggenda della Lucciola e gli abiti delle spose

bosco con piccole lucette

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Due bravissime sarte, sorelle ma povere, dovevano una sera terminare assolutamente per l’ indomani l’abito da sposa della ricca figlia del mugnaio. Lavorando e lavorando, arrivarono a consumare tutte le candele che avevano in casa, e non sapevano più come fare. Abitavano in una casetta nel profondo del bosco, la notte era senza luna e loro si accorsero di non avere nemmeno olio da mettere nelle lucerne. I loro lamenti, raccolti dal camino, furono uditi dal popolo delle lucciole, cui loro davano sempre da mangiare fiori e miele. Le lucciole allora discesero tutte dalla cappa del camino e illuminarono la stanza con milioni e milioni di lucine finché, sul far del giorno, il vestito fu pronto.

La figlia del mugnaio pagò molto bene l’ abito ma non seppe mai spiegarsi il luccichio lunare che aveva la stoffa. Da allora le due sorelle cuciono abiti da sposa nella loro casa nel bosco, e le lucciole si tengono pronte ad andare a far luce con il loro lumino che conferisce ai tessuti lo splendore della luna. Noi le vediamo nelle sere d’ estate mentre si avviano verso quella casa.

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Andromeda e il peccato di vanità della madre

Il mito di Andromeda

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Cassiopea, madre di Andromeda, si vantò di essere più bella delle Nereidi, le affascinanti ninfe del mare. La sua vanagloria irritò a tal punto Poseidone, il dio del mare, che decise di punire la superba Cassiopea in modo esemplare. Mandò pertanto Ceto, un suo mostro marino, a devastare il paese e a divorarne gli abitanti. Furono le rive per prime a subire la collera di Ceto, quando il re Cefeo, padre di Andromeda e marito di Cassiopea, decise di rivolgersi all’oracolo di Ammone per scongiurare una catastrofe.

Andromeda sarà sacrificata al mostro per salvare il paese, incatenata nuda ad una roccia in attesa del suo triste destino. Ma giunge Perseo dal suo ritorno dall’antro di Medusa, la terribile Gorgona che resta ammaliato dalla bellezza della principessa e s’innamora. Si avvicina a lei, le chiede il suo nome e la ragione della sua prigionia.

L’eroe vola verso i genitori angosciati e propone un patto. Se ucciderà il mostro si guadagnerà la mano di Andromeda. Cefeo e Cassiopea accettano. Perseo si lancia contro il mostro, sferza colpi assassini, il mostro arranca, sanguina copiosamente, il dolore aumenta il suo furore. La lotta è terribile ma il figlio di Giove è veloce e scaltro. Il mostro soccombe. Il mare si tinge di rosso. Il mostro verrà posto tra le stelle dal dio del mare addolorato per la perdita del suo fedele alleato. Diventerà la costellazione della Balena, Cetus. Perseo è vincitore.

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Ogni storia può parlare al nostro cuore se riusciamo a cogliere il simbolo celato dietro ad ogni accadimento. Ascoltiamo questi messaggi antichi e saggi e facciamoci guidare da loro…

Articolo aggiornato il 30-05-2025





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