Le difficoltà contraddistinguono la vita di ciascuno di noi. Quando le viviamo in prima persona riusciamo ad essere attivi nell’affrontarle, a comprenderle, a farne emergere un’intensa emotività e a trarne, poi, insegnamento. Ma se è un nostro caro ad essere in difficoltà ci sentiamo inermi, incapaci di aiutarlo come vorremo, dispiaciuti del non poter fare di più per alleviare il suo peso.

In realtà il peso di ogni fatica è giusto che venga portato dalla persona che lo vive, senza alcuno sconto: solo così quella persona può trarne insegnamento! Ciò che noi possiamo e dobbiamo fare in una circostanza così è far sentire la nostra vicinanza, metterci in ascolto autentico, dedicare parte del nostro tempo a pensarlo, ad inviargli energia di vita, pensieri di conforto, di aiuto e di positività!

“Chi non ha affrontato le difficoltà non conosce la propria forza.”
(Benjamin Jonson)

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Sembra banale e inutile stare vicini ad una persona in questo modo, ma spesso non ne siamo capaci: preferiamo fare qualcosa di più concreto, aiutarlo in quella faccenda piuttosto che nell’altra, sottrargli il peso di quell’impegno, distrarlo con altre cose e via dicendo. Certo, servono anche questi modi di vicinanza, ma non sono sufficienti ad avvicinarci davvero!

Spesso basta un rispettoso silenzio, una sana lontananza fisica. Non possiamo prenderci noi stessi sulle spalle il peso della fatica di quella persona: è profondamente sbagliato per entrambi! Ciò che possiamo fare è camminare vicino a lei, farle comprendere che non è sola, piangere con lei, donarle il nostro tempo in termini di pensieri ed energie. Le energie non sono solo quelle fisiche ma soprattutto quelle mentali!

“Comunichiamo attraverso campi d’energia che ci collegano gli uni agli altri. Secondo la consapevolezza che abbiamo sviluppato, il nostro campo si allarga a comprendere la vibrazione di coscienza di altre specie, di altre realtà, di nuove verità.”
(Tiziana Mattera)

Il nostro pensiero diretto ad un’altra persona, purchè sia un pensiero presente, sincero e sentito, ci collega a quella stessa persona e ci mette in collegamento dal punto di vista energetico. E’ un modo di stare vicino agli altri arcaico e potente che abbiamo perso ma che possiamo recuperare! Proprio per poter rimettere in moto la nostra energia nel mondo vi suggerisco una preghiera da recitare per un vostro caro che sta vivendo un periodo faticoso.

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Scegliete un momento della giornata in cui siete tranquilli e non avete distrazioni, meglio se a casa vostra da soli o insieme a chi vuole condividere questo momento e mettetevi in ascolto di voi stessi pensando intensamente al vostro caro. Leggete a voce alta questa bellissima preghiera:

“Fluisca in te la luce che ti può afferrare.

Accompagno i suoi raggi col calore del mio amore.

Con i pensieri più gioiosi del mio pensare

io penso ai moti del tuo cuore.

Che essi ti rafforzino,

che ti portino,

che ti illuminino.

Davanti ai passi della tua vita

vorrei raccogliere i miei pensieri gioiosi,

che essi si uniscano alla tua volontà di vita,

ed essa si ritrovi con forza in tutto il mondo,

sempre di più attraverso se stessa.”

(Rudolf Steiner, Preghiera per madri e per bambini)

Alla scuola steineriana dei miei bambini ci giunge talvolta l’invito di leggere questa preghiera alla sera in un preciso orario, ognuno a casa propria o durante le varie riunioni scolastiche per poter donare energia a bambini della scuola e alle loro famiglie che stanno affrontando delle grandi prove di vita. Più persone che si sintonizzano con questa preghiera nello stesso momento e che donano la propria energia creano un vero e proprio mare energetico positivo e rigenerante che giunge alla persona che ne ha bisogno, con rispetto e vicinanza autentica.

Elena Bernabè